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(ansa)

I soci europei del M5S: l'ex punk di destra e il partito della felicità

A Varsavia Luigi Di Maio incontra i futuri alleati a Bruxelles. Il prossimo appuntamento della coalizione giovedì a Roma
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In prima fila una ragazza bionda, funzionaria del partito di Pawel Kukiz, l'ex cantante punk rock che in Polonia ha fondato un movimento vicino all'estrema destra, culla un neonato che non vuol saperne di dormire. Sul maxischermo scorrono le immagini degli alleati europei del Movimento 5 stelle. Facce sconosciute, piccoli partiti che poco hanno a che fare l'uno con l'altro. Luigi Di Maio siede accanto al padrone di casa, la platea è vestita a festa: bambine con le calze bianche, le hostess fasciate in completi bluette, gli uomini - tutti - con appuntata sul bavero la spilletta d'ordinanza: il simbolo del movimento di Kukiz dovrebbe essere la lettera K, ma somiglia pericolosamente a una svastica.

Il capo politico M5S è arrivato a Varsavia, sapendo bene che quella che ha davanti è un'impresa da funamboli. Attacca le destre sovraniste alleate di Matteo Salvini, non può rivolgersi ai partiti tradizionali di Angela Merkel o Emmanuel Macr…
In prima fila una ragazza bionda, funzionaria del partito di Pawel Kukiz, l'ex cantante punk rock che in Polonia ha fondato un movimento vicino all'estrema destra, culla un neonato che non vuol saperne di dormire. Sul maxischermo scorrono le immagini degli alleati europei del Movimento 5 stelle. Facce sconosciute, piccoli partiti che poco hanno a che fare l'uno con l'altro. Luigi Di Maio siede accanto al padrone di casa, la platea è vestita a festa: bambine con le calze bianche, le hostess fasciate in completi bluette, gli uomini - tutti - con appuntata sul bavero la spilletta d'ordinanza: il simbolo del movimento di Kukiz dovrebbe essere la lettera K, ma somiglia pericolosamente a una svastica.

Il capo politico M5S è arrivato a Varsavia, sapendo bene che quella che ha davanti è un'impresa da funamboli. Attacca le destre sovraniste alleate di Matteo Salvini, non può rivolgersi ai partiti tradizionali di Angela Merkel o Emmanuel Macron ed è costretto ora - dopo il fallimento della rincorsa ai gilet gialli - a cercare un'identità che abbia un senso e un futuro. Lo fa puntando tutto sulla fine delle etichette: "Non esistono idee di destra o di sinistra, ma solo buone o cattive". Sulla legalità: "Si parla tanto di porti chiusi ma quello che vorrei io sono le porte dell'Unione chiuse alla corruzione e alle mafie". Sulla democrazia diretta: il referendum senza quorum, la piattaforma Rousseau con Kukiz che si impegna: "Ho chiesto a Luigi maggiori informazioni". Il vicepremier italiano si ritrova però con al fianco un partito che in Polonia ha portato in Parlamento l'estrema destra del Movimento nazionale e ha fatto campagne contro i diritti dei gay e contro l'aborto, proprio nelle settimane in cui non fa che tuonare contro "l'idea retrograda andata in scena al Congresso delle famiglie di Verona".

Pawel Kukiz, classe 1963, ha alle spalle un gruppo musicale che si chiamava "tette" e un passato da alcolista. Insieme a lui, Di Maio ha tirato dentro al nuovo gruppo (a Strasburgo servono 7 nazionalità e 25 eletti) i croati di Zivi Zid, che con Ivan Sinkic si battono contro l'euro e la dittatura delle banche; gli allevatori greci di Akkel; i liberali finlandesi di Liike Nyt e ora anche gli estoni di Artur Talvik, che con berretto rosso sulla testa e camicia senza collo spiega in un video: siamo nati in autunno, non abbiamo ancora un seggio, ci chiamiamo "Richness of life", la ricchezza della vita. Un altro partito, da un grande Paese, annuncia con solennità il leader M5S, sta per arrivare. Mentre c'è già un manifesto che cerca di spingere giù verso gli ultimi punti le parole "protezione" e "flussi migratori", tirando su quelle più neutre: la lotta all'establishment, il salario minimo europeo. Ma ci sono, a inseguirsi sul palco, soprattutto parole di destra. Una certa idea di famiglia, di nazione, di società. Con l'ex presidente della Camera polacco convertito al nuovo partito, Marek Jurek, che scandisce: "L'Europa deve essere sicura". Con il candidato giornalista Piotr Apel che si sfoga: "Possiamo fare detersivi buoni qui da noi, senza importarli dalla Germania!".

Con il cantore polacco della democrazia diretta Pawet Tanajn che manda un saluto a Beppe Grillo, cita l'inno nazionale e pronuncia la parola "sovranità". Applausi, musica, selfie. Il prossimo appuntamento è il 2 maggio a Roma. Di Maio illustra il piano: i partiti tradizionali sotto il 51 per cento, il nuovo gruppo a fare da ago della bilancia di un equilibrio nuovo. È una scommessa quasi impossibile. Ma per i 5Snon ci sono alternative.