Conte sfida la platea della destra: “Chiedete a Salvini perché è isolato”
Carmelo Lopapa , di CARMELO LOPAPAIl presidente del Consiglio al meeting di Fdi tra selfie e fischi attacca il leader della Lega. Che replica: "Ha qualcosa da nascondere". Il sovranista Orbán dal palco: "L'Italia si è separata dal popolo". Di Maio: "Eviti ingerenze"
Il premier più democristiano e quello più sovranista d'Europa. Sotto lo stesso tendone. Che diventa la fossa dei leoni della destra, per Giuseppe Conte. La curva ultrà anti Ue e anti immigrati, per il capo del governo ungherese, il "fratello" Viktor Orbàn, come lo chiamano qui.
"Giorgia, tu pensavi che non venissi. Non mi conosci..", sorride il presidente del Consiglio italiano appena arrivato in mattinata ad Atreju, kermesse dei Fratelli d'Italia sull'isola Tiberina.
Dopo la tappa a sinistra, dai neo alleati di Articolo Uno e prima dell'approdo oggi alla festa Cgil di Lecce, ecco gli avversari amici di Salvini. Meloni, padrona di casa, va ad accoglierlo all'ingresso. "No, non ti conosco ma sto imparando a conoscerti, grazie per aver accettato".
A sorpresa, dall'auto scende anche il figlio di Conte, Nicolò. "È che oggi è il mio turno, sono il papà, a chi lo lascio..?&q…
"Giorgia, tu pensavi che non venissi. Non mi conosci..", sorride il presidente del Consiglio italiano appena arrivato in mattinata ad Atreju, kermesse dei Fratelli d'Italia sull'isola Tiberina.
Dopo la tappa a sinistra, dai neo alleati di Articolo Uno e prima dell'approdo oggi alla festa Cgil di Lecce, ecco gli avversari amici di Salvini. Meloni, padrona di casa, va ad accoglierlo all'ingresso. "No, non ti conosco ma sto imparando a conoscerti, grazie per aver accettato".
A sorpresa, dall'auto scende anche il figlio di Conte, Nicolò. "È che oggi è il mio turno, sono il papà, a chi lo lascio..?&q…
Il premier più democristiano e quello più sovranista d'Europa. Sotto lo stesso tendone. Che diventa la fossa dei leoni della destra, per Giuseppe Conte. La curva ultrà anti Ue e anti immigrati, per il capo del governo ungherese, il "fratello" Viktor Orbàn, come lo chiamano qui.
"Giorgia, tu pensavi che non venissi. Non mi conosci..", sorride il presidente del Consiglio italiano appena arrivato in mattinata ad Atreju, kermesse dei Fratelli d'Italia sull'isola Tiberina.
Dopo la tappa a sinistra, dai neo alleati di Articolo Uno e prima dell'approdo oggi alla festa Cgil di Lecce, ecco gli avversari amici di Salvini. Meloni, padrona di casa, va ad accoglierlo all'ingresso. "No, non ti conosco ma sto imparando a conoscerti, grazie per aver accettato".
A sorpresa, dall'auto scende anche il figlio di Conte, Nicolò. "È che oggi è il mio turno, sono il papà, a chi lo lascio..?" quasi si giustifica lui, giusto per fugare i sospetti di chi pensa subito che si sia fatto accompagnare dal piccolo per evitare contestazioni esasperate.
Certo è che appena parte qualche fischio e isolati "buuu", la leader di Fdi fulmina con un gesto della mano: "Siamo i più democratici e ospitali, noi". Il coro "E-le-zio-ni, e-le-zio-ni" si alzerà dai 500 che affollano la platea giusto alla fine dell'ora di intervista condotta da Bruno Vespa dal palco della festa.
Qualche selfie e stretta di mano, comunque. C'è il militante che lo saluta: "Giuseppe, stai sereno". E lui: "Questa è buona". E l'altro: "Presidente Badoglio". Poco distante, il cartonato a disposizione di chi vuol fare "una foto con Giuseppi", nella duplice versione, quella "gialloverde" e quella "giallorossa".
Si parte e il professor Conte tenta subito di ingraziarsi la platea. "Io il Pd non l'ho mai frequentato". Risate e qualche fischio. Il premier corregge: "Intendo dire che anche da accademico non ho mai frequentato un convegno organizzato dal Pd".
Prova a convincerli che lui tratta alla pari Merkel e Macron. Poi contrattacca: "Più tardi qui viene Orban, chiedete a lui, oppure in Polonia a Kaczynski, perché non hanno seguito Salvini. La Lega si è ritrovata completamente isolata. L'Italia mai supportata dai Paesi del patto di Visegrad".
Il leader della Lega la prende malissimo e spara, allusivo. "Conte ha tradito gli italiani per salvare la sua poltrona, ha qualcosa del suo passato da nascondere?". Quando viene chiesto al capo del governo una replica, prima di andar via, si metterà le mani alle orecchie: "Non voglio nemmeno sentire, non chiedete a me di commentare le parole altrui, parlatemi di contenuti. Io ho una responsabilità, devo governare".
Glissa sul suo futuro da candidato premier ("Il presente è già tanto sfidante") e sulla "minaccia" Renzi: "Non penso che sarà Demolition man" (come lo definisce l'Economist). Assicura che in manovra sarà impedito l'aumento dell'Iva (23 miliardi necessari) e che sì, potrebbero essere tassate merendine, bevande gassate e biglietti aerei. Alla fine va via soddisfatto, pericolo scampato.
