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(agf)

Vespa: "Renzi non ha alcun interesse a far cadere il governo. I due Matteo sono eretici e il match in tv conviene a entrambi"

Il conduttore, acclamato dal popolo di Fdi ad Atreju dove ha intervistato Conte, parla della prossima sfida - nel suo programma - tra Salvini e l'ex premier. E sul caso della donna, vittima di tentato omicidio, ospite di Porta a Porta: "C'è stato un equivoco di cui mi sono scusato. Ma sia la signora che il suo avvocato mi avevano ringraziato"
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Festa di Atreju, Bruno Vespa intervista il premier Conte e diventa il beniamino del popolo di Fdi: domande sull'immigrazione  e sulle tasse e giù applausi sotto il tendone. Per lui, non certo per le risposte del capo del governo, appena tollerato (in quanto ospite) dai supporter di Giorgia Meloni. Ma il conduttore del più famoso salotto tv è già proiettato verso un altro confronto. Il più atteso dell'autunno politico e televisivo.

Direttore Vespa, che confronto sarà? L'ex premier dice "divertente". Non c'è il rischio della rissa verbale, considerando la tempra dei due?
"Sicuramente non ci annoieremo. Sarà un confronto più vivace rispetto a quelli ai quali abbiamo assistito in passato. Comunque un unicum: il problema è che questa nuova generazione di politici, anche le seconde linee, diciamolo, non ama i confronti. Già è grasso che cola quando accettano uno o due gio…
Festa di Atreju, Bruno Vespa intervista il premier Conte e diventa il beniamino del popolo di Fdi: domande sull'immigrazione  e sulle tasse e giù applausi sotto il tendone. Per lui, non certo per le risposte del capo del governo, appena tollerato (in quanto ospite) dai supporter di Giorgia Meloni. Ma il conduttore del più famoso salotto tv è già proiettato verso un altro confronto. Il più atteso dell'autunno politico e televisivo.

Direttore Vespa, che confronto sarà? L'ex premier dice "divertente". Non c'è il rischio della rissa verbale, considerando la tempra dei due?
"Sicuramente non ci annoieremo. Sarà un confronto più vivace rispetto a quelli ai quali abbiamo assistito in passato. Comunque un unicum: il problema è che questa nuova generazione di politici, anche le seconde linee, diciamolo, non ama i confronti. Già è grasso che cola quando accettano uno o due giornalisti in studio. Un peccato, perché la tv è fatta di confronti, è nei confronti che si forma l'opinione pubblica".

Perché loro due decidono di farlo?
"La sfida l'ha lanciata Renzi, in studio da noi l'altra sera. Io ho mandato in tempo reale un messaggio su Whatsapp a Salvini, che era online, e ha accettato. Credo che lo facciano perché ne hanno voglia e serve a entrambi. Non ci sono elezioni alle porte, se si esclude l'Umbria una decina di giorni dopo, ma i due Matteo saranno alla vigilia della Leopolda, l'uno, e della piazza San Giovanni, l'altro, due appuntamenti cruciali per la ripartenza di entrambi. Spero sia un confronto il più sciolto e informale possibile".

Ecco, lei li conosce discretamente bene. Qualche tempo fa l'Espresso li ha foto-montati come due metà di una stessa faccia. È così? In cosa si distinguono e in cosa si somigliano?
"Si somigliano per il dato anagrafico, sono due giovani leader. E non è cosa da poco. Per il resto, davvero poco simili. Se si eccettua il fatto che sono due eretici. Renzi lo è per natura e la scissione ne è una conferma. Salvini a lungo lo è stato nella Lega, partito nel quale non riscuoteva certo le simpatie di Bossi e in cui ha contribuito all'ascesa di Maroni, proprio in rotta col fondatore, non dimentichiamolo".

Il segretario leghista da vicepremier è stato la spina nel fianco del primo governo Conte. Renzi si candida ad esserlo del Conte bis. Tra i due Mattei il governo (Conte) muore? O avrà lunga vita?
"Renzi ha la pistola puntata sul tavolo. Sta solo a lui premerla o meno".

