Crescita, migranti, Ue. Alla Camera il primo test del governo giallo-rosso
Tommaso Ciriaco , di TOMMASO CIRIACOIl premier Conte chiederà oggi la fiducia sui 29 punti del suo programma. Domani tocca al Senato dove la maggioranza è certa dei suoi numeri. Ma la Lega promette: "Nelle commissioni sarà un Vietnam"
Soltanto stamattina scioglierà il dilemma. E deciderà se indossare la cravatta bordeaux già sfoggiata per affossare Matteo Salvini al Senato, che è la tentazione scaramantica di queste ore, oppure mostrare tonalità pastello più chiare. Di certo, Giuseppe Conte si presenterà oggi alle 11 di fronte all'Aula della Camera e invocherà una tregua nazionale, "è finito il tempo delle contrapposizioni, serve un governo per il Paese". Deve ottenere la fiducia dei deputati per il suo governo. Domani, poi, il secondo atto al Senato. Voteranno a favore del nuovo esecutivo il Movimento, il Pd e "Liberi e Uguali". Contro, invece, la Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia.
In piazza Montecitorio il centrodestra ha mobilitato i militanti per denunciare il patto giallo-rosso. Ci sarà anche Matteo Salvini, che ha deciso durante le vacanze al Papeete di chiudere con l'esperienza gialloverde. Tra le novi…
In piazza Montecitorio il centrodestra ha mobilitato i militanti per denunciare il patto giallo-rosso. Ci sarà anche Matteo Salvini, che ha deciso durante le vacanze al Papeete di chiudere con l'esperienza gialloverde. Tra le novi…
Soltanto stamattina scioglierà il dilemma. E deciderà se indossare la cravatta bordeaux già sfoggiata per affossare Matteo Salvini al Senato, che è la tentazione scaramantica di queste ore, oppure mostrare tonalità pastello più chiare. Di certo, Giuseppe Conte si presenterà oggi alle 11 di fronte all'Aula della Camera e invocherà una tregua nazionale, "è finito il tempo delle contrapposizioni, serve un governo per il Paese". Deve ottenere la fiducia dei deputati per il suo governo. Domani, poi, il secondo atto al Senato. Voteranno a favore del nuovo esecutivo il Movimento, il Pd e "Liberi e Uguali". Contro, invece, la Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia.
In piazza Montecitorio il centrodestra ha mobilitato i militanti per denunciare il patto giallo-rosso. Ci sarà anche Matteo Salvini, che ha deciso durante le vacanze al Papeete di chiudere con l'esperienza gialloverde. Tra le novità, la nuova ministra dell'Interno, Luciana Lamorgese, il giovane ministro del Sud Peppe Provenzano, la responsabile dell'Innovazione Paola Pisano - in "quota Casaleggio" - e Francesco Boccia, che dovrà gestire il delicato percorso delle autonomie con un Nord avvolto dal verde leghista.Conte, invece, conferma il suo staff per il bis. Con una novità: il segretario generale di Palazzo Chigi Roberto Chieppa sarà sottosegretario alla Presidenza, con il compito di aggirare con discrezione Riccardo Fraccaro, scelto da Di Maio per controllare le mosse del premier.
Interverrà alla Camera, Conte, dopo un week end speso a Roma tra i Parioli e la sua casa in centro. Ed è deciso a ignorare Salvini e gli ultimi quattordici mesi di populismo. Presenterà il programma di governo in 29 punti, promettendo una "stagione di riforme" e un "nuovo umanesimo", lo chiama così, che dovrà portare riforme sociali, un nuovo corso sull'immigrazione e con l'Europa, dopo il tempo degli insulti e dei balconi occupati a Palazzo Chigi.
Il pallottoliere sorride al nuovo governo. Alla Camera i numeri sono larghi. E al Senato la conta non preoccupa, almeno per il momento: l'asticella dovrebbe fermarsi al massimo a quota 172, anche se sono possibili defezioni dell'ultima ora. Nel dettaglio: Movimento e Pd hanno 155 voti (non si contano i due dissidenti interni, il 5S Gianluigi Paragone e il dem Matteo Richetti, più un'altra senatrice assente da tempo), ai quali vanno sommati undici senatori del Misto - quattro sono di LeU, quattro ex grillini, due del Maie e Riccardo Nencini - tre del gruppo delle Autonomie, tre senatori a vita (Liliana Segre, Elena Cattaneo e, probabilmente, Mario Monti). Altri tre senatori, quelli dell'Svp, si asterranno, ma poi sosterranno l'esecutivo nel corso della navigazione. E così faranno nei prossimi mesi alcuni parlamentari di Forza Italia dati in avvicinamento all'area renziana. Sono numeri solidi. Ma che dovranno reggere agli sgambetti nelle commissioni in mano ai leghisti: in particolare la Bilancio della Camera, Finanze e Affari costituzionali del Senato. Un Vietnam, promettono. Ma ormai dall'opposizione.
In piazza Montecitorio il centrodestra ha mobilitato i militanti per denunciare il patto giallo-rosso. Ci sarà anche Matteo Salvini, che ha deciso durante le vacanze al Papeete di chiudere con l'esperienza gialloverde. Tra le novità, la nuova ministra dell'Interno, Luciana Lamorgese, il giovane ministro del Sud Peppe Provenzano, la responsabile dell'Innovazione Paola Pisano - in "quota Casaleggio" - e Francesco Boccia, che dovrà gestire il delicato percorso delle autonomie con un Nord avvolto dal verde leghista.Conte, invece, conferma il suo staff per il bis. Con una novità: il segretario generale di Palazzo Chigi Roberto Chieppa sarà sottosegretario alla Presidenza, con il compito di aggirare con discrezione Riccardo Fraccaro, scelto da Di Maio per controllare le mosse del premier.
Interverrà alla Camera, Conte, dopo un week end speso a Roma tra i Parioli e la sua casa in centro. Ed è deciso a ignorare Salvini e gli ultimi quattordici mesi di populismo. Presenterà il programma di governo in 29 punti, promettendo una "stagione di riforme" e un "nuovo umanesimo", lo chiama così, che dovrà portare riforme sociali, un nuovo corso sull'immigrazione e con l'Europa, dopo il tempo degli insulti e dei balconi occupati a Palazzo Chigi.
Il pallottoliere sorride al nuovo governo. Alla Camera i numeri sono larghi. E al Senato la conta non preoccupa, almeno per il momento: l'asticella dovrebbe fermarsi al massimo a quota 172, anche se sono possibili defezioni dell'ultima ora. Nel dettaglio: Movimento e Pd hanno 155 voti (non si contano i due dissidenti interni, il 5S Gianluigi Paragone e il dem Matteo Richetti, più un'altra senatrice assente da tempo), ai quali vanno sommati undici senatori del Misto - quattro sono di LeU, quattro ex grillini, due del Maie e Riccardo Nencini - tre del gruppo delle Autonomie, tre senatori a vita (Liliana Segre, Elena Cattaneo e, probabilmente, Mario Monti). Altri tre senatori, quelli dell'Svp, si asterranno, ma poi sosterranno l'esecutivo nel corso della navigazione. E così faranno nei prossimi mesi alcuni parlamentari di Forza Italia dati in avvicinamento all'area renziana. Sono numeri solidi. Ma che dovranno reggere agli sgambetti nelle commissioni in mano ai leghisti: in particolare la Bilancio della Camera, Finanze e Affari costituzionali del Senato. Un Vietnam, promettono. Ma ormai dall'opposizione.