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Governo, la provocazione della Lega: “Nove senatori grillini contrari al governo con il Pd”

Il vicesegretario leghista Crippa rivela che sarebbero pronti a formare un nuovo gruppo che si chiamerebbe “Liberi cittadini" e sarebbero pronti ad affossare il nuovo esecutivo in cambio di un seggio parlamentare. Salvini ci spera: “Non è detto che il Conte 2 parta”
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 Il Conte bis non è ancora nato che si allungano già le ombre dei franchi tiratori pronti ad assassinarlo in culla. Nove senatori 5stelle, per l'esattezza, sarebbero i "Bruti" col coltello dietro la schiena, a sentire nientemeno che il numero due della Lega, il giovane vicesegretario Andrea Crippa. Avrebbero anche un nome, i "Liberi cittadini", per approdare dopo lo strappo al gruppo misto e poi, chissà, proprio nelle liste elettorali del primo partito italiano.

Ne nasce una spy-story in salsa senatoriale, storia di vere o preseunte compravendite, di audio che avrebbero registrato i contatti, di pozzi avvelenati e vendette tra ex alleati, senza esclusioni di colpi ormai. Quel che è certo è che Matteo Salvini non si è ancora rassegnato a lasciare il governo (e il Viminale) e lavora al colpaccio, anche se la piattaforma Rousseau dovesse sancire l'alleanza con il Pd. "Le nostre porte sono aperte e vedrete ch…
 Il Conte bis non è ancora nato che si allungano già le ombre dei franchi tiratori pronti ad assassinarlo in culla. Nove senatori 5stelle, per l'esattezza, sarebbero i "Bruti" col coltello dietro la schiena, a sentire nientemeno che il numero due della Lega, il giovane vicesegretario Andrea Crippa. Avrebbero anche un nome, i "Liberi cittadini", per approdare dopo lo strappo al gruppo misto e poi, chissà, proprio nelle liste elettorali del primo partito italiano.

Ne nasce una spy-story in salsa senatoriale, storia di vere o preseunte compravendite, di audio che avrebbero registrato i contatti, di pozzi avvelenati e vendette tra ex alleati, senza esclusioni di colpi ormai. Quel che è certo è che Matteo Salvini non si è ancora rassegnato a lasciare il governo (e il Viminale) e lavora al colpaccio, anche se la piattaforma Rousseau dovesse sancire l'alleanza con il Pd. "Le nostre porte sono aperte e vedrete che nelle prossime ore ci saranno sorprese, non è affatto detto che questo governo parta", hanno sentito con le loro orecchie i dirigenti dal segretario impegnato in giro per feste e saghe al Nord, ultima la Berghem fest di domenica.

Nelle ultime settimane si sono moltiplicate voci sui contatti attivati per corteggiare senatori determinanti del M5S. Quindici giorni fa era stato Gianfranco Rotondi, deputato forzista amico di diversi grillini, ad annunciare la partenza dello scouting. Il fatto è che quella campagna non avrebbe sortito in realtà i risultati sperati. Se fosse andata a segno, sarebbe rimasta coperta fino al momento clou del voto di fiducia, raccontano più fonti parlamentari. "Quando nel 1998 Silvio Liotta fece cadere il governo Prodi, rimase coperto fino al momento del voto", ricorda proprio Rotondi: "La stessa cosa mi dicono non si sia verificata in questi giorni".

Nascerebbe da qui la sortita a sorpresa del vicesegretario leghista Crippa. Un fulmine a ciel sereno per destabilizzare i contraenti: "Mi hanno contattato nove senatori del M5s dicendomi che loro e altri senatori e deputati del Movimento non vogliono votare la fiducia a questo governo Conte e sono pronti a dire no se gli garantiamo un seggio", è la clamorosa rivelazione. "Ho detto loro che non siamo un'assicurazione per la vita su nessuno, ma valuteremo caso per caso i parlamentari che hanno mostrato ampia condivisione su temi portanti come tasse, autonomia, immigrazione, legittima difesa.

Le porte della Lega non sono chiuse ma aperte". Porte aperte, come dice Salvini. Ma perché l'esigenza di annunciare la campagna, quasi mettendo le mani avanti? Nei corridoi di un Montecitorio ancora semideserto diventa un tam tam l'indiscrezione secondo la quale circolerebbero degli audio, registrati proprio dai grillini contattati e pronti ora a pubblicare i clamorosi tentativi di scouting. Il partito di via Bellerio, per bocca del capogruppo Massimiliano Romeo, nega con decisione che qualsiasi scouting si sia verificato. Secondo altri invece i nove "Liberi cittadini" avrebbero blindato davvero l'accordo, pronti a venire allo scoperto. Mistero.

Certo è che viene allo scoperto intanto proprio l'indiziato numero uno del passaggio al "nemico", il senatore 5S Gianluigi Paragone (ex direttore de La Padania) per prendere le distanze: "Crippa ha detto una volgarità politica, sono certo che nel M5S nessuno sia in vendita e nella Lega nessuno apra la porta a parlamentari provenienti da altre forze". Paola Taverna è più ruspante nel commento: "Il Movimento non è in vendita, nel partito di Salvini si può entrare solo per avere una mappa dei barman che fanno meglio il mojito". Il capogruppo al Senato Stefano Patuanelli definisce "inquietanti le parole di Crippa, chi ha tradito gli italiani facendo cadere il governo ci fa ripiombare nella peggiore politica". Sembra un discorso chiuso, il fantasma dei nove aleggerà tuttavia fino al voto di fiducia al Conte bis, se si arriverà a quel voto.