Lo stop di Di Maio: “Quali gufi, non siamo Renzi”
Annalisa Cuzzocrea , dalla nostra inviata ANNALISA CUZZOCREAIl vicepremier si smarca da Salvini e sente Boccia. Incontro con i fondi di investimento e con i vertici di Wall Street
NEW YORK - "Non è il momento di parlare di gufi. Quello era Renzi, non siamo noi". Dopo la conferenza stampa all'Ice, l'istituto del commercio estero a New York, in una townhouse che fu della zia di Jaqueline Kennedy, Luigi Di Maio ingoia una tartina e spiega che non inviterà Confindustria a candidarsi alle elezioni prima di parlare. Tutt'altro. Il vicepremier M5S non condivide i toni di Matteo Salvini sulle previsioni di crescita negative. "Ho letto la ricerca del centro studi e pone dei problemi che condividiamo.
Non lo vivo come un attacco, ma come una strada da seguire per far ripartire l'economia". Tra l'incontro con i principali fondi di investimento organizzato da Bank of America al mattino presto e quello con i vertici di Wall Street subito dopo, il capo politico M5S ha trovato il tempo di una telefonata con il presidente degli industriali Vincenzo Boccia. "Dire che bisogna investire sulle esportazioni per far riparti…
Non lo vivo come un attacco, ma come una strada da seguire per far ripartire l'economia". Tra l'incontro con i principali fondi di investimento organizzato da Bank of America al mattino presto e quello con i vertici di Wall Street subito dopo, il capo politico M5S ha trovato il tempo di una telefonata con il presidente degli industriali Vincenzo Boccia. "Dire che bisogna investire sulle esportazioni per far riparti…
NEW YORK - "Non è il momento di parlare di gufi. Quello era Renzi, non siamo noi". Dopo la conferenza stampa all'Ice, l'istituto del commercio estero a New York, in una townhouse che fu della zia di Jaqueline Kennedy, Luigi Di Maio ingoia una tartina e spiega che non inviterà Confindustria a candidarsi alle elezioni prima di parlare. Tutt'altro. Il vicepremier M5S non condivide i toni di Matteo Salvini sulle previsioni di crescita negative. "Ho letto la ricerca del centro studi e pone dei problemi che condividiamo.
Non lo vivo come un attacco, ma come una strada da seguire per far ripartire l'economia". Tra l'incontro con i principali fondi di investimento organizzato da Bank of America al mattino presto e quello con i vertici di Wall Street subito dopo, il capo politico M5S ha trovato il tempo di una telefonata con il presidente degli industriali Vincenzo Boccia. "Dire che bisogna investire sulle esportazioni per far ripartire la crescita è esattamente quello che stiamo facendo con questa missione. L'Ice ha stanziato 140milioni già quest'anno. Ed è quello che abbiamo fatto con il memorandum sulla via della Seta. Quando c'è da discutere con Confindustria si discute, ma gli studi che ho visto io invitano il governo a seguire la strada che ha tracciato: più export, sblocca-cantieri e decreto crescita".
Su quello, spiega, sta lavorando insieme al ministro dell'Economia Giovanni Tria. Tra le altre cose, dovrebbero esserci il ritorno del superammortamento e la detrazione fiscale al 100 per cento su capannoni e beni strumentali. Questo, al netto di nuove liti con gli alleati. E di nuove frenate da via XX settembre. Quel che il vicepremier continua a negare, è che ci possa essere spazio per una manovra correttiva ("la crisi di crescita è di tutta Europa"). E che dopo le europee la maggioranza rischi di saltare ("Ci siamo dati la parola: va avanti fino alla fine").
Agli investitori della Borsa di New York, il tempio del capitalismo che il primo 5Stelle varca facendo ciao a una famiglia di italiani di passaggio, ha assicurato proprio questo. "Durerà". E così ha fatto con i rappresentanti del nostro Paese con cui ha cenato la sera prima al Consolato: eccellenze nell'ambito di innovazione, intelligenza artificiale, robotica, moda, ricerca, come Natalia Bergamaschi, direttrice di Google New York, l'oncologa ematologa Lia Palomba o Stefano Rosso, ad di Diesel Usa. L'intento è quello di stabilire connessioni che portino a collaborazioni future. "Il marchio Italia è forte", va dicendo Di Maio. Ma il senso dei suoi incontri a Wall Street è stato quello di promettere stabilità per attrarre investimenti. Sapendo che la percezione, viste le liti quotidiane con la Lega, è - a ragione - del tutto opposta. Mentre quello degli incontri successivi sarà di spiegare che gli accordi con la Cina sono semplici intese commerciali, "non relazioni geopolitiche".
