Dureghello: “Troppi silenzi sull’ondata razzista”
Alessandra Longo , di ALESSANDRA LONGOPresidente della Comunità ebraica di Roma: "Pensavamo che le società avessero sviluppato degli anticorpi contro fascismo e nazismo. Le manifestazioni di questi giorni dimostrano che non è così. Inaccettabile lo striscione di Forza Nuova contro papa Francesco"
E gli anticorpi? Dove sono gli anticorpi della società europea? Perché "di fronte a quel che sta succedendo, all'ondata di suprematismo, di razzismo, di fascismo", le voci non sono sufficientemente alte, l'indignazione non vibra più forte? Se lo chiede Ruth Dureghello, presidente della Comunità ebraica di Roma (un nonno materno morto ad Auschwitz). Se lo chiede mentre oggi Milano sarà invasa dai sovranisti invitati da Matteo Salvini. Gli anticorpi dove sono? Domani, a Roma, la comunità ebraica promuove un convegno che ha tutto nel titolo: "Suprematismo in Europa. Dalla rabbia all'odio".
Presidente Dureghello, quanto ci si mette a passare dalla rabbia all'odio e noi italiani a che punto siamo?
"Ci si dovrebbe mettere molto, nella pratica molto poco. Lo dimostrano le manifestazioni di piazza degli ultimi mesi, il rinascere di organizzazioni che rivendicano la loro natura suprematista. Pensavamo che fasci…
Presidente Dureghello, quanto ci si mette a passare dalla rabbia all'odio e noi italiani a che punto siamo?
"Ci si dovrebbe mettere molto, nella pratica molto poco. Lo dimostrano le manifestazioni di piazza degli ultimi mesi, il rinascere di organizzazioni che rivendicano la loro natura suprematista. Pensavamo che fasci…
E gli anticorpi? Dove sono gli anticorpi della società europea? Perché "di fronte a quel che sta succedendo, all'ondata di suprematismo, di razzismo, di fascismo", le voci non sono sufficientemente alte, l'indignazione non vibra più forte? Se lo chiede Ruth Dureghello, presidente della Comunità ebraica di Roma (un nonno materno morto ad Auschwitz). Se lo chiede mentre oggi Milano sarà invasa dai sovranisti invitati da Matteo Salvini. Gli anticorpi dove sono? Domani, a Roma, la comunità ebraica promuove un convegno che ha tutto nel titolo: "Suprematismo in Europa. Dalla rabbia all'odio".
Presidente Dureghello, quanto ci si mette a passare dalla rabbia all'odio e noi italiani a che punto siamo?
"Ci si dovrebbe mettere molto, nella pratica molto poco. Lo dimostrano le manifestazioni di piazza degli ultimi mesi, il rinascere di organizzazioni che rivendicano la loro natura suprematista. Pensavamo che fascismo e nazismo fossero pagine drammatiche ormai elaborate. Scopriamo che non è così non solo negli Stati Uniti ma anche nella nostra Europa. Pensavamo che le società avessero sviluppato degli anticorpi. E invece non vedo sufficiente sconcerto, indignazione, presa di distanza".
Non è esattamente uguale la risposta da parte di destra e sinistra.
"Io non voglio parlare di destra e sinistra. Ne faccio un grande tema etico e faccio appello alla responsabilità di tutti. Mi chiedo che cosa possiamo fare insieme per evitare che il cittadino si abitui a certe immagini, o a certi linguaggi. Dico che non ci può essere ambiguità. Certe manifestazioni bisogna soffocarle sul nascere, dichiarare chi sta dentro e chi sta fuori il consesso civile. Gli anticorpi devono palesarsi".
Quando parla di immagini inaccettabili si riferisce allo striscione di Forza Nuova contro papa Francesco?
"Sì, io non sto parlando di antisemitismo, ma di un razzismo che pervade la società e colpisce tutti".
Lei ne fa comprensibilmente un tema etico e trasversale però bisogna ricordare che c'è chi con i suprematismi sta giocando pericolosamente. La Lega al governo guarda con benevolenza, usando un understatement, a questo mondo.
"Lo faccio dire a lei".
Come si riconosce il fascismo?
"È semplice. Si riconosce dal rifiuto dell'altro. Chi nega i diritti dell'altro come persona, come essere umano, come donna, come musulmano, come ebreo, ecco chi fa questo è un fascista".
