"Spunti comunicativi. Settimana 12-18 gennaio 2019". Abbandonato su una sedia di Montecitorio, in un corridoio del quarto piano, giace un pezzo della mostruosa macchina di comunicazione messa in piedi dalla Casaleggio associati, da Rocco Casalino e dall'ufficio stampa del Movimento 5 stelle.
Un mix di indottrinamento, suggerimenti per post, interviste, apparizioni televisive, spiegazione dei provvedimenti "caldi" e consigli per attaccare l'opposizione. Ma non solo. L'alleato Matteo Salvini è uno dei bersagli del piccolo dossier.
IL DOCUMENTO
Sei pagine fitte di propaganda grillina, studiata nei dettagli. Bignamino per parlamentari, amministratori locali, candidati, ministri e sottosegretari. Ci sono tutti i temi di attualità: Carige; Tasse; Enti Locali; Referendum propositivo; Trivelle; Tav; Ires terzo settore; Reddito di cittadinanza e pensione di cittadinanza; Europee. Per chiudere, l'annosa spina nel fianco del Movimento: Buche-Roma-Esercito.
Anche in una settimana con il Parlamento a mezzo servizio (la Camera ha riaperto ieri, il Senato è ancora inattivo), con l'arresto di Cesare Battisti a monopolizzare la grancassa governativa, si può notare come questo prontuario influenzi le scelte di comunicazione dei grillini. Basta un giro sulle agenzie di stampa e su Facebook. In molti casi scatta una vera "operazione pappagallo", con i portavoce a 5 stelle che rilanciano i contenuti del prontuario quasi alla lettera.
La Lega, in queste pagine, non sembra il partner di governo. "Forse sarebbe il caso - si legge al punto Trivelle - che il Carroccio si ricordasse del fatto che fino all'altro ieri Salvini indossava le magliette "no trivellazioni" e faceva campagna per il No al referendum. Ora cosa è successo?".
La stessa domanda si potrebbe porre per la marcia indietro di Di Maio sulle tre concessioni nello Ionio. Ma il Grande Fratello scrive: "Siamo coerenti con la nostra linea di sempre e blocchiamo 36 trivellazioni".
Sulla Tav bisogna battere il ferro caldo dei 20 miliardi di spesa (anche se sono in realtà, per la parte italiana, 4,6), di "opera inutile" a fronte delle opere "utili" che sono quelle delle piccole infrastrutture, della messa in sicurezza. E l'Alta velocità deve andare verso Sud. "Salvini dice che l'opera è a metà, meglio non fermarsi", Bene, non è vero, si legge negli "spunti". "Non è stato scavato nemmeno un centimetro del tunnel di base e chi dice il contrario o non sa nulla o mente per coprire altri interessi". Bisogna anche attaccare Renzi, contestatore qualche anno fa della Torino-Lione, per il suo voltafaccia.
Non sono certo una novità le indicazioni dall'alto ai politici. Le usava anche il Pd renziano quando la mattina presto, su una chat di Whatsapp, Filippo Sensi indicava ad alcuni infaticabili twittaroli, capofila Alessia Morani, i temi su cui affondare. Ciò non toglie che colpisce come i dettami della Casaleggio siano applicati dai parlamentari grillini.
Il 12 gennaio alle 19,47 Carla Ruocco, presidente della commissione Finanze, posta la sua posizione sulle banche: "Nessun regalo ai banchieri, abbiamo salvato i risparmiatori. E se lo Stato mette del capitale in Carige la banca deve diventare pubblica". È quello che si legge nel bignamino.
Sempre il 12 la deputata campana Conny Giordano, vicina a Di Maio, usa Facebook per attaccare la Tav: "Piuttosto che investire miliardi di euro per la Torino-Lione, pensiamo prima a collegare il Sud al resto d'Italia! #NoTav Torino-Lione. Sì alle opere utili". Esattamente ciò che dice l'ufficio comunicazione nel suo prontuario settimanale.
Luca Carabetta, deputato, sempre il 12, detta alle agenzie: "Qualche anno fa Renzi scriveva nero su bianco che la Tav è inutile. Faccia pace col cervello". La candidata alle regionali in Abruzzo Sara Marcozzi esegue: "Matteo Salvini ha cambiato idea e si è dichiarato a favore delle trivelle. Questo è il centrodestra abruzzese".
Giorgio Bertola, candidato governatore in Piemonte, si mette in scia e promette che i soldi risparmiati sulla Tav rimarranno nella regione: "Investiremo in trasporti, scuole e sanità". Come recita il bignamino. Il capogruppo alla Camera Francesco D'Uva insiste sulla scarsa utilità della Torino-Lione e punta su altre opere. A dimostrare l'assunto ci penserà l'analisi costi-benefici.
