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Il segretario del Pd Nicola Zingaretti (fotogramma)

E Zingaretti chiede a Ferri (inascoltato) il passo indietro

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Il Pd si muove contro il mercato delle toghe. Per il segretario l'ex magistrato dovrebbe lasciare la commissione Giustizia
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 Il Pd si muove contro il mercato delle toghe. Nicola Zingaretti ha chiesto un passo indietro a Cosimo Maria Ferri, coinvolto con Luca Lotti nelle trattative sui capi delle procure. Per il segretario del Pd l'onorevole Ferri dovrebbe lasciare la commissione Giustizia. Per motivi di opportunità, pur sapendo che né Ferri né Lotti sono indagati a Perugia (ma Lotti lo è a Roma). "Sono contro il giustizialismo" dice Zingaretti, ma l'immagine del Pd esce ammaccata lo stesso. I primi tentativi di avvicinare Ferri sono andati male. L'ex magistrato ha risposto che lui resta dov'è. Zingaretti, fin dall'inizio, ha osservato gli sviluppi del caso con un certo sgomento. Soprattutto perché i due deputati del Pd coinvolti nell'inchiesta Toghe sporche non hanno ritenuto di chiamarlo e chiarire con lui i termini della questione. "Nessuno dei miei si sarebbe comportato così", è stata la frase attrib…
 Il Pd si muove contro il mercato delle toghe. Nicola Zingaretti ha chiesto un passo indietro a Cosimo Maria Ferri, coinvolto con Luca Lotti nelle trattative sui capi delle procure. Per il segretario del Pd l'onorevole Ferri dovrebbe lasciare la commissione Giustizia. Per motivi di opportunità, pur sapendo che né Ferri né Lotti sono indagati a Perugia (ma Lotti lo è a Roma). "Sono contro il giustizialismo" dice Zingaretti, ma l'immagine del Pd esce ammaccata lo stesso. I primi tentativi di avvicinare Ferri sono andati male. L'ex magistrato ha risposto che lui resta dov'è. Zingaretti, fin dall'inizio, ha osservato gli sviluppi del caso con un certo sgomento. Soprattutto perché i due deputati del Pd coinvolti nell'inchiesta Toghe sporche non hanno ritenuto di chiamarlo e chiarire con lui i termini della questione. "Nessuno dei miei si sarebbe comportato così", è stata la frase attribuita al numero uno del Nazareno.

A Ferri era stato chiesto un gesto formale: le dimissioni dalla commissione. Gli ha parlato il capogruppo alla Camera Graziano Delrio. Perché Ferri è regolarmente iscritto al gruppo del Pd, ma non al partito. Delrio, a sua volta, ha usato un ambasciatore che gli ha chiesto se non fosse opportuna una sua valutazione sulle dimissioni. Tenendo conto dell'imbarazzo del Pd. Ma la risposta è stata disarmante: "Le trattative le stanno facendo anche la Lega e i 5 stelle. Tutte le correnti si parlano in questi casi". Qui sta il cortocircuito, un politico che continua a fare il leader di una corrente della magistratura. "Non mi potete impedire di parlare con dei colleghi" ha argomentato Ferri. E ancora: "Non me la sento di dimettermi. Se il gruppo mi caccia passo al misto e rimango nella commissione Giustizia".

Ecco spiegato lo stand by. È il momento di aprire un braccio di ferro con un singolo deputato? Soprattutto perché, in contemporanea, Matteo Renzi invece difende Lotti. A Rep Idee ieri eccolo dire: "Dico no al festival dell'ipocrisia solo per attaccare Luca Lotti. Se mettessero un trojan nel telefono di ogni membro del Csm troverebbero discussioni simili. Questo metodo non l'ha inventato Lotti, c'è sempre stato". E ancora: "A me non convince, da esterno, vedere che un magistrato debba essere iscritto a una corrente, però questo meccanismo ha portato in molte città a nomine all'altezza". E il Csm "le ha fatte con quel metodo lì".