Che effetto le fa la Milano di oggi, per un giorno quartier generale suprematista?
"Fa parte del discorso che stiamo facendo. E vogliamo riflettere nel nostro convegno di domani. Il "la" lo ha dato il suprematismo americano, fenomeno che sta incidendo molto sui comportamenti europei. L'esperienza insegna che dall'America spesso sono partiti segnali di movimenti poi rielaborati in Europa. L'eco sui social è molto forte. Avverto una volontà di zittire, di censurare. Ci sono giornalisti finiti sotto scorta dopo aver indagato sulle associazioni di matrice suprematista. Dobbiamo essere vigili, prendere provvedimenti adeguati all'allarme, lo deve fare la magistratura, la stampa, noi cittadini".
C'è ancora memoria in questo Paese?
"Per carattere sono positiva. No, non è stata ancora destrutturata la nostra memoria anche se ci sono segnali preoccupanti. Ci sono molti giovani che prenderanno il testimone quando gli ultimi sopravvissuti alla Shoah non ci saranno più. E l'Italia è un Paese che può dare tantissimo in termini di cultura. Mancano le speranze, ma bisogna ritrovarle".
Presidente Dureghello, quanto ci si mette a passare dalla rabbia all'odio e noi italiani a che punto siamo?
"Ci si dovrebbe mettere molto, nella pratica molto poco. Lo dimostrano le manifestazioni di piazza degli ultimi mesi, il rinascere di organizzazioni che rivendicano la loro natura suprematista. Pensavamo che fascismo e nazismo fossero pagine drammatiche ormai elaborate. Scopriamo che non è così non solo negli Stati Uniti ma anche nella nostra Europa. Pensavamo che le società avessero sviluppato degli anticorpi. E invece non vedo sufficiente sconcerto, indignazione, presa di distanza".
Non è esattamente uguale la risposta da parte di destra e sinistra.
"Io non voglio parlare di destra e sinistra. Ne faccio un grande tema etico e faccio appello alla responsabilità di tutti. Mi chiedo che cosa possiamo fare insieme per evitare che il cittadino si abitui a certe immagini, o a certi linguaggi. Dico che non ci può essere ambiguità. Certe manifestazioni bisogna soffocarle sul nascere, dichiarare chi sta dentro e chi sta fuori il consesso civile. Gli anticorpi devono palesarsi".
Quando parla di immagini inaccettabili si riferisce allo striscione di Forza Nuova contro papa Francesco?
"Sì, io non sto parlando di antisemitismo, ma di un razzismo che pervade la società e colpisce tutti".
Lei ne fa comprensibilmente un tema etico e trasversale però bisogna ricordare che c'è chi con i suprematismi sta giocando pericolosamente. La Lega al governo guarda con benevolenza, usando un understatement, a questo mondo.
"Lo faccio dire a lei".
Come si riconosce il fascismo?
"È semplice. Si riconosce dal rifiuto dell'altro. Chi nega i diritti dell'altro come persona, come essere umano, come donna, come musulmano, come ebreo, ecco chi fa questo è un fascista".
Che effetto le fa la Milano di oggi, per un giorno quartier generale suprematista?
"Fa parte del discorso che stiamo facendo. E vogliamo riflettere nel nostro convegno di domani. Il "la" lo ha dato il suprematismo americano, fenomeno che sta incidendo molto sui comportamenti europei. L'esperienza insegna che dall'America spesso sono partiti segnali di movimenti poi rielaborati in Europa. L'eco sui social è molto forte. Avverto una volontà di zittire, di censurare. Ci sono giornalisti finiti sotto scorta dopo aver indagato sulle associazioni di matrice suprematista. Dobbiamo essere vigili, prendere provvedimenti adeguati all'allarme, lo deve fare la magistratura, la stampa, noi cittadini".
C'è ancora memoria in questo Paese?
"Per carattere sono positiva. No, non è stata ancora destrutturata la nostra memoria anche se ci sono segnali preoccupanti. Ci sono molti giovani che prenderanno il testimone quando gli ultimi sopravvissuti alla Shoah non ci saranno più. E l'Italia è un Paese che può dare tantissimo in termini di cultura. Mancano le speranze, ma bisogna ritrovarle".