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Maria Elena Boschi e Luigi Marattin a Ferrara (fotogramma)

Lo sfogo dei fuoriusciti di Italia Viva. Boschi: non siamo a scadenza

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A Ferrara prima riunione dei comitati civici del nuovo partito di Renzi. L'ex ministra risponde a Prodi: "Bene il governo, ma non voglio morire grillina". Fuori la protesta dei risparmiatori
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Liberi e senza rete. I renziani si sentono così, a Ferrara, davanti a oltre un centinaio di sostenitori affiliati dei comitati civici, più canuti dei giovanissimi immaginati da Renzi e ancora un po' spaesati di ritrovarsi a navigare in mar aperto senza la rete del Pd.

Maria Elena Boschi, Ettore Rosato e Luigi Marattin misurano le parole davanti ai microfoni nella prima iniziativa pubblica di Italia Viva prima della Leopolda. Neanche una frasetta storta nei confronti degli ex compagni, né tantomeno all'amico Lorenzo Guerini che definisce  "imperdonabile" l'errore di Renzi.

"Non penso sia un errore, ma un atto di coraggio" replica pacata Boschi. Solo su Romano Prodi, che ha definito Italia Viva uno yogurt a scadenza, le scappa una punta di perfidia: "Uno yogurt forse per i fermenti che ci sono dentro Italia Viva. Noi non siamo a scadenza anche se, secondo me, l'impegno in politica dovrebbe essere per un tempo limitato&…
Liberi e senza rete. I renziani si sentono così, a Ferrara, davanti a oltre un centinaio di sostenitori affiliati dei comitati civici, più canuti dei giovanissimi immaginati da Renzi e ancora un po' spaesati di ritrovarsi a navigare in mar aperto senza la rete del Pd.

Maria Elena Boschi, Ettore Rosato e Luigi Marattin misurano le parole davanti ai microfoni nella prima iniziativa pubblica di Italia Viva prima della Leopolda. Neanche una frasetta storta nei confronti degli ex compagni, né tantomeno all'amico Lorenzo Guerini che definisce  "imperdonabile" l'errore di Renzi.

"Non penso sia un errore, ma un atto di coraggio" replica pacata Boschi. Solo su Romano Prodi, che ha definito Italia Viva uno yogurt a scadenza, le scappa una punta di perfidia: "Uno yogurt forse per i fermenti che ci sono dentro Italia Viva. Noi non siamo a scadenza anche se, secondo me, l'impegno in politica dovrebbe essere per un tempo limitato".

Il fair play esibito alle telecamere si sgretola però pian piano parlando coi militanti. Così, davanti alle truppe di Italia Viva, Boschi Rosato e Marattin si scrollano di dosso il Pd tradendo un po' di soddisfazione.

"Vogliamo essere tutti più liberi e più sereni" ammette Rosato, che descrive gli anni da capogruppo alla Camera come un incubo "in cui ogni giorno bisognava guardarsi oltre che dagli avversari anche delle polemiche interne". E alla fine è questo che ci ha fatto perdere il referendum, perché se persino noi criticavamo quello che facevamo, come si fa a convincere gli altri a votare?".  E poi le bandiere rosse. "Capisco, ma noi non vogliamo rivolgerci a una comunità di nostalgici".

Boschi parla di troppi tentativi fatti e falliti per restare insieme. Ma parla anche della fatica dell'alleanza con i 5 Stelle, che passi se è per un governo, altro conto è se diventa unione organica. "Io non voglio morire grillina" dice suscitando qualche battimano. Si sforza di parlare di futuro, Boschi. Di donne che possono portare una nuova agenda al governo, di ambiente e dello strappo dal Pd che in realtà è "una scintilla" per il futuro.

Ma alla porta è ancora il passato che bussa, sotto forma di una trentina di risparmiatori truffati di Carife, che assedia la sala di Palazzo della Racchetta dove sono riuniti i renziani e grida "buffoni".

Marattin scrolla le spalle e si scatena. "Nel Pd quando mi andava bene mi dicevano che ero di destra, quando andava male mi marginalizzavano" dice, raccontando di un partito in cui "ogni volta che esprimi un pensiero diverso ti rispondono che serve 'unità". "E che c'è di male nell'uomo solo al comando? - sbotta - In tutto il mondo li chiamano leader".

Ruggini che riaffiorano, mentre anche in Emilia Romagna affiora la guerriglia. Ad esempio nell'idea dem di infliggere una sorta di penale ai candidati Pd alle regionali che, una volta eletti, decidessero di emigrare in Italia viva. Una indiscrezione alla quale Boschi preferisce non credere: "Non ne so nulla, ma non credo lo faranno. Sarebbe una cosa grillina".

Alla fine c'è spazio anche per le domande del pubblico, tra applausi e incoraggiamento. Ma qualche dubbio resta, persino nelle prime truppe renziane: "È tutto vero - dice uno degli attivisti avviandosi verso casa - ma un partito personale è sempre un partito personale. E bisogna pensarci bene".