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(ansa)

I giovani della Leopoldina bocciano la scissione: "Cambiamo il Pd"

I ventenni toscani che partecipano al Ciocco alla scuola politica di Renzi bollano l’eventuale addio come " un suicidio". Lezioni, forum e partite di calcetto con l’ex segretario dem, che segue da qui la crisi di governo e attacca Gentiloni dalla cattedra
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BARGA (LUCCA) - "Io nel partito di Matteo Renzi? Ma siamo sicuri che vada così? Piuttosto il tema è allargare il Pd, aprirlo: con Zingaretti su questo ci siamo fermati" ritiene Lorenzo Tinagli, dem dell'area Giachetti, pratese 26enne. "Non mi piace l'idea di partiti nuovi, si riempie e si migliora quello che abbiamo" teorizza da tempo pure il pistoiese Bernard Dika, 21 anni, uno dei millennials della direzione nazionale dem. E va da sé che nemmeno a parlarne, di un'eventuale scissione, per Letizia Perini, 25 anni, fiorentina, che è l'unica zingarettiana qui alla scuola politica dell'ex premier nel resort "Il Ciocco" di Barga: "Come potremmo mai permetterci un nuovo partito, poi qui in Toscana? Sarebbe un suicidio politico, un dramma per decine di amministrazioni Pd e per la nostra gente", avverte.

Vatti a fidare dei "Ciocco boys", potrebbe ben dire Renzi. Il senatore più influente…
BARGA (LUCCA) - "Io nel partito di Matteo Renzi? Ma siamo sicuri che vada così? Piuttosto il tema è allargare il Pd, aprirlo: con Zingaretti su questo ci siamo fermati" ritiene Lorenzo Tinagli, dem dell'area Giachetti, pratese 26enne. "Non mi piace l'idea di partiti nuovi, si riempie e si migliora quello che abbiamo" teorizza da tempo pure il pistoiese Bernard Dika, 21 anni, uno dei millennials della direzione nazionale dem. E va da sé che nemmeno a parlarne, di un'eventuale scissione, per Letizia Perini, 25 anni, fiorentina, che è l'unica zingarettiana qui alla scuola politica dell'ex premier nel resort "Il Ciocco" di Barga: "Come potremmo mai permetterci un nuovo partito, poi qui in Toscana? Sarebbe un suicidio politico, un dramma per decine di amministrazioni Pd e per la nostra gente", avverte.

Vatti a fidare dei "Ciocco boys", potrebbe ben dire Renzi. Il senatore più influente del Pd ancora non esclude di andarsene dal partito. Un suo amico come l'ex assessore fiorentino Massimo Mattei su Facebook giusto ieri si dice sicuro che farà un suo movimento. Lo stesso Renzi nell'audio trapelato due sere fa dalla sua lezione qui al Ciocco dice esplicitamente che se l'accordo di governo Pd-M5S saltasse per aria per colpa dei sabotatori interni "non è detto che il Pd arriverebbe tutto insieme alle elezioni". Eppure questi ventenni irresistibilmente attratti dalla figura dell'ex segretario Pd, che qui è come un guru, non la pensano come lui sulle prospettive del Pd. Ci sono 224 ragazzi da tutta Italia e una trentina sono toscani. Sono leopoldini, molti di area Pd, alcuni hanno ruoli nelle istituzioni, c'è pure qualche ex berlusconiano.

Non sembra esserci molta sinistra tra le idee di questi ragazzi: "Più che altro mi pare ci sia una voglia di civismo, una ricerca di buon senso e misura", ritiene Perini. "Io che pure mi riconosco in certi temi di Renzi di fronte alle questioni più di sinistra vado in crisi. Sono un orfano politico, ma se sono qui non è certo perché io sia attratto dal Pd di Zingaretti" dice ad esempio Francesco Grazzini, fiorentino, 24 anni, ciellino di formazione, simpatie passate in Forza Italia, super cattolico. Evidentemente come i ragazzi che sui divanetti della lussuosa hall di questo resort con spa e piscina discutono del primo sindaco transgender d'Italia facendosi qualche risatina.

Se a Roma la crisi esplode e il clima nel Pd diventa rovente è anche per tutto quello che accade qui. Renzi che a tavola con la deputata Ascani pianifica le dichiarazioni contro il presunto sabotatore dell'accordo Pd- 5Stelle Gentiloni, Renzi stesso che lo attacca a lezione scatenando un putiferio con Zingaretti e Orlando. Tutte conseguenze di azioni decise e messe in atto qui dal Ciocco. Non che sia tutta tattica e machiavellismo: la scuola ha anche la faccia di un campus per bravi ragazzi. Renzi che il mattino li porta a correre su e giù per la tenuta alberghiera di proprietà del senatore Pd Andrea Marcucci, poi fa con loro la rassegna stampa, partecipa alle lezioni mattutine, al pranzo, ai corsi pomeridiani, la pausa caffè, la partitella a calcio il pomeriggio ( dove Renzi sfoggia la maglia numero 9 del Brasile e segna pure), la cena e pure il dopo cena.

Una "Renzi school" intensiva, full immersion. Come una Leopolda in trasferta, poco a che fare con l'immagine austera delle vecchie Frattocchie del Pci. "Se aveva voglia di fare una scuola di formazione politica seria poteva farla quando era segretario del Pd. Non mi piacciono le scuole di corrente per fedelissimi, piuttosto si valorizzi l'organizzazione giovanile del Pd che è stata trascurata in questi anni " attacca non a caso una che qui al Ciocco non si è fatta vedere come la zingarettiana di parte orlaniana Alessandra Nardini, consigliera regionale Pd. In aula parlano prof di robotica e sportivi come la ct della nazionale di calcio femminile, padri gesuiti e figure religiose, si fanno tavoli coi parlamentari, tutti renziani, accorsi. Si guarda il discorso di Mattarella in tv tutti insieme con Maria Elena Boschi e Francesco Bonifazi a gridare " buffone!" quando sfila Salvini. E giù applausi. Anche per Renzi sempre applausi. Meno quando accarezza l'idea del nuovo partito. In fondo, dopo le parole del famoso audio di due sere fa, alcuni hanno iniziato ad applaudire quando ha evocato la scissione. Evidentemente non erano toscani.