Matteo Salvini ha condiviso ieri trionfante un'intervista dell'arcivescovo di Trieste Gianpaolo Crepaldi, il quale sostiene tra l'altro che non esiste il diritto di emigrare, che la politica può decidere chi bloccare, e che la Chiesa deve colonizzare spiritualmente le zone depresse perché magari rimangano poveri ma possano sperare di cibarsi della vita eterna (esagero: per fortuna ci sono fior di missionari che curano anche i corpi, ma cibano pure i musulmani e magari Crepaldi schifa pure loro). Di seguito, una nota parabola rivista secondo i principi crepaldiani, in attesa che Francesco, se possibile, lo destini alla diocesi del Mato Grosso.
"Un uomo si alzò per metterlo alla prova: "Maestro, che devo fare per ereditare la vita eterna?". Il vescovo di Trieste gli disse: "Che cosa sta scritto nella Legge?" Costui rispose: "Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente e il prossimo tuo come te stesso". E il vescovo: "Hai risposto bene; ma questo era prima che anche alcuni di noi inseguissero il senso comune verso il baratro dell'intolleranza".
Quegli, volendo giustificarsi, disse: "Ma... il mio prossimo?". Il Vescovo riprese: "Appunto: il prossimo. Mica questo". Indi principiò a narrare: "Un uomo scendeva da Sgonico a Villa Opicina e incappò nei briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Erano risorse boldriniane convocate dai Poteri Forti per inquinare con sangue impuro l'italica stirpe.
Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e quando lo vide passò oltre dall'altra parte. Ero io. Anche un levita, giunto in quel luogo, prima si chiese cosa accidenti ci facesse un levita nella Venezia-Giulia, poi lo vide e passò oltre. Invece un samaritano, che era in viaggio di piacere pagato da Soros, lo vide e n'ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra la sua Jaguar, lo portò a un albergo a quattro stelle pagato dai contribuenti e si prese cura di lui.
Il giorno seguente, estrasse seimila euro e li diede all'albergatore, dicendo: 'Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno'. Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che è incappato nei briganti?". Quegli rispose: "Chi ha avuto compassione di lui". Il Vescovo gli disse: "Bravo, guai a te se farai lo stesso. E dillo anche ai tuoi fedeli: la pacchia è finita".
"Un uomo si alzò per metterlo alla prova: "Maestro, che devo fare per ereditare la vita eterna?". Il vescovo di Trieste gli disse: "Che cosa sta scritto nella Legge?" Costui rispose: "Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente e il prossimo tuo come te stesso". E il vescovo: "Hai risposto bene; ma questo era prima che anche alcuni di noi inseguissero il senso comune verso il baratro dell'intolleranza".
Quegli, volendo giustificarsi, disse: "Ma... il mio prossimo?". Il Vescovo riprese: "Appunto: il prossimo. Mica questo". Indi principiò a narrare: "Un uomo scendeva da Sgonico a Villa Opicina e incappò nei briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Erano risorse boldriniane convocate dai Poteri Forti per inquinare con sangue impuro l'italica stirpe.
Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e quando lo vide passò oltre dall'altra parte. Ero io. Anche un levita, giunto in quel luogo, prima si chiese cosa accidenti ci facesse un levita nella Venezia-Giulia, poi lo vide e passò oltre. Invece un samaritano, che era in viaggio di piacere pagato da Soros, lo vide e n'ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra la sua Jaguar, lo portò a un albergo a quattro stelle pagato dai contribuenti e si prese cura di lui.
Il giorno seguente, estrasse seimila euro e li diede all'albergatore, dicendo: 'Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno'. Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che è incappato nei briganti?". Quegli rispose: "Chi ha avuto compassione di lui". Il Vescovo gli disse: "Bravo, guai a te se farai lo stesso. E dillo anche ai tuoi fedeli: la pacchia è finita".