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Suppletive Sardegna, Antonio Noto: "Ha vinto il candidato più radicato sul territorio"

Il vincitore delle suppletive Andrea Frailis (a destra) con il sindaco di Cagliari Massimo Zedda 
Per il sondaggista il dato di Cagliari non può essere analizzato come un campanello d'allarme per il governo
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Antonio Noto, direttore di Noto sondaggi srl, come interpreta da sondaggista l'esito delle elezioni suppletive di Cagliari anche in vista delle prossime Europee?
"Sicuramente, non si possono fare delle comparazioni con le passate elezioni politiche del 4 marzo e nemmeno delle previsioni in vista delle Europee".

Perché?
"Prima di tutto, perché gli elettori non sono andati a votare. Si è recato ai seggi solo il 15 per cento. Si tratta di uno zoccolo duro che, probabilmente, ha premiato il candidato che aveva più forza sul territorio".

Lega e Cinque stelle, però, puntavano su altri candidati ed escono sconfitti.
"In questo caso, gli elettori di Cagliari non davano un voto ai partiti, perché si è votato solo per la parte uninominale. Alle Politiche del 4 marzo il successo del Movimento Cinque stelle era stato sul dato del proporzionale. Questa volta gli elettori di Cagliari hanno scelto solo il candidato, non …
Antonio Noto, direttore di Noto sondaggi srl, come interpreta da sondaggista l'esito delle elezioni suppletive di Cagliari anche in vista delle prossime Europee?
"Sicuramente, non si possono fare delle comparazioni con le passate elezioni politiche del 4 marzo e nemmeno delle previsioni in vista delle Europee".

Perché?
"Prima di tutto, perché gli elettori non sono andati a votare. Si è recato ai seggi solo il 15 per cento. Si tratta di uno zoccolo duro che, probabilmente, ha premiato il candidato che aveva più forza sul territorio".

Lega e Cinque stelle, però, puntavano su altri candidati ed escono sconfitti.
"In questo caso, gli elettori di Cagliari non davano un voto ai partiti, perché si è votato solo per la parte uninominale. Alle Politiche del 4 marzo il successo del Movimento Cinque stelle era stato sul dato del proporzionale. Questa volta gli elettori di Cagliari hanno scelto solo il candidato, non il partito. Questo vuol dire che non possiamo tradurre il risultato che c'è stato domenica come una previsione per il futuro".

Come mai?
"Il 4 marzo c'era anche la parte proporzionale, non c'era il voto disgiunto. Questa volta i partiti appoggiavano solo i candidati. Quindi, visto che ha votato solo il 15 per cento degli elettori è probabile che abbiano scelto il candidato più radicato sul territorio".

In che senso?
"Frailis è un giornalista e lavora in una televisione locale. È un personaggio apprezzato. È altrettanto vero che il centrosinistra con la sua tradizionale iniziativa delle primarie è maggiormente in grado di portare la gente ai seggi. Perché conserva un rapporto con gli elettori ed è più radicato sul territorio. Con questo particolare sistema di voto un candidato di questo tipo ha avuto un valore maggiore. È anche per questo motivo che il risultato di Cagliari è stato eccezionale, ma non può essere letto come una previsione".

L'affluenza così bassa di Cagliari non è un campanello d'allarme per il governo di Lega e Cinque stelle?
"No. Le elezioni suppletive non sono sentite come quelle Politiche. Anche nei ballottaggi per le elezioni del sindaco l'affluenza è stata molto bassa. A Napoli, per esempio, l'ultima volta ha votato solo il 33 per cento degli elettori. Non analizzerei il dato di Cagliari come un campanello d'allarme per il governo".

Il centrosinistra e il Pd in particolare vedono in questo risultato di Cagliari un segnale in controtendenza.
"In casi come questo il giudizio non è sui partiti. Sono due cose diverse e non possono essere declinate insieme".