Una crisi fuori dai palazzi
Filippo Ceccarelli , di FILIPPO CECCARELLITra spiagge e ville l’agosto dei proclami. I comizi al bagno Papeete di Salvini, le convocazioni dei 5S nella casa di Bibbona di Beppe Grillo, la lezione al Ciocco di Renzi nella sua scuola di politica: dopo la fine del governo, tutti gli incontri e gli annunci sono stati fatti lontano dai luoghi istituzionali
Leader, presidenti, ministri, ex ministri, capataz e capetti si vedono dovunque, ma anche da nessuna parte. E' una crisi di governo fuori sede e dei fuorisede; e fra le diverse ragioni che la rendono particolarmente bislacca c'è pure che non ha avuto una sua logistica e forse mai nemmeno un suo centro.
Il breve incontro di ieri pomeriggio a Palazzo Chigi fa storia a sé, nel senso che è servito a preparare il secondo. Per il resto la crisi è certamente cominciata, come ben spiegato l'altroieri da Gabriele Romagnoli, al Papeete beach di Milano Marittima, presso cui è in funzione addirittura una pista di go-kart. Poi, fatto un breve ma vistoso passaggio nell'aula di Palazzo Madama, si è diffusa spezzettandosi nei luoghi più diversi al seguito dei protagonisti: ancora spiagge, strutture alberghiere, abitazioni private di mare e di città in un va e vieni tanto asimmetrico quanto improvvisato e casuale.
E d'accord…
Il breve incontro di ieri pomeriggio a Palazzo Chigi fa storia a sé, nel senso che è servito a preparare il secondo. Per il resto la crisi è certamente cominciata, come ben spiegato l'altroieri da Gabriele Romagnoli, al Papeete beach di Milano Marittima, presso cui è in funzione addirittura una pista di go-kart. Poi, fatto un breve ma vistoso passaggio nell'aula di Palazzo Madama, si è diffusa spezzettandosi nei luoghi più diversi al seguito dei protagonisti: ancora spiagge, strutture alberghiere, abitazioni private di mare e di città in un va e vieni tanto asimmetrico quanto improvvisato e casuale.
E d'accord…
Leader, presidenti, ministri, ex ministri, capataz e capetti si vedono dovunque, ma anche da nessuna parte. E' una crisi di governo fuori sede e dei fuorisede; e fra le diverse ragioni che la rendono particolarmente bislacca c'è pure che non ha avuto una sua logistica e forse mai nemmeno un suo centro.
Il breve incontro di ieri pomeriggio a Palazzo Chigi fa storia a sé, nel senso che è servito a preparare il secondo. Per il resto la crisi è certamente cominciata, come ben spiegato l'altroieri da Gabriele Romagnoli, al Papeete beach di Milano Marittima, presso cui è in funzione addirittura una pista di go-kart. Poi, fatto un breve ma vistoso passaggio nell'aula di Palazzo Madama, si è diffusa spezzettandosi nei luoghi più diversi al seguito dei protagonisti: ancora spiagge, strutture alberghiere, abitazioni private di mare e di città in un va e vieni tanto asimmetrico quanto improvvisato e casuale.
E d'accordo "l'agosto folle", come l'ha designato Renzi, d'accordo la rivoluzione tecno-digitale e il batti-e-ribatti social che consentono connessioni in tempo reale, ma pare di scorgere in questa disseminazione parecchie conferme dell'odierna politica, o post-politica che sia, in termini di individualismo, privatizzazione, leggerezza, nomadismo, privilegio, attitudine in qualche modo circense, mancanza di trasparenza e via, fino alla scomparsa o almeno al tendenziale superamento dei luoghi deputati della vita pubblica.
Per cui ha fatto notizia che Salvini, un certo giorno, sia tornato al Viminale, e lì si sia fatto pure fotografare alla scrivania, quando nella prima Repubblica era ferrea tradizione che a Ferragosto tutti i leader e governanti potessero starsene in vacanza, meno il ministro dell'Interno, fermo al suo posto, o in visita alle forze di Pubblica Sicurezza, a garanzia di un ordine e di un codice che evidentemente si sono dissolti o nebulizzati. E infatti prima durante e dopo il 15 Salvini è continuato a girare come una trottola facendo in modo che la sua apocalittica Bestia social lo ritraesse fra le zucchine toscane del suocero, in spiaggia romagnola con la sua figlia "principessina", ma non - anche se la cosa è filtrata lo stesso - in una breve e romantica fuga d'amore con la fidanzata in Umbria.
