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L'ex segretario Pd Maurizio Martina in corsa per la casella di viceministro al Viminale  

Sottosegretari, notte di liti. Martina punta al Viminale

Stamattina le nomine in Consiglio dei ministri. I 5Stelle volevano rinviare ancora ma il premier irritato ha imposto la chiusura
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È stata la lunga notte dei sottosegretari. Un conclave no-stop che per il premier Conte si è rivelato quasi più complicato di quello destinato ai ministri.

Anche perché i posti da assegnare stavolta sono 42, ma distribuiti tra i 22 del M5S, i 18 riservati al Pd e i due (forse uno) a Leu. Sta di fatto che quando ieri mattina il capo del Movimento, Luigi Di Maio, ha fatto sapere che no, loro non erano pronti, che la partita non si sarebbe chiusa nel Consiglio dei ministri del pomeriggio, che sarebbe stato meglio rinviare alla prossima settimana, il presidente l'ha presa malissimo. E, raccontano, si è imposto: "Scordatevi che si possa andare a martedì".

Il governo senza quelle deleghe non è operativo. E poi, in quei minuti Matteo Salvini faceva partire la contraerea, chiamando in causa addirittura il Quirinale: "Dopo neanche una settimana al governo già si scannano per le poltrone. Presidente Mattarella, davvero…
È stata la lunga notte dei sottosegretari. Un conclave no-stop che per il premier Conte si è rivelato quasi più complicato di quello destinato ai ministri.

Anche perché i posti da assegnare stavolta sono 42, ma distribuiti tra i 22 del M5S, i 18 riservati al Pd e i due (forse uno) a Leu. Sta di fatto che quando ieri mattina il capo del Movimento, Luigi Di Maio, ha fatto sapere che no, loro non erano pronti, che la partita non si sarebbe chiusa nel Consiglio dei ministri del pomeriggio, che sarebbe stato meglio rinviare alla prossima settimana, il presidente l'ha presa malissimo. E, raccontano, si è imposto: "Scordatevi che si possa andare a martedì".

Il governo senza quelle deleghe non è operativo. E poi, in quei minuti Matteo Salvini faceva partire la contraerea, chiamando in causa addirittura il Quirinale: "Dopo neanche una settimana al governo già si scannano per le poltrone. Presidente Mattarella, davvero gli Italiani meritavano uno schifo simile?".

Dario Franceschini, ministro e capodelegazione pd, allora fa da sponda al premier. Resta con lui per sciogliere i nodi irrisolti. Di Maio non può sottrarsi. Parte così una lunga riunione che ancora in nottata non era terminata. Attorno al tavolo, con il padrone di casa e i due capi delegazione, anche Andrea Orlando per il Pd e Vincenzo Spadafora per il M5S. Col termine ultimo fissato da Conte: la chiusura entro stamattina per procedere alla nomina dei sottosegretari con un Consiglio dei ministri straordinario da tenere nelle prossime ore. In ogni caso, ha fatto sapere, prima della sua visita delle 14 ad Accumoli e in altri centri terremotati.

Nel Movimento si sono accese le ultime scintille. Ad esempio per la conquista della casella di vice all'Economia, dove Laura Castelli dovrebbe spuntarla (con l'aiuto di Di Maio) su Stefano Buffagni. La loro richiesta è anche quella di assegnare al pd solo un posto da sottosegretario per affiancare il ministro Roberto Gualtieri (e il nome prescelto è Antonio Misiani). Ma i 5S hanno anche cercato di strappare agli alleati (con Emilio Carelli) la delicatissima delega all'Editoria, che però fino a tardi appariva saldamente nelle mani di Andrea Martella.

Una partita a parte si è giocata sul ministero dell'Interno. Obiettivo di tutti è quello di "de-politicizzare" il Viminale post Salvini. L'idea è quella di indicare solo due sottosegretari (senza vice) sotto la guida di Luciana Lamorgese. E se nel Movimento scalpitano l'ex ministra della Difesa Elisabetta Trenta e Carlo Sibilia, nel pd le quotazioni di Emanuele Fiano in serata erano scese in favore di Maurizio Martina.

Ecco, in casa pd non è che tutti i dossier fossero chiusi, a dispetto delle rassicurazioni ("Noi non litighiamo per i sottosegretari" dice Maria Elena Boschi), anzi. Per esempio nella distribuzione interna: 12 alla maggioranza di Zingaretti e sei alla minoranza, ma proprio sulle cariche da assegnare ai tre renziani i giochi non si erano chiusi.

Si parla ancora di Anna Ascani all'Istruzione, ma anche di un posto per Luigi Marattin o Debora Serracchiani, come pure per Simona Malpezzi. Si sa invece che (in quota segretario) si cercava una collocazione per ben due assessori di Zingaretti in Regione: Lorenza Bonaccorsi (vicina a Gentiloni) e Giampaolo Manzella. Libererebbero altrettante poltrone in giunta per un due tecnici di area M5S. Sarebbe l'inizio di un percorso.

E si è parlato anche di Piero De Luca, figlio del governatore campano assai inviso ai grillini. Leu conta di piazzare due donne: Michela Rostan e Rossella Muroni.