Altra musica, altra storia tre ore dopo per il premier ungherese Orban, che arriva con un mazzo di fiori per Meloni e solca la folla tra applausi o ovazioni. Musica per le orecchie dei Fratelli d'Italia, "modello di Ue diversa", tutto "confini chiusi per gli immigrati" e "radici cristiane". Loro ricambiano intonando in coro "Ragazzi di Buda", canto simbolo della rivolta anti sovietica di Praga 1956. Orban si esalta: "La vostra presidentessa da noi in Ungheria sarebbe al centro, io sono più a destra di lei".
Meloni ride. Conte gli ha chiesto a distanza se è disponibile a dare una mano sugli immigrati? "L'Ungheria è ben pronta a offrire aiuto all'Italia, ma solo per rimpatriarli nei paesi d'origine, altro che redistribuzione". E giù applausi. Standing ovation quando afferma che "In Italia il governo si è separato dal popolo", che con figure "come Gentiloni la sinistra sta riconquistando il potere in Europa". È già ripartito e il neo ministro degli Esteri Di Maio gli replica: "Eviti ingerenze. Non permetto a nessuno di giudicare o attaccare l'Italia, men che meno a chi fa il sovranista con i nostri confini".
"Giorgia, tu pensavi che non venissi. Non mi conosci..", sorride il presidente del Consiglio italiano appena arrivato in mattinata ad Atreju, kermesse dei Fratelli d'Italia sull'isola Tiberina.
Dopo la tappa a sinistra, dai neo alleati di Articolo Uno e prima dell'approdo oggi alla festa Cgil di Lecce, ecco gli avversari amici di Salvini. Meloni, padrona di casa, va ad accoglierlo all'ingresso. "No, non ti conosco ma sto imparando a conoscerti, grazie per aver accettato".
A sorpresa, dall'auto scende anche il figlio di Conte, Nicolò. "È che oggi è il mio turno, sono il papà, a chi lo lascio..?" quasi si giustifica lui, giusto per fugare i sospetti di chi pensa subito che si sia fatto accompagnare dal piccolo per evitare contestazioni esasperate.
Certo è che appena parte qualche fischio e isolati "buuu", la leader di Fdi fulmina con un gesto della mano: "Siamo i più democratici e ospitali, noi". Il coro "E-le-zio-ni, e-le-zio-ni" si alzerà dai 500 che affollano la platea giusto alla fine dell'ora di intervista condotta da Bruno Vespa dal palco della festa.
Qualche selfie e stretta di mano, comunque. C'è il militante che lo saluta: "Giuseppe, stai sereno". E lui: "Questa è buona". E l'altro: "Presidente Badoglio". Poco distante, il cartonato a disposizione di chi vuol fare "una foto con Giuseppi", nella duplice versione, quella "gialloverde" e quella "giallorossa".
Si parte e il professor Conte tenta subito di ingraziarsi la platea. "Io il Pd non l'ho mai frequentato". Risate e qualche fischio. Il premier corregge: "Intendo dire che anche da accademico non ho mai frequentato un convegno organizzato dal Pd".
Prova a convincerli che lui tratta alla pari Merkel e Macron. Poi contrattacca: "Più tardi qui viene Orban, chiedete a lui, oppure in Polonia a Kaczynski, perché non hanno seguito Salvini. La Lega si è ritrovata completamente isolata. L'Italia mai supportata dai Paesi del patto di Visegrad".
Il leader della Lega la prende malissimo e spara, allusivo. "Conte ha tradito gli italiani per salvare la sua poltrona, ha qualcosa del suo passato da nascondere?". Quando viene chiesto al capo del governo una replica, prima di andar via, si metterà le mani alle orecchie: "Non voglio nemmeno sentire, non chiedete a me di commentare le parole altrui, parlatemi di contenuti. Io ho una responsabilità, devo governare".
Glissa sul suo futuro da candidato premier ("Il presente è già tanto sfidante") e sulla "minaccia" Renzi: "Non penso che sarà Demolition man" (come lo definisce l'Economist). Assicura che in manovra sarà impedito l'aumento dell'Iva (23 miliardi necessari) e che sì, potrebbero essere tassate merendine, bevande gassate e biglietti aerei. Alla fine va via soddisfatto, pericolo scampato.
Altra musica, altra storia tre ore dopo per il premier ungherese Orban, che arriva con un mazzo di fiori per Meloni e solca la folla tra applausi o ovazioni. Musica per le orecchie dei Fratelli d'Italia, "modello di Ue diversa", tutto "confini chiusi per gli immigrati" e "radici cristiane". Loro ricambiano intonando in coro "Ragazzi di Buda", canto simbolo della rivolta anti sovietica di Praga 1956. Orban si esalta: "La vostra presidentessa da noi in Ungheria sarebbe al centro, io sono più a destra di lei".
Meloni ride. Conte gli ha chiesto a distanza se è disponibile a dare una mano sugli immigrati? "L'Ungheria è ben pronta a offrire aiuto all'Italia, ma solo per rimpatriarli nei paesi d'origine, altro che redistribuzione". E giù applausi. Standing ovation quando afferma che "In Italia il governo si è separato dal popolo", che con figure "come Gentiloni la sinistra sta riconquistando il potere in Europa". È già ripartito e il neo ministro degli Esteri Di Maio gli replica: "Eviti ingerenze. Non permetto a nessuno di giudicare o attaccare l'Italia, men che meno a chi fa il sovranista con i nostri confini".