I capigruppo del Senato
Lo scontro tra i capigruppo ha fatto emergere ieri due nuovi schieramenti in Parlamento. Da una parte il ritorno del centrodestra con Lega, Forza Italia e Fdi, uniti nel reclamare il voto già domani della mozione di sfiducia contro Conte presentata da Salvini; dall'altra l'inedito asse 5Stelle, Pd, Leu, che vuole convocare l'aula il 20 agosto per ascoltare il premier. È questa la proposta che passa a maggioranza, anche se oggi si voterà comunque sulla richiesta del centrodestra. È la battaglia procedurale. Ma il dato politico sono le nuove alleanze, che potrebbero risaltare ancora più clamorosamente oggi: se, come sembra, grillini e centrosinistra vinceranno insieme, prenderà corpo per la prima volta in Parlamento quella strana maggioranza invocata da Renzi per mettere in piedi un governo di transizione, ma ipotizzata anche da una parte del Pd di Zingaretti per costruire invece un esecutivo di legislatura. U…
I capigruppo del Senato
Lo scontro tra i capigruppo ha fatto emergere ieri due nuovi schieramenti in Parlamento. Da una parte il ritorno del centrodestra con Lega, Forza Italia e Fdi, uniti nel reclamare il voto già domani della mozione di sfiducia contro Conte presentata da Salvini; dall'altra l'inedito asse 5Stelle, Pd, Leu, che vuole convocare l'aula il 20 agosto per ascoltare il premier. È questa la proposta che passa a maggioranza, anche se oggi si voterà comunque sulla richiesta del centrodestra. È la battaglia procedurale. Ma il dato politico sono le nuove alleanze, che potrebbero risaltare ancora più clamorosamente oggi: se, come sembra, grillini e centrosinistra vinceranno insieme, prenderà corpo per la prima volta in Parlamento quella strana maggioranza invocata da Renzi per mettere in piedi un governo di transizione, ma ipotizzata anche da una parte del Pd di Zingaretti per costruire invece un esecutivo di legislatura. Un primo passo che può allontanare il voto.
Stop dei 5S a Renzi e non solo
"Volano degli avvoltoi di nuova generazione" scrive sul suo blog Beppe Grillo. Traduce Di Maio: "Nessuno vuole sedersi al tavolo con Renzi". I pentastellati non vogliono ascoltare le sirene dell'ex premier e la sua proposta di governo istituzionale per fare la manovra. Ma potrebbero prestare attenzione ai segnali che pure arrivano dall'altro Pd? Di Maio apre solo al taglio dei parlamentari: "Chi ci sta?". Non ci può stare il partito di Zingaretti, che finora ha votato no a quella riforma. Tace Roberto Fico, da cui si aspettano un segnale i pontieri dem che vogliono scongiurare le urne. E così il voto pare di nuovo avvicinarsi.