Bellanova: "Con l'Iva punivamo quelli che vogliamo difendere. Io e il Pd? Non ci potevo più restare"
Goffredo De Marchis , di GOFFREDO DE MARCHISLa ministra dell'Agricoltura: "Nella vita del governo vanno coinvolte sempre tutte le forze"
"Il governo è nato per evitare l'aumento dell'Iva. L'ho detto domenica al premier Conte, al ministro Gualtieri e al Pd. Senza ipocrisie". La ministra dell'Agricoltura Teresa Bellanova è la capodelegazione di Italia Viva nell'esecutivo. L'altra sera ha partecipato al suo primo vertice di maggioranza e si capisce che ha mostrato subito i muscoli dei renziani. L'aumento dell'Iva alla fine è scomparso dalla nota di aggiornamento al Def. "Se si tiene fede agli impegni assunti dal governo, è una vittoria di tutti", dice diplomaticamente Bellanova. Che però aggiunge: "C'è una sola maggioranza. Tutte le forze vanno sempre coinvolte. Se non c'è rispetto il meccanismo rischia di incepparsi".
Ministra, la sua storia è nota: le battaglie dei braccianti in Puglia, la Cgil, un lungo percorso nella sinistra italiana. Se una forma di rimodulazione dell'Iva avesse aiutato …
Ministra, la sua storia è nota: le battaglie dei braccianti in Puglia, la Cgil, un lungo percorso nella sinistra italiana. Se una forma di rimodulazione dell'Iva avesse aiutato …
"Il governo è nato per evitare l'aumento dell'Iva. L'ho detto domenica al premier Conte, al ministro Gualtieri e al Pd. Senza ipocrisie". La ministra dell'Agricoltura Teresa Bellanova è la capodelegazione di Italia Viva nell'esecutivo. L'altra sera ha partecipato al suo primo vertice di maggioranza e si capisce che ha mostrato subito i muscoli dei renziani. L'aumento dell'Iva alla fine è scomparso dalla nota di aggiornamento al Def. "Se si tiene fede agli impegni assunti dal governo, è una vittoria di tutti", dice diplomaticamente Bellanova. Che però aggiunge: "C'è una sola maggioranza. Tutte le forze vanno sempre coinvolte. Se non c'è rispetto il meccanismo rischia di incepparsi".
Ministra, la sua storia è nota: le battaglie dei braccianti in Puglia, la Cgil, un lungo percorso nella sinistra italiana. Se una forma di rimodulazione dell'Iva avesse aiutato a trovare i soldi per il taglio del cuneo fiscale, non sarebbe stato un modo per redistribuire la ricchezza?
"Contrapporre le due misure è da irresponsabili. Lavoriamo anche al cuneo fiscale. Ma non con l'aumento dell'Iva e nemmeno con una rimodulazione dell'imposta per cui viene premiato chi attiva la digitalizzazione e penalizzato chi non lo fa. E le persone anziane e i cittadini meno abbienti? Saremmo andati a colpire proprio coloro che vogliamo sostenere, altro che giustizia sociale. Io dico che abbiamo fatto scelte complicate perché stavamo sull'orlo del baratro. Adesso lavoriamo per recuperare una maggiore fiducia e non possiamo farlo se aumentiamo le tasse".
Avete minacciato la vita dell'esecutivo sull'Iva?
"Il governo come tutti i soggetti è tenuto a darsi delle regole. Dico a lei quello che ho detto a Conte. Ci si confronta e si trova un punto di caduta. Siamo impegnati con tutte le nostre forze a trovare una sintesi. Dove non ci riusciamo valuteremo in altre sedi, come il Parlamento. Ma quello che dev'essere chiaro è che esiste una sola maggioranza".
La rottura con il Pd è avvenuta quando sembrava realizzarsi una stagione di unità. Perché?
"Ho letto che si avvertiva la necessità di derenzizzare i gruppi parlamentari, che era giusto andare al voto anticipato anche a costo di assistere al trionfo di Salvini per rendere i gruppi omogenei alla maggioranza del Pd.
Così non si vive a proprio agio in un partito. Ho scritto delle lettere garbate ai miei ex dirigenti ponendo delle questioni e non ho mai ricevuto risposta".
A dire il vero, Zingaretti racconta che da lei e dalla ministra Bonetti non è arrivato neanche un messaggio per comunicare l'addio.
"Mi sembra una polemicuccia. Io e Bonetti non siamo al governo perché ci è stata fatta una cortesia ma perché si è riconosciuta legittimità a un'area politica che fa capo a Matteo Renzi".
Ma proprio perché questo riconoscimento era chiaro si poteva rimanere sotto lo stesso tetto.
"Come si può parlare di ritrovata unità quando vengono valorizzate persone che nel Parlamento e nel Paese hanno contestato la riforma del mercato del lavoro, dove ci sono la lotta alle dimissioni in bianco, i congedi parentali, la cancellazione delle collaborazioni, i contratti a tempo indeterminato? Ho la scorta da 4 anni perché tanti fuori dal mio partito ma anche tanti dentro mi hanno dipinta come una nemica dei lavoratori. E oggi quelle posizioni vengono premiate e valorizzate".