Lo farà?
"Non avrebbe alcuna convenienza nel farlo adesso. L'incidente ci può stare, sia chiaro: le vicende Bertinotti e Mastella nei due governi Prodi sono lì a dimostrarlo. Ma la volontà generale, per le forze di maggioranza, è di far durare l'esecutivo. Renzi non ha alcuna convenienza ad aprire la crisi: deve ristrutturarsi, allargare il suo consenso a destra, credo che lui abbia già chiuso le iscrizioni a sinistra per lavorare invece sull'altro fronte".

Salvini dovrà rassegnarsi a una lunga traversata nel deserto?
"Mai dirlo in anticipo. Ma ci sono due collanti da tenere in considerazione. Primo, le nomine di primavera, parliamo di 400 cariche che regolano il funzionamento di aziende vitali per lo Stato e nessuno vorrà rinunciare a dire la sua. Secondo, il Presidente della Repubblica. Ricordiamoci che non è stato mai eletto un capo dello Stato di centrodestra".

E Renzi si candida ad essere determinante anche nella scelta del successore di Sergio Mattarella.
"Renzi si candida ad essere determinante per tutto, numeri alla mano".

A quale confronto del passato potrebbe paragonare il duello di metà ottobre?
"Verrebbe da dire Silvio Berlusconi e Romano Prodi, ma appartenevano a un altro mondo, un'altra era politica. Son due coppie politiche diverse. Non ci sono precedenti paragonabili".

Martedì sera è stata ospite di Porta a Porta Lucia Panigalli, vittima di un tentato omicidio ad opera dell'ex compagno e oggi finita sotto tutela. In quell'occasione lei ha dichiarato: "Signora, se avesse voluto ucciderla l'avrebbe fatto", suscitando grande clamore, sui social e non solo. Si è pentito di quella frase?
"Punto primo. Porta a Porta, come la Rai, da sempre ha ospitato tutte le donne vittime di episodi gravi e i parenti delle vittime che hanno accettato di venire in trasmissione. La linea sulla violenza contro le donne è chiarissima ed è intollerabile, per me inaccettabile che si avanzino obiezioni, che si facciano illazioni. Punto secondo: non si era mai vista una polemica esplosa in tv dopo che la donna intervistata e il suo avvocato abbiano ringraziato il giornalista. Lì c'è stato un equivoco, di cui mi sono scusato, legato in parte alle modalità del primo tentato omicidio e poi al fatto che l'ex compagno, che aveva armato un balordo per ucciderla promettendo 25 mila euro, poi non è finito in galera, ma in libertà vigilata. Ma solo perché c'è una vacatio legis, che in casi come questo, quando il delitto fortunatamente non viene consumato, non prevede il carcere. Ma ripeto: la mia linea di condotta e quella della Rai, sulle vicende legate alla violenza contro le donne, è stata sempre coincidente e inattaccabile".

Eppure, l'Ordine dei giornalisti annuncia un procedimento disciplinare contro di lei. La Fnsi e l'Usigrai parlano di "morbosa intervista", condotta da un "noto artista della tv pubblica".
"Mi sono dimesso tre anni fa dalla Fnsi, perché questo è l'atteggiamento tenuto, e non da ora, nei confronti di un iscritto".

Perché? Cos'hanno contro di lei?
"Ah, non lo so. Dovremmo tornare indietro di cinquant'anni. Diciamo che sono una persona fortunata, ma che ha pagato per la sua fortuna".

Direttore Vespa, da quanti anni conduce Porta a Porta?
"Dal 22 gennaio 1996. Quella appena iniziata è la venticinquesima stagione".

Ha calcolato quanti governi si sono succeduti?
"Tredici governi e 10 presidenti del Consiglio si sono seduti nel mio salotto. E nessuno, dico nessuno, ha mai avuto da ridire, ha mai lamento un mio comportamento scorretto. Un programma può piacere o meno, e questo fa parte del gioco, la correttezza e la linearità sono un'altra cosa".