Pd, parte la corsa verso le primarie: domani la Convenzione con i tre candidati. Calenda: "Parlino del Paese, non del partito"
Zingaretti, Martina e Giachetti in mattinata a Roma per l'investitura ufficiale prima della sfida ai gazebo. Ma il partito torna a dividersi sul passato
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Ancora un mese per concludere la lunghissima fase di interregno seguita alla sconfitta del 4 marzo. Domani, 3 febbraio, il Pd celebra - con la convenzione nazionale - uno dei passaggi chiave nella corsa verso i gazebo.
Saranno "incoronati" i tre candidati più votati dai circoli, destinati a sfidarsi ai gazebo il 3 marzo del 2019. E ognuno di loro pronuncerà un discorso: Nicola Zingaretti, che ha ottenuto il 47,9 per cento nel voto dei circoli; il segretario uscente, Maurizio Martina, che ha avuto il 36,5 per cento; e Roberto Giachetti: l'11,2 per cento. Questo al netto dei ricorsi che riguardano soprattutto il Sud.
Zingaretti nei giorni scorsi ha lanciato l'appello: "Basta scontri, ora tutti ai gazebo". Stamattina anche Martina ha detto: "Lavoro per un partito unito, senza rancori e nostalgie". Calenda li incalza: "I candidati alla segreteria del Pd dovrebbero cominciare a parlare più di quello che vogliamo fare per l'Italia e per l'Europa", rispetto a "quello che vogliamo fare nel Pd". "Non voglio essere io populista - ha aggiunto - però in questo momento credo che la battaglia sia un'altra, e si fa in un altro campo".
Le ultime ore comunque sono state infiammate da una serie di polemiche. Ad accendere il dibattito sono arrivate le parole di Massimo Smeriglio, protagonista della macchina organizzativa di 'Piazza Grande' di Nicola Zingaretti. Per Smeriglio, "purtroppo il giudizio che conta lo hanno dato gli italiani il 4 marzo. Un giudizio senza appello. Ora bisogna costruire in discontinuità". Levata di scudi dei renziani. La deputata dem Alessia Morani protesta: "Vorrei sapere se gli ex ministri Franceschini, Madia, Minniti, Pinotti, Orlando e Gentiloni condividono il giudizio".
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Ma anche Carlo Calenda - che ieri ha lanciato il suo manifesto per le europee a Roma, insieme a rappresentanti dell'associazionismo civile e politico - ha avuto parole dure rispetto alla gestione passata del partito: "Le liste del Pd alle politiche erano di una qualità talmente scadente che hanno contribuito al cattivo risultato".
Intanto, l'unica candidata donna inizialmente in corsa - Maria Saladino - annuncia di aver scelto Maurizio Martina: "Chi carica di divisioni il nostro progetto non può parlare di cambiamento. Il partito che io ho in mente è fianco a fianco con Martina segretario".