Tv, la Rai sovranista in allarme per Montalbano in aiuto dei migranti che sbarcano
Giovanna Vitale
,
di GIOVANNA VITALE
Viale Mazzini agitata per il nuovo episodio della fiction, in onda l'11 febbraio, che forse sarà seguito da uno speciale Porta a Porta al posto di Fazio. I timori di un caso Baglioni bis
Aggiornato 2 minuti di lettura
È un periodo di sbarchi sulle coste siciliane, e anche il commissariato di Vigàta impegna ogni suo uomo in estenuanti turni notturni per permettere ai migranti di sbarcare, un gesto di umanità a cui partecipano tutti gli abitanti del paese: gli agenti del commissario Montalbano sono stanchi, non dormono da giorni, persino Catarella si offre di dare il suo contributo, salvo tornare al suo posto di centralinista per l'impossibilità di sopportare la vista di tanto dolore.
È l'incipit de L'altro capo del filo, uno dei romanzi più recenti di Andrea Camilleri, che il regista Alberto Sironi ha adattato per il piccolo schermo e la Rai ha inserito in palinsesto - insieme al racconto Una storia del '43 - per i primi due lunedì post-Sanremo: l'11 e il 18 febbraio. Una scelta mirata a cavalcare l'onda festivaliera, mantenendo in linea ascolti e pubblicità con la fiction campione di share: 11 milioni di spettatori in …
È un periodo di sbarchi sulle coste siciliane, e anche il commissariato di Vigàta impegna ogni suo uomo in estenuanti turni notturni per permettere ai migranti di sbarcare, un gesto di umanità a cui partecipano tutti gli abitanti del paese: gli agenti del commissario Montalbano sono stanchi, non dormono da giorni, persino Catarella si offre di dare il suo contributo, salvo tornare al suo posto di centralinista per l'impossibilità di sopportare la vista di tanto dolore.
È l'incipit de L'altro capo del filo, uno dei romanzi più recenti di Andrea Camilleri, che il regista Alberto Sironi ha adattato per il piccolo schermo e la Rai ha inserito in palinsesto - insieme al racconto Una storia del '43 - per i primi due lunedì post-Sanremo: l'11 e il 18 febbraio. Una scelta mirata a cavalcare l'onda festivaliera, mantenendo in linea ascolti e pubblicità con la fiction campione di share: 11 milioni di spettatori in media e un gradimento stellare.
Migranti, Montalbano e l'abbraccio a chi arriva dal mare: il backstage delle nuove puntate
Si racconta però che, quando a Viale Mazzini si sono accorti che la fiction più amata della tv affrontava il tema caldissimo dei migranti con una chiave non proprio in linea con le politiche del Viminale, in parecchi siano entrati in fibrillazione. Sino al punto da domandarsi in che modo evitare, sin dalla fase della presentazione alla stampa, prevista per oggi, il fiorire di nuove polemiche e magari un nuovo caso Baglioni.
D'altra parte a fine giugno fu lo stesso produttore Carlo Degli Esposti, parlando del trailer girato al termine delle riprese, a dire con chiarezza cosa voleva rappresentare con quel video zeppo di salvataggi della Guardia costiera, attese al porto, disperati ammassati sui barconi: "Ciò che io e Andrea Camilleri pensiamo a proposito della questione dei migranti: un grande abbraccio al mare e a chi arriva dal mare".
Una grana, per i nuovi vertici della Rai. Come controbilanciare senza danneggiare uno dei pezzi più pregiati della televisione pubblica? Esiste un modo, si son chiesti ai piani alti di Viale Mazzini? E così, calendario alla mano, si sono messi a ragionare. Puntando alla fine, fra le tante ipotesi al vaglio, sull'aggancio fornito dall'agenda elettorale.
Domenica 10 febbraio si terranno le regionali in Abruzzo, l'idea sarebbe quella di affidare a Bruno Vespa, subito dopo la puntata di Montalbano, uno speciale di Porta a Porta che però parli, oltre che del voto locale, anche del tema nazionale del momento: gli sbarchi. Anche se non è ancora chiaro quale dei due espisodi sarà trasmesso prima, se quello che si apre con la sbarco o l'altro, che tratta comunque della questione migranti.
Ufficialmente, nulla di clamoroso. Montalbano va in onda. E Vespa segue col suo speciale. In realtà, anche un modo per dare una botta a Fabio Fazio, a cui peraltro il leader del Carroccio ha ormai dichiarato guerra: antipasto dello sfratto da RaiUno già minacciato per fine stagione.
La seconda serata del lunedì è infatti appannaggio di Che fuori che tempo che fa: c'è un contratto, clausole ferree, impossibile farlo saltare senza una ragione. Tanto più che l'ultima puntata ha sfiorato il 15% di share con più di un milione e mezzo di spettatori, la più vista della fascia oraria. Ma siccome la stringente attualità (nel caso specifico, le elezioni abruzzesi) e il necessario approfondimento giornalistico fanno sempre premio sull'intrattenimento, ecco trovato il possibile escamotage. Uno speciale da allestire al volo, come in altre occasioni è già accaduto.
È la bozza di lavoro su cui ci si sta concentrando in queste ore. Da trasformare in palinsesto subito dopo la conferenza stampa in programma oggi per lanciare la tredicesima stagione del Commissario Montalbano. È lì che la direttrice di RaiUno, Teresa De Santis, insieme a Luca Zingaretti e agli altri protagonisti della fiction, ne tesserà le lodi, ne magnificherà qualità e ascolti, raccontandolo come il fiore all'occhiello della tv pubblica.
Un copione che prevede però una precisa regola d'ingaggio: è vietato sollevare polemiche sulla questione migranti. Stavolta la comunicazione di viale Mazzini si è mossa per tempo per evitare un bis del caso Baglioni, quando rispondendo a una domanda fuori programma il curatore del festival si lanciò in una critica alle politiche del governo proprio sui migranti. I partecipanti sono stati avvertiti: a tutti è stato consigliato di prestare la massima attenzione a non cadere in polemiche di carattere politico.