Salvini accarezza la crisi: “Troppi no”. Di Maio in un audio: Lega insopportabile
Carmelo Lopapa , dal nostro inviato CARMELO LOPAPAIl vicepremier 5S: "Devo trattare con quell'altro...". Scontro sulla autonomia. Passo indietro della Lega sul commissario italiano in Ue: se la sbrighi Conte
MILANO MARITTIMA. "Sì, ci sarà il Consiglio dei ministri sulle autonomie, mercoledì pomeriggio. Ma Di Maio non dice che vuole interamente riscrivere il testo, che va cambiato? E poi Bonafede che invoca la riforma della giustizia, sbaglio o non c'è nemmeno un testo?".
Matteo Salvini, in polo rossa della Polizia di Stato, ondeggia ormai tra la rassegnazione e lo sconforto, non alza nemmeno la testa dal piatto di fritto che mangia al bistrot del Papeete, sulla spiaggia di Milano Marittima. È metà pomeriggio, ma è appena tornato da Somma Vesuviana dove ha partecipato ai funerali del vice brigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega. La giornata è stata già mesta di suo.
"Io non parlo, lascio parlare gli altri, fanno tutto da soli". Gli altri sarebbero gli alleati, sempre più presunti. "Stamattina mi hanno girato una decina di dichiarazioni di Di Maio, erano tutti dei no, no all'auto…
Matteo Salvini, in polo rossa della Polizia di Stato, ondeggia ormai tra la rassegnazione e lo sconforto, non alza nemmeno la testa dal piatto di fritto che mangia al bistrot del Papeete, sulla spiaggia di Milano Marittima. È metà pomeriggio, ma è appena tornato da Somma Vesuviana dove ha partecipato ai funerali del vice brigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega. La giornata è stata già mesta di suo.
"Io non parlo, lascio parlare gli altri, fanno tutto da soli". Gli altri sarebbero gli alleati, sempre più presunti. "Stamattina mi hanno girato una decina di dichiarazioni di Di Maio, erano tutti dei no, no all'auto…
MILANO MARITTIMA. "Sì, ci sarà il Consiglio dei ministri sulle autonomie, mercoledì pomeriggio. Ma Di Maio non dice che vuole interamente riscrivere il testo, che va cambiato? E poi Bonafede che invoca la riforma della giustizia, sbaglio o non c'è nemmeno un testo?".
Matteo Salvini, in polo rossa della Polizia di Stato, ondeggia ormai tra la rassegnazione e lo sconforto, non alza nemmeno la testa dal piatto di fritto che mangia al bistrot del Papeete, sulla spiaggia di Milano Marittima. È metà pomeriggio, ma è appena tornato da Somma Vesuviana dove ha partecipato ai funerali del vice brigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega. La giornata è stata già mesta di suo.
"Io non parlo, lascio parlare gli altri, fanno tutto da soli". Gli altri sarebbero gli alleati, sempre più presunti. "Stamattina mi hanno girato una decina di dichiarazioni di Di Maio, erano tutti dei no, no all'autonomia, no alla Tav". Insomma, così non si va lontano, è il tam tam che sale qui dalla riviera romagnola. Sembra quasi sia partito il countdown.
La tregua con Luigi Di Maio è durata lo spazio di un mattino. In realtà neanche quello, dato che nella chiesa di Santa Croce - dove si celebravano i funerali di Cerciello - i due vicepremier sono stati capaci di ignorarsi e darsi le spalle perfino quando il sacerdote ha invocato il segno della pace. La situazione precipita non solo quando il capo del Movimento in mattinata stronca per l'ennesima volta il progetto di autonomia avanzata, sostenendo che va interamente riscritto. Ma soprattutto quando nel pomeriggio viene diffuso dal sito LaC News 24 l'audio di una riunione del vicepremier coi militanti 5 stelle in Calabria di due sere fa.
"A volte dobbiamo subire l'atteggiamento della Lega che è insopportabile - si sente - ogni volta che si deve approvare un provvedimento dobbiamo sedere a un tavolo io, Conte e quell'altro là". Lo bolla proprio così, "quello là". Si può immaginare la reazione del ministro dell'Interno: "Mah, posso non stare simpatico, ma ho un nome, mi chiamo Matteo". In realtà è furibondo, nonostante l'sms che gli invia l'altro vicepremier per scusarsi e spiegare che era una roba a porte chiuse, con i militanti.
Le distanze si fanno incolmabili tra i due. E tra i rispettivi partiti. E in questo clima il governo affronta le forche caudine dei prossimi sette giorni. Domani il Consiglio dei ministri sulle autonomie che, date le premesse, difficilmente porterà al via libera preteso dalla Lega. Ma Salvini attende al varco gli alleati soprattutto sul "suo" decreto sicurezza bis: se martedì al Senato dovessero mancare i numeri per i 5 dissidenti del Movimento, allora sì che la situazione precipiterebbe, dicono con chiarezza dal quartier generale leghista.
"Chi mette zizzania è fuori", avverte perciò fin d'ora Di Maio. Il successivo ostacolo sarebbe comunque la manovra. Il premier Conte ha incontrato nel pomeriggio le parti sociali. Il capogruppo leghista al Senato Romeo già lo avverte, per conto di Salvini: "Senza Flat tax potremmo non votare la manovra". Per non dire della Tav, contro la quale i 5 stelle voteranno (da soli) una mozione la prossima settimana al Senato. Il capo del Viminale ieri ha deciso, complice il funerale del militare, di evitare polemiche e rinviare ai prossimi giorni il blitz al cantiere di Chiomonte, in Piemonte. Lo farà in ogni caso, per ribadire che invece l'opera ormai "è partita".
