Politica

Spengo dopo il tg

Lo spot di "C'è Grillo" 
MARZIANI / Dopo "C'è Grillo", i sequel su Raidue: da Martina a Mattarella
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Come ha osservato ieri Gianni Gipi, maestro dell’illustrazione e non solo, la trasmissione “C’è Grillo”, in onda lunedì su Raidue, conclude l’esperienza politica del MoVimento Cinque Stelle. È infatti del tutto pacifico che, al di là di una visione politica del tutto elementare, che manco sarebbe arrivata in prima media senza il conforto di Casaleggio padre, l’unico obiettivo del Garante sia sempre stato il ritorno trionfale in Rai. Dalla quale peraltro fu riaccolto trionfalmente (a Sanremo, non a Protestantesimo) due anni dopo la presunta epurazione definitiva.

E nella quale fece ripetuti speciali di prima serata su Raiuno, non su Rai Yoyo, sempre dopo quella che al popolo grillino è stata raccontata come la cacciata senza appello dai teleschermi pubblici. Siccome però il direttore di Raidue è uomo di preclara competenza televisiva (basti pensare al funambolico special dell’altra sera su Freddie Mercury, condotto da Patti Smith che imitava Morgan dei Bluvertigo) lo special su Grillo è solo il primo di una serie che sarà dedicata ad altrettante figure politiche di ampio impatto popolare. Grazie a una talpa nei corridoi di viale Mazzini di cui non posso fare il nome (Gigi Marzullo) sono in grado di anticipare il plot degli episodi che faranno seguito al sicuro successo di “C’è Grillo”.

C’è Martina. Uno speciale con tutte le iniziative politiche decisive di Maurizio Martina. Durerà 18 secondi.

C’è Salvini. Quello è già in onda. Si chiama Tg2.

Che Di Battista. Acquistati dal GdG, tutti i reportage del ragazzo immagine a Cinque Stelle in America del Sud. Particolarmente toccante la scena in cui è finita la salsa bernese per accompagnare la chateaubriand della business, ma Dibba atterra ugualmente a Fiumicino con sprezzo del pericolo.

C’è Berlusconi. Per ovvie ragioni, sarà mandato in onda dopo le 24. È già guerra di sponsor tra Viagra e Cialis.

C’è Paragone. A seguire, l’altro speciale “Non c’è Paragone”. Non è escluso che faccia più ascolti del primo.

Ci sta Di Maio. La biografia di Di Maio nei suoi passaggi salienti. Per ragioni di coerenza narrativa, la sintassi sarà disponibile solo a richiesta, attivando i sottotitoli.

Ci fa Toninelli. Un clamoroso reportage nel quale si svela che Toninelli in realtà è Sasha Baron Cohen, l’attore che diede vita a Borat, impegnato in un gigantesco esempio di docu-reality sulla pelle degli italiani. Ma perché, pensavate davvero che uno così potesse fare il Ministro?

C’è Landini. Maurizio Landini svela di essere Susanna Camusso senza parrucca e illustra l’attualità delle battaglie Cgil. Poi ordina la cena su Foodora.

C’è Mattarella. E sia lodato il Cielo.
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