Il vicepremier, che vedrà il ministro all'Energia Perry, quello al commercio Ross e il consigliere per la Sicurezza nazionale Bolton, confida che "il presidente Trump, uomo di business, capisca benissimo questa impostazione". Sa però che quando si tratterà di parlare di Venezuela e F35, dovrà spiegare i tentennamenti di un Paese che si suppone alleato, ma che ha al governo un Movimento le cui spinte originarie (quella filo-Maduro e anti-Usa) non sono affatto sopite. Sono, piuttosto, alla finestra. Come dimostra il rivendicato silenzio di Alessandro Di Battista, che aveva fatto indossare un virtuale gilet giallo al capo politico M5S. E glielo ha visto dismettere nel giro di due mesi.
Non lo vivo come un attacco, ma come una strada da seguire per far ripartire l'economia". Tra l'incontro con i principali fondi di investimento organizzato da Bank of America al mattino presto e quello con i vertici di Wall Street subito dopo, il capo politico M5S ha trovato il tempo di una telefonata con il presidente degli industriali Vincenzo Boccia. "Dire che bisogna investire sulle esportazioni per far ripartire la crescita è esattamente quello che stiamo facendo con questa missione. L'Ice ha stanziato 140milioni già quest'anno. Ed è quello che abbiamo fatto con il memorandum sulla via della Seta. Quando c'è da discutere con Confindustria si discute, ma gli studi che ho visto io invitano il governo a seguire la strada che ha tracciato: più export, sblocca-cantieri e decreto crescita".
Su quello, spiega, sta lavorando insieme al ministro dell'Economia Giovanni Tria. Tra le altre cose, dovrebbero esserci il ritorno del superammortamento e la detrazione fiscale al 100 per cento su capannoni e beni strumentali. Questo, al netto di nuove liti con gli alleati. E di nuove frenate da via XX settembre. Quel che il vicepremier continua a negare, è che ci possa essere spazio per una manovra correttiva ("la crisi di crescita è di tutta Europa"). E che dopo le europee la maggioranza rischi di saltare ("Ci siamo dati la parola: va avanti fino alla fine").
Agli investitori della Borsa di New York, il tempio del capitalismo che il primo 5Stelle varca facendo ciao a una famiglia di italiani di passaggio, ha assicurato proprio questo. "Durerà". E così ha fatto con i rappresentanti del nostro Paese con cui ha cenato la sera prima al Consolato: eccellenze nell'ambito di innovazione, intelligenza artificiale, robotica, moda, ricerca, come Natalia Bergamaschi, direttrice di Google New York, l'oncologa ematologa Lia Palomba o Stefano Rosso, ad di Diesel Usa. L'intento è quello di stabilire connessioni che portino a collaborazioni future. "Il marchio Italia è forte", va dicendo Di Maio. Ma il senso dei suoi incontri a Wall Street è stato quello di promettere stabilità per attrarre investimenti. Sapendo che la percezione, viste le liti quotidiane con la Lega, è - a ragione - del tutto opposta. Mentre quello degli incontri successivi sarà di spiegare che gli accordi con la Cina sono semplici intese commerciali, "non relazioni geopolitiche".
Il vicepremier, che vedrà il ministro all'Energia Perry, quello al commercio Ross e il consigliere per la Sicurezza nazionale Bolton, confida che "il presidente Trump, uomo di business, capisca benissimo questa impostazione". Sa però che quando si tratterà di parlare di Venezuela e F35, dovrà spiegare i tentennamenti di un Paese che si suppone alleato, ma che ha al governo un Movimento le cui spinte originarie (quella filo-Maduro e anti-Usa) non sono affatto sopite. Sono, piuttosto, alla finestra. Come dimostra il rivendicato silenzio di Alessandro Di Battista, che aveva fatto indossare un virtuale gilet giallo al capo politico M5S. E glielo ha visto dismettere nel giro di due mesi.