✕
Roberto Tartaglia, magistrato, 37 anni 

Un pm antimafia per il dopo Cantone

All'Autorità anticorruzione. Il nome è quello di Roberto Tartaglia, ex pubblico ministero a Palermo, oggi consulente della commissione parlamentare Antimafia
1 minuti di lettura
ROMA - Ha già un nome, ed è un nome che pesa, il successore di Raffaele Cantone alla presidenza dell'Anac, l'Autorità anticorruzione. Il nome è quello di Roberto Tartaglia, ex pubblico ministero a Palermo, oggi consulente della commissione parlamentare Antimafia, scelto due anni fa dal presidente pentastellato Nicola Morra. Convergerebbe proprio su di lui la scelta del governo che per il 20 ottobre, quando Cantone lascerà definitivamente l'Anac per tornare in magistratura, dovrà avere fatto la proposta alle commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato. Inoltre un parere dell'Avvocatura dello Stato raccomanda la sostituzione del presidente non lasci uno iato tra un precedente e il suo successore.

Quindi tempi stretti. Si parla di una nomina, quella di Tartaglia, che potrebbe avvenire già all'inizio di ottobre. Da Tartaglia stesso, ieri, neppure un fiato. Mezze ammissioni dal governo. Bocche cucite all'Ant…
ROMA - Ha già un nome, ed è un nome che pesa, il successore di Raffaele Cantone alla presidenza dell'Anac, l'Autorità anticorruzione. Il nome è quello di Roberto Tartaglia, ex pubblico ministero a Palermo, oggi consulente della commissione parlamentare Antimafia, scelto due anni fa dal presidente pentastellato Nicola Morra. Convergerebbe proprio su di lui la scelta del governo che per il 20 ottobre, quando Cantone lascerà definitivamente l'Anac per tornare in magistratura, dovrà avere fatto la proposta alle commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato. Inoltre un parere dell'Avvocatura dello Stato raccomanda la sostituzione del presidente non lasci uno iato tra un precedente e il suo successore.

Quindi tempi stretti. Si parla di una nomina, quella di Tartaglia, che potrebbe avvenire già all'inizio di ottobre. Da Tartaglia stesso, ieri, neppure un fiato. Mezze ammissioni dal governo. Bocche cucite all'Antimafia nell'entourage di Morra. Che però ha voluto con sé Tartaglia e non solo gli ha affidato il delicatissimo dossier sull'imprenditore siciliano Antonello Montante, processato per corruzione e condannato a 14 anni, ma soprattutto gli ha fatto gestire la declassificazione degli atti dell'intera commissione.
L'Anac passerebbe così da un esperto di camorra a uno di mafia. Perché se Cantone era noto per il processo e le condanne ottenute contro il clan dei Casalesi quando era pm a Napoli, Tartaglia per dieci anni si è occupato di mafia a Palermo. Nato anche lui a Napoli, Tartaglia ha solo 37 anni. Ha scelto la Sicilia, e Palermo, per lavorare. Appena arrivato ha fatto indagini anche sulla corruzione, poi è entrato nel pool antimafia. Ha riaperto le indagini sull'omicidio del 1980 del presidente della Regione Siciliana Piersanti Mattarella, il fratello di Sergio, l'attuale presidente della Repubblica, e ha ripercorso quella pista nera che fu cara a Giovanni Falcone.

Mentre l'ex procuratore aggiunto Antonio Ingroia sta per lasciare Palermo, Tartaglia entra nel gruppo di pm che istruiscono e portano in aula il processo sulla Trattativa Stato-mafia. Lavora con Nino Di Matteo, Vittorio Teresi, Francesco Del Bene. Poi il salto a Roma a palazzo San Macuto. E adesso, se le indiscrezioni saranno confermate, quello nell'edificio che, appena superata via del Corso, è la sede dell'Anac.