Sarete una mina per il governo come temono alcuni?
"Deluderemo i sospettosi. Siamo persone serie, vogliamo avere un ruolo propulsivo per creare fiducia. Nell'ultimo anno e mezzo sono scappati investitori italiani e stranieri. Italia Viva vuole dimostrare che si può scommettere sul Paese. Puntiamo molto sul sostegno alle famiglie perché è vitale tornare a fare figli e i figli si fanno se ci sono delle minime garanzie economiche. Queste garanzie non si creano con le tasse".
È favorevole al voto per i sedicenni?
"Non sono contraria. Ma abbiamo un problema enorme che va ben oltre l'idea di mettere dei like alle foto dei ragazzi che hanno riempito le piazze in Italia e nel mondo. Dobbiamo raccogliere il grido di dolore dei giovani e dare risposte sotto forma di iniziative di governo. Mi felicito anch'io per i dati sulla disoccupazione che scende ma bisogna valutare anche il numero degli inattivi, cioè di chi non fa niente: non cerca lavoro e non studia. Quel niente significa mancanza di fiducia. Siamo chiamati a restituirgliela".
Ministra, la sua storia è nota: le battaglie dei braccianti in Puglia, la Cgil, un lungo percorso nella sinistra italiana. Se una forma di rimodulazione dell'Iva avesse aiutato a trovare i soldi per il taglio del cuneo fiscale, non sarebbe stato un modo per redistribuire la ricchezza?
"Contrapporre le due misure è da irresponsabili. Lavoriamo anche al cuneo fiscale. Ma non con l'aumento dell'Iva e nemmeno con una rimodulazione dell'imposta per cui viene premiato chi attiva la digitalizzazione e penalizzato chi non lo fa. E le persone anziane e i cittadini meno abbienti? Saremmo andati a colpire proprio coloro che vogliamo sostenere, altro che giustizia sociale. Io dico che abbiamo fatto scelte complicate perché stavamo sull'orlo del baratro. Adesso lavoriamo per recuperare una maggiore fiducia e non possiamo farlo se aumentiamo le tasse".
Avete minacciato la vita dell'esecutivo sull'Iva?
"Il governo come tutti i soggetti è tenuto a darsi delle regole. Dico a lei quello che ho detto a Conte. Ci si confronta e si trova un punto di caduta. Siamo impegnati con tutte le nostre forze a trovare una sintesi. Dove non ci riusciamo valuteremo in altre sedi, come il Parlamento. Ma quello che dev'essere chiaro è che esiste una sola maggioranza".
La rottura con il Pd è avvenuta quando sembrava realizzarsi una stagione di unità. Perché?
"Ho letto che si avvertiva la necessità di derenzizzare i gruppi parlamentari, che era giusto andare al voto anticipato anche a costo di assistere al trionfo di Salvini per rendere i gruppi omogenei alla maggioranza del Pd.
Così non si vive a proprio agio in un partito. Ho scritto delle lettere garbate ai miei ex dirigenti ponendo delle questioni e non ho mai ricevuto risposta".
A dire il vero, Zingaretti racconta che da lei e dalla ministra Bonetti non è arrivato neanche un messaggio per comunicare l'addio.
"Mi sembra una polemicuccia. Io e Bonetti non siamo al governo perché ci è stata fatta una cortesia ma perché si è riconosciuta legittimità a un'area politica che fa capo a Matteo Renzi".
Ma proprio perché questo riconoscimento era chiaro si poteva rimanere sotto lo stesso tetto.
"Come si può parlare di ritrovata unità quando vengono valorizzate persone che nel Parlamento e nel Paese hanno contestato la riforma del mercato del lavoro, dove ci sono la lotta alle dimissioni in bianco, i congedi parentali, la cancellazione delle collaborazioni, i contratti a tempo indeterminato? Ho la scorta da 4 anni perché tanti fuori dal mio partito ma anche tanti dentro mi hanno dipinta come una nemica dei lavoratori. E oggi quelle posizioni vengono premiate e valorizzate".
Sarete una mina per il governo come temono alcuni?
"Deluderemo i sospettosi. Siamo persone serie, vogliamo avere un ruolo propulsivo per creare fiducia. Nell'ultimo anno e mezzo sono scappati investitori italiani e stranieri. Italia Viva vuole dimostrare che si può scommettere sul Paese. Puntiamo molto sul sostegno alle famiglie perché è vitale tornare a fare figli e i figli si fanno se ci sono delle minime garanzie economiche. Queste garanzie non si creano con le tasse".
È favorevole al voto per i sedicenni?
"Non sono contraria. Ma abbiamo un problema enorme che va ben oltre l'idea di mettere dei like alle foto dei ragazzi che hanno riempito le piazze in Italia e nel mondo. Dobbiamo raccogliere il grido di dolore dei giovani e dare risposte sotto forma di iniziative di governo. Mi felicito anch'io per i dati sulla disoccupazione che scende ma bisogna valutare anche il numero degli inattivi, cioè di chi non fa niente: non cerca lavoro e non studia. Quel niente significa mancanza di fiducia. Siamo chiamati a restituirgliela".