Lo stesso fa Mauro Coltorti, presidente della commissione Lavori pubblici del Senato. "Le opere che servono sono il più delle volte piccole, diffuse". Le opere utili, possibilmente nelle sua regione, le Marche, perché i politici pensano ai voti. Anche i 5 stelle.
Un mix di indottrinamento, suggerimenti per post, interviste, apparizioni televisive, spiegazione dei provvedimenti "caldi" e consigli per attaccare l'opposizione. Ma non solo. L'alleato Matteo Salvini è uno dei bersagli del piccolo dossier.
IL DOCUMENTO
Sei pagine fitte di propaganda grillina, studiata nei dettagli. Bignamino per parlamentari, amministratori locali, candidati, ministri e sottosegretari. Ci sono tutti i temi di attualità: Carige; Tasse; Enti Locali; Referendum propositivo; Trivelle; Tav; Ires terzo settore; Reddito di cittadinanza e pensione di cittadinanza; Europee. Per chiudere, l'annosa spina nel fianco del Movimento: Buche-Roma-Esercito.
Anche in una settimana con il Parlamento a mezzo servizio (la Camera ha riaperto ieri, il Senato è ancora inattivo), con l'arresto di Cesare Battisti a monopolizzare la grancassa governativa, si può notare come questo prontuario influenzi le scelte di comunicazione dei grillini. Basta un giro sulle agenzie di stampa e su Facebook. In molti casi scatta una vera "operazione pappagallo", con i portavoce a 5 stelle che rilanciano i contenuti del prontuario quasi alla lettera.
La Lega, in queste pagine, non sembra il partner di governo. "Forse sarebbe il caso - si legge al punto Trivelle - che il Carroccio si ricordasse del fatto che fino all'altro ieri Salvini indossava le magliette "no trivellazioni" e faceva campagna per il No al referendum. Ora cosa è successo?".
La stessa domanda si potrebbe porre per la marcia indietro di Di Maio sulle tre concessioni nello Ionio. Ma il Grande Fratello scrive: "Siamo coerenti con la nostra linea di sempre e blocchiamo 36 trivellazioni".
Sulla Tav bisogna battere il ferro caldo dei 20 miliardi di spesa (anche se sono in realtà, per la parte italiana, 4,6), di "opera inutile" a fronte delle opere "utili" che sono quelle delle piccole infrastrutture, della messa in sicurezza. E l'Alta velocità deve andare verso Sud. "Salvini dice che l'opera è a metà, meglio non fermarsi", Bene, non è vero, si legge negli "spunti". "Non è stato scavato nemmeno un centimetro del tunnel di base e chi dice il contrario o non sa nulla o mente per coprire altri interessi". Bisogna anche attaccare Renzi, contestatore qualche anno fa della Torino-Lione, per il suo voltafaccia.
Non sono certo una novità le indicazioni dall'alto ai politici. Le usava anche il Pd renziano quando la mattina presto, su una chat di Whatsapp, Filippo Sensi indicava ad alcuni infaticabili twittaroli, capofila Alessia Morani, i temi su cui affondare. Ciò non toglie che colpisce come i dettami della Casaleggio siano applicati dai parlamentari grillini.
Il 12 gennaio alle 19,47 Carla Ruocco, presidente della commissione Finanze, posta la sua posizione sulle banche: "Nessun regalo ai banchieri, abbiamo salvato i risparmiatori. E se lo Stato mette del capitale in Carige la banca deve diventare pubblica". È quello che si legge nel bignamino.
Sempre il 12 la deputata campana Conny Giordano, vicina a Di Maio, usa Facebook per attaccare la Tav: "Piuttosto che investire miliardi di euro per la Torino-Lione, pensiamo prima a collegare il Sud al resto d'Italia! #NoTav Torino-Lione. Sì alle opere utili". Esattamente ciò che dice l'ufficio comunicazione nel suo prontuario settimanale.
Luca Carabetta, deputato, sempre il 12, detta alle agenzie: "Qualche anno fa Renzi scriveva nero su bianco che la Tav è inutile. Faccia pace col cervello". La candidata alle regionali in Abruzzo Sara Marcozzi esegue: "Matteo Salvini ha cambiato idea e si è dichiarato a favore delle trivelle. Questo è il centrodestra abruzzese".
Giorgio Bertola, candidato governatore in Piemonte, si mette in scia e promette che i soldi risparmiati sulla Tav rimarranno nella regione: "Investiremo in trasporti, scuole e sanità". Come recita il bignamino. Il capogruppo alla Camera Francesco D'Uva insiste sulla scarsa utilità della Torino-Lione e punta su altre opere. A dimostrare l'assunto ci penserà l'analisi costi-benefici.
Lo stesso fa Mauro Coltorti, presidente della commissione Lavori pubblici del Senato. "Le opere che servono sono il più delle volte piccole, diffuse". Le opere utili, possibilmente nelle sua regione, le Marche, perché i politici pensano ai voti. Anche i 5 stelle.