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Manovra, rissa al Senato tra Malpezzi (Pd) e Bottici (M5s). I dem: "Dimettiti da questore". E lei: "Non ci penso proprio"

La parlamentare dem: "Precedente pericoloso: il potere legislativo non esiste più". La senatrice pentastellata: "Presto codice di condotta in aula"
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La lunga e snervante attesa, la rabbia, la stanchezza, fisico e mente che ne risentono. Era inevitabile che gli animi si scaldassero sabato notte nell'aula del Senato, dove la manovra è stata approvata quasi alle tre del mattino. E l'episodio del "contatto fisico" fra due senatrici, Simona Malpezzi del Pd e il questore Laura Bottici del M5s, immortalato anche in un video, è l'apice di un clima di tensione salito alle stelle. Nonché una triste caduta di stile.
 
"Avevamo già accettato il calendario stabilito dalla maggioranza e aspettavamo il maxiemendamento per le 14 - racconta Malpezzi - quando poi il governo si è preso un'altra ora e mezza di tempo ci siamo sentiti presi in giro. Una volta in aula abbiamo pensato di fare un'azione di protesta consegnando i fogli del testo ai banchi del governo (i fogli sono stati in realtà scagliati con una certa foga, ndr). Ma quando eravamo là Bottici mi ha st…
La lunga e snervante attesa, la rabbia, la stanchezza, fisico e mente che ne risentono. Era inevitabile che gli animi si scaldassero sabato notte nell'aula del Senato, dove la manovra è stata approvata quasi alle tre del mattino. E l'episodio del "contatto fisico" fra due senatrici, Simona Malpezzi del Pd e il questore Laura Bottici del M5s, immortalato anche in un video, è l'apice di un clima di tensione salito alle stelle. Nonché una triste caduta di stile.
 
"Avevamo già accettato il calendario stabilito dalla maggioranza e aspettavamo il maxiemendamento per le 14 - racconta Malpezzi - quando poi il governo si è preso un'altra ora e mezza di tempo ci siamo sentiti presi in giro. Una volta in aula abbiamo pensato di fare un'azione di protesta consegnando i fogli del testo ai banchi del governo (i fogli sono stati in realtà scagliati con una certa foga, ndr). Ma quando eravamo là Bottici mi ha strattonato spingendomi via. Allora le ho detto: "Tu non mi puoi toccare". E la sua risposta è stata: "Ti tocco eccome". Insomma la senatrice è venuta a fare la parte dell'agente provocatore più che del questore. Ha dimenticato di avere un ruolo istituzionale ulteriore a tutela di tutti i senatori".
 
In seguito all'episodio, denunciato alla presidente del Senato Casellati, il capogruppo dem Andrea Marcucci ha chiesto le dimissioni di Bottici da questore. Ma la senatrice pentastellata non ci pensa proprio a lasciare. E da Stoccolma, dove è andata a trovare sua figlia per Natale, risponde: "Non intendo assolutamente dimettermi, è mio dovere intervenire durante i disordini in aula. Anche nella scorsa legislatura, quando i miei si avvicinavano troppo, li allontanavo". Anche mettendo le mani addosso a un'altra senatrice? "Io ho solo cercato di frappormi, di fare muro, onde evitare i danni- si difende - Nelle fila del governo il ministro Tria è stato letteralmente aggredito. Mi auguro che venga convocato il consiglio di presidenza al nostro rientro per adottare il Codice di condotta dei senatori". E conclude con un attacco ai dem: "Comprendo che stare all'opposizione sia dura, ma i cittadini il 4 marzo hanno scelto di non dare più fiducia al Pd".
 
"Aldilà dell'episodio in sé - riprende Malpezzi - è il contenuto di quella nottata che fa male. Si è creato un precedente pericoloso: il governo si è assunto la responsabilità di far passare una legge che non è stata discussa da nessuno dei rami del Parlamento. Il potere legislativo non esiste più. Qua si supera la Costituzione nei fatti". Motivo per cui per i senatori del Pd è plausibile appellarsi alla Consulta: "È una manovra incostituzionale".
 
E pensare che per qualcuno le proteste delle opposizioni in aula ieri sono state fin troppo contenute. Lo pensa Licia Ronzulli di Forza Italia, partito che ha esposto cartelli in aula in dileggio alla lista di Di Maio sulle cose fatte dal governo, che si rivolge alla maggioranza e dice: "Hanno fatto quel che volevano, hanno umiliato il Parlamento, hanno messo in manovra le peggiori marchette, hanno accusato il Pd di approvare le leggi di notte e hanno seguito gli stessi metodi...un minimo fateci sfogare. Se i cinquestelle fossero stati al nostro posto chissà che avrebbero fatto".