Csm, Palamara: "Non ho mai preso 40 mila euro, non sono corrotto e non servo nessuno"
Il pubblico ministero presenta una memoria difensiva ai magistrati di Perugia che lo indagano per corruzione. " Non sono mai stato collaterale a nessun partito politico. Sono amico di Centofanti e l'ho incontrato con importanti figure di vertice della magistratura".
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ROMA - "Voglio dimostrare che non sono e non sarò mai un corrotto e che non sono mai stato eterodiretto da nessuno nelle mie scelte. Non ho mai ricevuto favori e non ho mai preso la somma di 40 mila euro". Il pm Luca Palamara indagato dalla Procura di Perugia per corruzione e al centro del caso che coinvolge il Csm ha presentato ai magistrati umbri una memoria difensiva.
"Chiederò - spiega il pm - che il mio nome non venga strumentalizzato per qualsiasi vicenda. Non sono mai stato collaterale a nessun partito politico e mai ho svolto incarichi fuori ruolo di diretta dipendenza politica". Palamara aggiunge di non avere "mai messo in discussione il mio rispetto per la carica istituzionale del vice presidente del Csm e più in generale delle prerogative dei singoli".
Palamara entra nel merito delle accuse e scrive: "Non ho mai piegato la mia funzione a fantomatici interessi del gruppo Amara della cui attività sono totalmente all'oscuro avendo avuto rapporti di amicizia e frequentazione esclusivamente con Fabrizio Centofanti avvenuta peraltro anche con importanti figure di vertice della magistratura ordinaria e amministrativa". E sottolinea che fra i vari documenti che ha depositato c'è " anche il verbale del plenum del relativo alla nomina del Procuratore di Gela dal quale risulta che il dottor Longo non ha ricevuto nemmeno un voto".
L'ex presidente dell'Associazione nazionale magistrati contesta anche altre accuse: "La mia scelta è quella di difendermi nel processo per dimostrare la mia totale estraneità alle gravi ipotesi accusatorie. La mia memoria difensiva è corredata di documenti, per dimostrare che la notizia del mio procedimento penale a Perugia era già nota all'interno del mio ufficio ma soprattutto che i viaggi ed i regali sono stati da me direttamente pagati".
Palamara contrattacca anche sulle cene con i politici per orientare alcune nomine negli uffici giudiziari. "Sono certo di chiarire in qualunque sede mi verrà richiesto, - scrive - i fatti oggetto delle provvisorie contestazioni per chiarire ogni singolo passaggio delle mie condotte, comprese le cene e tutte le condotte da me poste in essere durante l'attività consiliare 2014-2018".