Nel frattempo la crisi si sviluppava confusamente, in qualche misura mettendo anche a nudo le incertezze e le contraddizioni per così dire geografiche dei partiti. Zingaretti, per dire, l'ha gestita restando asserragliato con i suoi nella sede del Nazareno, quella stessa che appena eletto alla guida del Pd voleva assolutamente abbandonare perché simbolo di una stagione compromessa. Per cui, non molti mesi orsono, aveva esposto programmi di rigenerante riconversione, giunto era il tempo di andare finalmente in periferia, s'erano anche trovati degli stabili adatti, belli poveri, viale Marconi, via Ostiense, ma in fondo... Però a un certo punto qualcuno si deve essere accorto che la soluzione, guarda un po' gli scherzi del mercato, non era economica; e che restare lì vicino ai palazzi era molto, ma molto più comodo.
Renzi, d'altra parte, che non si fa tutti questi scrupoli sociopolitici, durante la crisi ha impiantato una scuola di partito, o summer school, comunque tutta sua. Non l'ha dedicata, come nei vecchi piani, a Pasolini, ma "Meritare l'Italia", che suona più in linea con l'immaginario dell'ex Rottamatore. Ma soprattutto ha fatto in modo che fosse insediata e ospitata dal suo amico capogruppo Marcucci nell'albergone di famiglia in Garfagnana, che quest'ultimo, si è potuto leggere, raggiunge in elicottero.
La vasta e ricca struttura si chiama "Il Ciocco", donde l'arricchimento dell'articolazione correntizia democratica con la nascita dei giovani "cioccorenziani". Di giorno, nonostante il divieto dei telefonino, durante una lezione su Machiavelli (!) gli è "scappato" un audio, ma poi con la maglia numero 9 del Brasile Renzi ha fatto gol. Di sera karaoke.
A un certo punto Beppe Grillo, Elevato fuorisede per antonomasia, ha convocato i maggiorenti cinque stelle nella sua villa a Marina di Bibbona, quella stessa da cui, dopo l'affermazione elettorale dei cinque stelle del 2013, si mostrò ai fotografi vestito da alieno, ma fuori della quale alcuni ribelli del Movimento vennero a protestare. Non sarà Villa La Certosa, ma è pur sempre un gran bel posto. Il tempo dello streaming è finito. Non si sa se gli storici del futuro potranno conoscere i resoconti della riunione, ma per il momento anche gli iscritti Rousseau dovranno accontentarsi del più misterioso arcano - a parte un successivo video di Beppe che dice complicate indossando un capoccione di sè medesimo.
Anche l'indirizzo di casa del sottosegretario grillino Spadafora, dove hanno preso a riunirsi a Roma gli ottimati cinque stelle, tra loro e anche con quelli del Pd, è diventato top secret. A fatica, sfidando le inevitabili ragioni di sicurezza, qualche temerario giornalista ha scritto che si trova "dietro piazza Navona". E' invece acclarato che durante il primo incontro si è mangiata pizza bianca.
Intanto Giorgetti è stato segnalato al Meeting di Rimini. Calenda non pervenuto.
Il breve incontro di ieri pomeriggio a Palazzo Chigi fa storia a sé, nel senso che è servito a preparare il secondo. Per il resto la crisi è certamente cominciata, come ben spiegato l'altroieri da Gabriele Romagnoli, al Papeete beach di Milano Marittima, presso cui è in funzione addirittura una pista di go-kart. Poi, fatto un breve ma vistoso passaggio nell'aula di Palazzo Madama, si è diffusa spezzettandosi nei luoghi più diversi al seguito dei protagonisti: ancora spiagge, strutture alberghiere, abitazioni private di mare e di città in un va e vieni tanto asimmetrico quanto improvvisato e casuale.
