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Il cardinale Parolin: "Aperti al dialogo con Salvini. Ma stop ad abusi su simboli religiosi"

Il segretario di Stato Vaticano cardinale Pietro Parolin 
Il segretario di Stato Vaticano commenta l'esito elettorale: "Il Papa continua a dirlo: dialogo, dialogo, dialogo, soprattutto con quelli che non la pensano come noi"
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Il Vaticano è disposto a dialogare con il leader della Lega. A patto che la smetta di abusare dei simboli cattolici, come il rosario esibito in più occasioni, dal comizio di chiusura in piazza Duomo a Milano alla conferenza stampa dopo la vittoria alle elezioni europee.



"Si deve dialogare anche con Salvini" sottolinea infatti il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato Vaticano, commentando l'esito elettorale in Italia. "Il Papa - osserva ai margini di un evento a Palazzo della Cancelleria - continua a dirlo: dialogo, dialogo, dialogo. E perché non Salvini? Anzi, dialogo si fa soprattutto con quelli che non la pensano come noi e con i quali abbiamo qualche difficoltà e qualche problema".

Tuttavia, rimarca ancora Parolin,  "Credo che a usare i simboli religiosi per manifestazioni di parte come sono i partiti c'è il rischio di abusare di questi simboli. Da parte nostra - dice perentorio - non possiamo…
Il Vaticano è disposto a dialogare con il leader della Lega. A patto che la smetta di abusare dei simboli cattolici, come il rosario esibito in più occasioni, dal comizio di chiusura in piazza Duomo a Milano alla conferenza stampa dopo la vittoria alle elezioni europee.



"Si deve dialogare anche con Salvini" sottolinea infatti il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato Vaticano, commentando l'esito elettorale in Italia. "Il Papa - osserva ai margini di un evento a Palazzo della Cancelleria - continua a dirlo: dialogo, dialogo, dialogo. E perché non Salvini? Anzi, dialogo si fa soprattutto con quelli che non la pensano come noi e con i quali abbiamo qualche difficoltà e qualche problema".

Tuttavia, rimarca ancora Parolin,  "Credo che a usare i simboli religiosi per manifestazioni di parte come sono i partiti c'è il rischio di abusare di questi simboli. Da parte nostra - dice perentorio - non possiamo rimanere indifferenti di fronte a questa realtà".