Libia, Conte: "Si rischia una crisi umanitaria devastante". Di Maio: "Alleati di Salvini aprano i loro porti"
Il presidente del Consiglio ha incontrato il vicepremier del governo del Qatar e di quello di Tripoli: "Subito un cessate il fuoco". Ma intanto in Italia è scontro tra i ministri sulla gestione di un'eventuale emergenza umanitaria. Salvini contro i 5Stelle: "Chi parte dalla Libia non è rifugiato"
Gli scontri in Libia si fanno sempre più duri. Il numero delle vittime sale. E l'Italia prova a giocare un ruolo nel tentativo di arginare la guerra civile. Troppo tardi secondo le opposizioni. Il premier Giuseppe Conte ha incontrato due protagonisti della drammatica partita libica: il vicepremier del governo del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, e il numero due del governo di Tripoli, Ahmed Maitig. Ma intanto, all'interno del governo, scoppia lo scontro sulla gestione di una possibile crisi umanitaria. Con Luigi Di Maio che attacca il vicepremier leghista: "I suoi alleati aprano i porti". E uno scontro anche tra Matteo Salvini ("chi parte dalla Libia non è rifugiato") e la ministra della Difesa Elisabetta Trenta.
"Ho ribadito la nostra forte preoccupazione per questa deriva militare in Libia", ha detto Conte in conferenza stampa. "Auspichiamo un cessate il fuoco immediato…
Conte: "Subito un cessate il fuoco"
"Ho ribadito la nostra forte preoccupazione per questa deriva militare in Libia", ha detto Conte in conferenza stampa. "Auspichiamo un cessate il fuoco immediato…
Gli scontri in Libia si fanno sempre più duri. Il numero delle vittime sale. E l'Italia prova a giocare un ruolo nel tentativo di arginare la guerra civile. Troppo tardi secondo le opposizioni. Il premier Giuseppe Conte ha incontrato due protagonisti della drammatica partita libica: il vicepremier del governo del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, e il numero due del governo di Tripoli, Ahmed Maitig. Ma intanto, all'interno del governo, scoppia lo scontro sulla gestione di una possibile crisi umanitaria. Con Luigi Di Maio che attacca il vicepremier leghista: "I suoi alleati aprano i porti". E uno scontro anche tra Matteo Salvini ("chi parte dalla Libia non è rifugiato") e la ministra della Difesa Elisabetta Trenta.
"Ho ribadito la nostra forte preoccupazione per questa deriva militare in Libia", ha detto Conte in conferenza stampa. "Auspichiamo un cessate il fuoco immediato e il ritiro delle forze dell'esercito di Liberazione nazionale (ndr, le truppe del generale Haftar). Dobbiamo scongiurare una crisi umanitaria che potrebbe preannunciarsi devastante non solo per le ricadute sull'Italia e dell'Ue ma nell'interesse delle stesse popolazioni libiche".
Parole che arrivano dopo l'allarme lanciato dal numero uno del governo di Tripoli, al Serraj che intervistato da Repubblica ha parlato di 800mila migranti pronti a partire.
E ancora: "La coesione internazionale - dice Conte - è la strada per raggiungere la soluzione politica" per la Libia: "devono essere coinvolti non solo i protagonisti libici ma anche gli altri esponenti della comunità internazionale".
Il capo del governo di Tripoli Serraj gode del sostegno, diplomatico, dell'Onu e dell'Italia. "Khalifa Haftar non sta compiendo un'operazione anti-terrorismo, ma un colpo di Stato", ha detto l'inviato speciale dell'Onu in Libia, Ghassan Salamè. Sul piano militare i principali alleati di Serraj sono Turchia e Qatar. Dell'alleanza araba anti Serraj fanno invece parte l'Egitto di Abdel Fattah al-Sisi, Arabia Saudita ed Emirati Arabi. Ma molte sono le polemiche anche sul ruolo di Parigi.
Conte: "Subito un cessate il fuoco"
"Ho ribadito la nostra forte preoccupazione per questa deriva militare in Libia", ha detto Conte in conferenza stampa. "Auspichiamo un cessate il fuoco immediato e il ritiro delle forze dell'esercito di Liberazione nazionale (ndr, le truppe del generale Haftar). Dobbiamo scongiurare una crisi umanitaria che potrebbe preannunciarsi devastante non solo per le ricadute sull'Italia e dell'Ue ma nell'interesse delle stesse popolazioni libiche".Parole che arrivano dopo l'allarme lanciato dal numero uno del governo di Tripoli, al Serraj che intervistato da Repubblica ha parlato di 800mila migranti pronti a partire.
E ancora: "La coesione internazionale - dice Conte - è la strada per raggiungere la soluzione politica" per la Libia: "devono essere coinvolti non solo i protagonisti libici ma anche gli altri esponenti della comunità internazionale".