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Elena Fattori (M5S): “Non accetto più di dire solo sì o no”

La senatrice grillina dissidente “sotto processo” avverte i vertici: “Possono espellermi ma io non mi dimetto. Il tetto di 150 mila euro per gli appalti senza gara è contro la nostra storia. Basta voti al buio”
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Elena Fattori non ha nessuna intenzione di lasciare il Movimento: "Possono espellermi, ma io non mi dimetto". La senatrice M5S, sotto procedimento da parte dei probiviri per il mancato voto di fiducia sul decreto sicurezza, conferma che quello sulla manovra "sarà l'ultimo sì dato al buio".

Le è arrivata una comunicazione da parte dei probiviri?
"So che è arrivata una mail, ho visto quelle degli altri, ma non sono andata a cercare la mia sull'indirizzo del blog. Non voglio aprirla perché mi innervosisce".

Fa finta di niente?
"Per una cosa così ufficiale serve solennità. Se volessero raggiungermi sanno come farlo, hanno l'indirizzo del Senato. Non siamo in un'azienda".

Ma non vuole difendersi? Aveva dieci giorni per le controdeduzioni.
"È un'idiozia. Cosa potrei "controdedurre"? Le nostre dichiarazioni sono tutte pubbliche. Se le giudicano sbagliate, si a…
Elena Fattori non ha nessuna intenzione di lasciare il Movimento: "Possono espellermi, ma io non mi dimetto". La senatrice M5S, sotto procedimento da parte dei probiviri per il mancato voto di fiducia sul decreto sicurezza, conferma che quello sulla manovra "sarà l'ultimo sì dato al buio".

Le è arrivata una comunicazione da parte dei probiviri?
"So che è arrivata una mail, ho visto quelle degli altri, ma non sono andata a cercare la mia sull'indirizzo del blog. Non voglio aprirla perché mi innervosisce".

Fa finta di niente?
"Per una cosa così ufficiale serve solennità. Se volessero raggiungermi sanno come farlo, hanno l'indirizzo del Senato. Non siamo in un'azienda".

Ma non vuole difendersi? Aveva dieci giorni per le controdeduzioni.
"È un'idiozia. Cosa potrei "controdedurre"? Le nostre dichiarazioni sono tutte pubbliche. Se le giudicano sbagliate, si assumano la responsabilità di decidere le sanzioni".

Teme di essere espulsa?
"Sarebbe squallido. Mi piacerebbe che qualsiasi comunicazione dovesse arrivare, mi fosse data dal capogruppo".

Da Stefano Patuanelli?
"È una persona che stimo, abbiamo un rapporto franco, ha sempre dato ascolto e provato a mediare".

E il suo capo politico? Ha parlato con Luigi Di Maio?
"Sono andata nel suo studio prima del voto sul decreto sicurezza. Gli ho parlato per un'ora spiegandogli perché non era possibile approvarlo. Lui ha promesso che avrebbe cercato di fare qualcosa, ma c'è un altro contraente".

La Lega. L'ha risentito dopo le minacce di sanzioni?
"Gli ho scritto dopo che il voto segreto ci ha mandato sotto alla Camera sul peculato: "Come vedi c'è chi ci mette la faccia e chi agisce di nascosto". Mi ha fatto piacere che l'abbia riconosciuto in assemblea".

Così ha votato la fiducia sulla manovra.
"Ho detto che è l'ultima cosa che voto al buio e lo confermo. C'era il rischio dell'esercizio provvisorio e non è così terribile come il decreto sicurezza. Purtroppo gli emendamenti che avevamo presentato, come quello sul caporalato, sono stati completamente ignorati. Per stavolta passi, ma non è accettabile votare cose che non si leggono e non si dibattono. Non accetto più di dire solo sì o no".

Cos'è che trova più grave?
"Il tetto di 150 mila euro per gli appalti senza gara è contro tutto quel che abbiamo sempre detto. Era una misura da discutere, non andava messa in stabilità".

Crede che i 5 stelle vogliano introdurre il vincolo di mandato?
"Se n'è parlato, ma spero di no. È una cosa su cui il gruppo parlamentare è sempre stato molto diviso".

Alessandro Di Battista lo ha promesso in ogni piazza.
"Di Battista è bello, bravo, parla bene, ma non ha sempre ragione. Nella prima versione del programma che abbiamo votato c'era solo la modifica di un regolamento, non una modifica costituzionale".

C'è un'altra versione?
"Sì, il programma è cambiato in corso d'opera. Ho detto a suo tempo che non si fa così. Non ti candidi per una cosa per poi leggerne un'altra. Perché dobbiamo mettere mano alla Costituzione quando c'è ancora tanto da fare?".

Ad esempio?
"La legge elettorale. Diciamo sempre che non siamo soli a governare perché siamo stati costretti all’alleanza con la Lega da questa legge. Allora la prima cosa da fare è cambiarla".