Il segretario torna sotto l'ombrellone a leggere (e a fare selfie), e a meditare sulle sorti del governo che appare ancora più in bilico. Ha sette giorni per decidere. Comunque vada, fa sapere che da ministro dell'Interno quest'anno presiederà il tradizionale comitato per l'ordine e la sicurezza nel giorno di Ferragosto a Castel Volturno, piagata dalla camorra. Ma quando gli si chiede del prossimo commissario europeo che la Lega dovrebbe designare e dell'incontro di venerdì tra il premier e la neo presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen, torna a farsi sfuggente: "C'è tempo fino al 31 agosto". Eppure, l'Italia è uno dei pochi Paesi a non aver ancora designato il suo uomo? "È una partita che sta gestendo Conte, non ho capito come - taglia corto - Ma tanto la Concorrenza non ce la daranno mai...".
Matteo Salvini, in polo rossa della Polizia di Stato, ondeggia ormai tra la rassegnazione e lo sconforto, non alza nemmeno la testa dal piatto di fritto che mangia al bistrot del Papeete, sulla spiaggia di Milano Marittima. È metà pomeriggio, ma è appena tornato da Somma Vesuviana dove ha partecipato ai funerali del vice brigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega. La giornata è stata già mesta di suo.
"Io non parlo, lascio parlare gli altri, fanno tutto da soli". Gli altri sarebbero gli alleati, sempre più presunti. "Stamattina mi hanno girato una decina di dichiarazioni di Di Maio, erano tutti dei no, no all'autonomia, no alla Tav". Insomma, così non si va lontano, è il tam tam che sale qui dalla riviera romagnola. Sembra quasi sia partito il countdown.
La tregua con Luigi Di Maio è durata lo spazio di un mattino. In realtà neanche quello, dato che nella chiesa di Santa Croce - dove si celebravano i funerali di Cerciello - i due vicepremier sono stati capaci di ignorarsi e darsi le spalle perfino quando il sacerdote ha invocato il segno della pace. La situazione precipita non solo quando il capo del Movimento in mattinata stronca per l'ennesima volta il progetto di autonomia avanzata, sostenendo che va interamente riscritto. Ma soprattutto quando nel pomeriggio viene diffuso dal sito LaC News 24 l'audio di una riunione del vicepremier coi militanti 5 stelle in Calabria di due sere fa.
"A volte dobbiamo subire l'atteggiamento della Lega che è insopportabile - si sente - ogni volta che si deve approvare un provvedimento dobbiamo sedere a un tavolo io, Conte e quell'altro là". Lo bolla proprio così, "quello là". Si può immaginare la reazione del ministro dell'Interno: "Mah, posso non stare simpatico, ma ho un nome, mi chiamo Matteo". In realtà è furibondo, nonostante l'sms che gli invia l'altro vicepremier per scusarsi e spiegare che era una roba a porte chiuse, con i militanti.
Le distanze si fanno incolmabili tra i due. E tra i rispettivi partiti. E in questo clima il governo affronta le forche caudine dei prossimi sette giorni. Domani il Consiglio dei ministri sulle autonomie che, date le premesse, difficilmente porterà al via libera preteso dalla Lega. Ma Salvini attende al varco gli alleati soprattutto sul "suo" decreto sicurezza bis: se martedì al Senato dovessero mancare i numeri per i 5 dissidenti del Movimento, allora sì che la situazione precipiterebbe, dicono con chiarezza dal quartier generale leghista.
"Chi mette zizzania è fuori", avverte perciò fin d'ora Di Maio. Il successivo ostacolo sarebbe comunque la manovra. Il premier Conte ha incontrato nel pomeriggio le parti sociali. Il capogruppo leghista al Senato Romeo già lo avverte, per conto di Salvini: "Senza Flat tax potremmo non votare la manovra". Per non dire della Tav, contro la quale i 5 stelle voteranno (da soli) una mozione la prossima settimana al Senato. Il capo del Viminale ieri ha deciso, complice il funerale del militare, di evitare polemiche e rinviare ai prossimi giorni il blitz al cantiere di Chiomonte, in Piemonte. Lo farà in ogni caso, per ribadire che invece l'opera ormai "è partita".
Il segretario torna sotto l'ombrellone a leggere (e a fare selfie), e a meditare sulle sorti del governo che appare ancora più in bilico. Ha sette giorni per decidere. Comunque vada, fa sapere che da ministro dell'Interno quest'anno presiederà il tradizionale comitato per l'ordine e la sicurezza nel giorno di Ferragosto a Castel Volturno, piagata dalla camorra. Ma quando gli si chiede del prossimo commissario europeo che la Lega dovrebbe designare e dell'incontro di venerdì tra il premier e la neo presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen, torna a farsi sfuggente: "C'è tempo fino al 31 agosto". Eppure, l'Italia è uno dei pochi Paesi a non aver ancora designato il suo uomo? "È una partita che sta gestendo Conte, non ho capito come - taglia corto - Ma tanto la Concorrenza non ce la daranno mai...".