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(afp)

Migranti, come funziona il patto: redistribuzione rapida tra i Paesi che aderiscono

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Gli immigrati soccorsi in mare verranno ricollocati nei Paesi che aderiranno all’intesa. La Ue ne parlerà l’8 ottobre, ma è già un passo per superare Dublino
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La premessa non è di poco conto. "Questo meccanismo temporaneo non dovrebbe aprire nuovi percorsi irregolari verso le coste europee e deve evitare la creazione di nuovi fattori di attrazione". La bozza di accordo sottoscritta ieri a Malta verrà sottoposta l'8 ottobre al Consiglio degli Affari interni della Ue ed è aperta ad eventuali emendamenti. Ma è più di una traccia.
Che cosa prevede il meccanismo di redistribuzione dei migranti soccorsi?
Le navi che effettuano operazioni di soccorso nel Mediterraneo avranno assegnato in tempi rapidi un porto sicuro dove potere sbarcare le persone. Che non resteranno più nel Paese di primo approdo ma verranno redistribuiti negli altri Stati membri che aderiranno all'accordo.

Quali migranti verranno ricollocati?
Tutte le persone che vengono soccorse da navi umanitarie e militari ma anche commerciali nel Mediterraneo settentr…
La premessa non è di poco conto. "Questo meccanismo temporaneo non dovrebbe aprire nuovi percorsi irregolari verso le coste europee e deve evitare la creazione di nuovi fattori di attrazione". La bozza di accordo sottoscritta ieri a Malta verrà sottoposta l'8 ottobre al Consiglio degli Affari interni della Ue ed è aperta ad eventuali emendamenti. Ma è più di una traccia.
Che cosa prevede il meccanismo di redistribuzione dei migranti soccorsi?
Le navi che effettuano operazioni di soccorso nel Mediterraneo avranno assegnato in tempi rapidi un porto sicuro dove potere sbarcare le persone. Che non resteranno più nel Paese di primo approdo ma verranno redistribuiti negli altri Stati membri che aderiranno all'accordo.

Quali migranti verranno ricollocati?
Tutte le persone che vengono soccorse da navi umanitarie e militari ma anche commerciali nel Mediterraneo settentrionale e chiedono asilo, dunque la quasi totalità di quelli che sbarcano, compresi i migranti economici perché il diritto internazionale prevede che chiunque ha diritto di chiedere protezione a prescindere dalla nazionalità o dalle ragioni per cui arriva. La ricollocazione non riguarda invece coloro che arrivano con gli sbarchi autonomi che quest'anno in Italia sono la maggioranza, più di 5.000 su 6500.

Quali saranno i porti assegnati alle navi?
L'accordo raggiunto parla di rotazione volontaria dei porti. Italia e Malta spingevano per una rotazione obbligatoria, Francia e Germania per il porto sicuro più vicino (dunque sempre Italia o Malta), alla fine si è raggiunto un compromesso che prevede che anche altri Paesi costieri che aderiranno potranno offrire il porto a navi che sono in condizioni di affrontare una tratta più lunga prima di sbarcare.

In che tempi avverrà la redistribuzione e come?
Il documento parla tassativamente di quattro settimane in cui le persone salvate rimarranno nel Paesi di sbarco per i primi adempimenti. Poi al momento della partenza per la nuova destinazione i loro nomi verranno cancellati nel database italiano e iscritti in quello del Paese che se ne farà carico in modo che, se dovessero non ottenere l'asilo e rimanere da irregolari sul territorio, non possano più essere rimandati in Italia come prevede ora il regolamento di Dublino.

Quanti Paesi e in quali percentuali accoglieranno i migranti?
Le quote non sono state stabilite. Verranno assegnate quando si saprà quanti sono gli Stati membri disponibili ad aderire, al momento e solo sulla carta una dozzina. Le quote saranno definite in relazione alla superficie, alla popolazione, al Pil del Paese.

La redistribuzione è obbligatoria o volontaria? E sono previste sanzioni?
L'adesione all'accordo è volontaria ma tra i Paesi firmatari l'accoglienza è obbligatoria. Eventuali sanzioni per chi dice no saranno valutate dalla Ue, non possono essere materia di accordo.

L'accordo è già operativo e qual è la sua durata?
No, si tratta solo di una bozza che verrà sottoposta ai ministri dell'Interno degli altri Paesi europei nella riunione del Consiglio degli Affari interni previsto per l'8 ottobre a Lussemburgo. L'accordo non è chiuso e potrà essere emendato. Al momento non è dunque applicabile e il percorso è ancora lungo. Si tratta comunque di un accordo temporaneo della durata di sei mesi rinnovabili se nel frattempo non dovesse essere stata ancora affrontata la revisione del trattato di Dublino.

Ma queste norme di fatto non superano Dublino?
Segnano senza dubbio una strada perché, con la registrazione dei migranti non più nel Paese di primo approdo ma in quello in cui vengono ricollocati, di fatto impedisce che vengano rimandati indietro come avviene per ora.

L'accordo prevede degli obblighi per le navi umanitarie che operano nel Mediterraneo?
La bozza torna a sottolineare l'obbligo per tutte le navi di soccorso, a cominciare naturalmente a quelle umanitarie, di "attenersi alle istruzioni date dai competenti centri di ricerca e soccorso" e di " non ostacolare le operazioni delle guardie costiere, incluse quella libica" e prevede l'incremento degli interventi delle agenzie delle Nazioni Unite nei porti libici in cui vengono riportati i migranti intercettati dalle motovedette di Tripoli.