Valle d’Aosta, guerra alle slot, ma solo per salvare il Casinò
Sergio Rizzo
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di SERGIO RIZZO
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Una legge per limitare sale scommesse e videopoker nei bar. La motivazione: “Così aumentano i guadagni di Saint Vincent”
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La ludopatia, male del nuovo secolo, dilaga ovunque. Neppure la meravigliosa e piccola Valle D’Aosta ne è immune, al punto da aver generato un serio allarme nel consiglio regionale. «La patologia è talmente insidiosa da rappresentare un pericolo in senso strettamente fisico. Non sono pochi i casi di cronaca che raccontano di persone affette da gap che, dopo svariate ore passate nell’esercizio del gioco d’azzardo ininterrotto, hanno causato incidenti automobilistici, poiché completamente obnubilate da luci, suoni, colori o perdita di ingenti somme. O che ancora, per procurarsi i soldi per alimentare la sete di gioco, hanno dato luogo a eventi criminosi anche di larga portata»: ecco la diagnosi spietata del consigliere leghista Andrea Manfrin, scritta di suo pugno nella relazione alla legge regionale presentata a dicembre per inasprire i limiti imposti da un provvedimento del 2015 a chi volesse aprire una sala slot o un negozio per le s…
La ludopatia, male del nuovo secolo, dilaga ovunque. Neppure la meravigliosa e piccola Valle D’Aosta ne è immune, al punto da aver generato un serio allarme nel consiglio regionale. «La patologia è talmente insidiosa da rappresentare un pericolo in senso strettamente fisico. Non sono pochi i casi di cronaca che raccontano di persone affette da gap che, dopo svariate ore passate nell’esercizio del gioco d’azzardo ininterrotto, hanno causato incidenti automobilistici, poiché completamente obnubilate da luci, suoni, colori o perdita di ingenti somme. O che ancora, per procurarsi i soldi per alimentare la sete di gioco, hanno dato luogo a eventi criminosi anche di larga portata»: ecco la diagnosi spietata del consigliere leghista Andrea Manfrin, scritta di suo pugno nella relazione alla legge regionale presentata a dicembre per inasprire i limiti imposti da un provvedimento del 2015 a chi volesse aprire una sala slot o un negozio per le scommesse. D’ora in poi sarà impossibile farlo entro un raggio di 500 metri dalle scuole e altri luoghi sensibili. Messa ai voti, la legge è passata con 35 voti favorevoli su 35 presenti. Evviva.
Peccato solo che un piccolo ordine del giorno, approvato nelle stesse ore in cui i medesimi consiglieri dichiaravano guerra senza quartiere al gioco d’azzardo, sveli una motivazione ben più prosaica di questo repentino giro di vite. Ovvero, salvare la casa da gioco di proprietà della Regione: il Casinò di Saint Vincent, che ha già bruciato oltre 140 milioni di denari pubblici (più di mille euro per ogni valdostano) sotto forma di ingenti ricapitalizzazioni regionali per coprire perdite spaventose causate anche evidentemente, c’è scritto nell’ordine del giorno, dal «grande squilibrio di mercato posto in essere fra operatore pubblico e operatori privati nell’ambito del gioco d’azzardo».
E poi giù a decantare i risvolti miracolosi di questa nuova legge, che «diminuirà sensibilmente le possibilità per gli operatori privati di installare slot machine sul territorio regionale» e ovviamente «all’aumentare delle limitazioni per i privati corrisponde un sicuro vantaggio competitivo e commerciale di introiti per la casa di gioco di St. Vincent che è esclusa da tale legge». Semplicissimo: ostacolando formalmente il dilagare del gioco d’azzardo gestito dai privati, i giocatori si riverseranno al Casinò, risollevandone le sorti.
Alla faccia della guerra alla ludopatia. E a questo punto, conclude l’ordine del giorno, tanto vale impegnarci a non finanziare più il Casinò.
Anche perché quei finanziamenti pubblici hanno creato non pochi guai a 18 consiglieri ed ex consiglieri regionali, assolti a novembre in sede penale dal tribunale dopo una richiesta complessiva di 24 anni di carcere del pm, ma ancora nel mirino della Corte dei conti che li ha condannati a pagare 30 milioni di danni erariali. Ben quattro e mezzo di quella somma sarebbero a carico del solo ex padre padrone della Valle D’Aosta Augusto Rollandin, attualmente vicepresidente dell’assemblea regionale che ha approvato quella legge con quell’ordine del giorno.
E siccome è uno abituato a metterci la faccia, a votarla c’era pure lui.