Pd, Zingaretti: "La ripartenza dipende dall'afflusso alle primarie. Sul simbolo polemica arrogante"
Nicola Zingaretti (lapresse)
Il governatore del Lazio, candidato alla segreteria dem, attacca Salvini: "Bene l'arresto di Battisti ma non usi due pesi e due misure. Stesso rigore per chi aggredisce i giornalisti". Sul futuro del partito: "Non basta attaccare il governo"
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Parte dalla notizia del giorno, Nicola Zingaretti. Dalla cattura in Bolivia del terrorista Cesare Battisti. Intervistato da Lucia Annunziata nel programma Mezz'ora in più, dice: "Il mio cuore e la mia mente dicono menomale, finalmente. Battisti era un criminale e un arrogante". Ma poi si rivolge a Salvini, e al suo flusso ininterrotto di dichiarazioni sul caso Battisti e aggiunge: "Chiedo al ministro Salvini di avere un atteggiamento di rigore, sempre, anche quando dei giornalisti vengono picchiati andando ad assistere ad una manifestazione. C'è la sensazione amara a volte che un ministro che deve garantire sicurezza agli italiani abbia due pesi e due misure".
Per il resto, Zingaretti parla del partito democratico, della sua lunga strada verso il Congresso per avere un segretario: "Votate chi volete ma il 3 marzo andate ai gazebo perché se si riapre una storia molto dipenderà da questo". Poi, il tema che ha dominato lo scontro interno al Pd nelle ultime ore: la sua apertura a una modifica del simbolo dem. "La polemica politica un po' arrogante e un po' miope - dice - mi sta riconducendo a polemiche simbolo sì simbolo no, ma quello è l'ultimo dei problemi che noi abbiamo. Lo decideremo quando avremo costruito un progetto vero, prima delle elezioni europee".
Pd, Zingaretti: "No ad accordo con M5s e Lega ma dialogo con i loro elettori"
Chiarisce che non basta attaccare il governo: "Mi sono candidato alle primarie del Pd per cambiare il partito. Non penso che basti aspettare gli errori di chi governa sperando che gli italiani tornino a votare per noi, questa è una illusione. Dobbiamo guardare in faccia i motivi veri per cui molta gente si è affidata al Ms5 e alla Lega". Critica la gestione personalistica del partito, in passato: "Non sono per rinnovare sulla base della fedeltà ma sul merito, sul valore e sul rapporto con il territorio. Ha prevalso troppo l'elemento di fedeltà, che ha discriminato troppo persone valide". A proposito dei Cinquestelle, ripete: "Io non mi voglio alleare con il M5S ma avverto il dovere etico e morale di riaprire un dialogo con i cittadini che hanno visto in quel movimento una prospettiva di rivendicazione. Io non mi rassegno di restare al 18%". Tra gli errori del pd alle scorse politiche c'è stato, per Zingaretti, l'aver "percepito poco la voglia di giustizia: se avessimo fatto campagna elettorale con Gentiloni protagonista e con la proposta di valorizzare, ad esempio, il reddito di inclusione, avremmo avuto un risultato diverso".