E d'accordo "l'agosto folle", come l'ha designato Renzi, d'accordo la rivoluzione tecno-digitale e il batti-e-ribatti social che consentono connessioni in tempo reale, ma pare di scorgere in questa disseminazione parecchie conferme dell'odierna politica, o post-politica che sia, in termini di individualismo, privatizzazione, leggerezza, nomadismo, privilegio, attitudine in qualche modo circense, mancanza di trasparenza e via, fino alla scomparsa o almeno al tendenziale superamento dei luoghi deputati della vita pubblica.
Per cui ha fatto notizia che Salvini, un certo giorno, sia tornato al Viminale, e lì si sia fatto pure fotografare alla scrivania, quando nella prima Repubblica era ferrea tradizione che a Ferragosto tutti i leader e governanti potessero starsene in vacanza, meno il ministro dell'Interno, fermo al suo posto, o in visita alle forze di Pubblica Sicurezza, a garanzia di un ordine e di un codice che evidentemente si sono dissolti o nebulizzati. E infatti prima durante e dopo il 15 Salvini è continuato a girare come una trottola facendo in modo che la sua apocalittica Bestia social lo ritraesse fra le zucchine toscane del suocero, in spiaggia romagnola con la sua figlia "principessina", ma non - anche se la cosa è filtrata lo stesso - in una breve e romantica fuga d'amore con la fidanzata in Umbria.
Nel frattempo la crisi si sviluppava confusamente, in qualche misura mettendo anche a nudo le incertezze e le contraddizioni per così dire geografiche dei partiti. Zingaretti, per dire, l'ha gestita restando asserragliato con i suoi nella sede del Nazareno, quella stessa che appena eletto alla guida del Pd voleva assolutamente abbandonare perché simbolo di una stagione compromessa. Per cui, non molti mesi orsono, aveva esposto programmi di rigenerante riconversione, giunto era il tempo di andare finalmente in periferia, s'erano anche trovati degli stabili adatti, belli poveri, viale Marconi, via Ostiense, ma in fondo... Però a un certo punto qualcuno si deve essere accorto che la soluzione, guarda un po' gli scherzi del mercato, non era economica; e che restare lì vicino ai palazzi era molto, ma molto più comodo.
Renzi, d'altra parte, che non si fa tutti questi scrupoli sociopolitici, durante la crisi ha impiantato una scuola di partito, o summer school, comunque tutta sua. Non l'ha dedicata, come nei vecchi piani, a Pasolini, ma "Meritare l'Italia", che suona più in linea con l'immaginario dell'ex Rottamatore. Ma soprattutto ha fatto in modo che fosse insediata e ospitata dal suo amico capogruppo Marcucci nell'albergone di famiglia in Garfagnana, che quest'ultimo, si è potuto leggere, raggiunge in elicottero.
La vasta e ricca struttura si chiama "Il Ciocco", donde l'arricchimento dell'articolazione correntizia democratica con la nascita dei giovani "cioccorenziani". Di giorno, nonostante il divieto dei telefonino, durante una lezione su Machiavelli (!) gli è "scappato" un audio, ma poi con la maglia numero 9 del Brasile Renzi ha fatto gol. Di sera karaoke.
A un certo punto Beppe Grillo, Elevato fuorisede per antonomasia, ha convocato i maggiorenti cinque stelle nella sua villa a Marina di Bibbona, quella stessa da cui, dopo l'affermazione elettorale dei cinque stelle del 2013, si mostrò ai fotografi vestito da alieno, ma fuori della quale alcuni ribelli del Movimento vennero a protestare. Non sarà Villa La Certosa, ma è pur sempre un gran bel posto. Il tempo dello streaming è finito. Non si sa se gli storici del futuro potranno conoscere i resoconti della riunione, ma per il momento anche gli iscritti Rousseau dovranno accontentarsi del più misterioso arcano - a parte un successivo video di Beppe che dice complicate indossando un capoccione di sè medesimo.
Anche l'indirizzo di casa del sottosegretario grillino Spadafora, dove hanno preso a riunirsi a Roma gli ottimati cinque stelle, tra loro e anche con quelli del Pd, è diventato top secret. A fatica, sfidando le inevitabili ragioni di sicurezza, qualche temerario giornalista ha scritto che si trova "dietro piazza Navona". E' invece acclarato che durante il primo incontro si è mangiata pizza bianca.
Intanto Giorgetti è stato segnalato al Meeting di Rimini. Calenda non pervenuto.