"Non è una esigenza numerica questo allargamento, ma una scelta politica. Piuttosto ci auguriamo di fare da apripista: siamo il primo Comune di centrosinistra che si apre ai 5Stelle". Matteo Ricci, sindaco di Pesaro, ha a sorpresa assegnato alla capogruppo grillina pesarese Francesca Frenquellucci la delega all'università.
Gli accordi tra Pd e 5Stelle crescono: lei come mai ha deciso di farlo in Comune?
"Nel nuovo contesto politico con il governo nazionale frutto dell'alleanza giallo-rossa, la nostra volontà politica è stata di fare di Pesaro un laboratorio politico-amministrativo. Non ho problemi di maggioranza avendo stravinto al primo turno le elezioni comunali, quindi questa intesa non nasce da un'esigenza numerica. Piuttosto vogliamo avviare una collaborazione su cose molto concrete, in questo caso sulla riapertura dei corsi universitari a Pesaro dell'università di Urbino che, nel mandato precedente, ho dovuto chiudere per mancanza di risorse".
Quindi la capogruppo grillina è assessore in giunta?
"Tecnicamente è come se fosse un assessore aggiunto perché il sindaco può conferire deleghe ai consiglieri comunali. Ed è l'unica ad avere una mia delega".
Come mai una delega all'università?
"Abbiamo trovato una nuova formula per cui il Comune di Pesaro mette a diposizione dell'università di Urbino gratuitamente un bene della città, una scuola. Questo ci ha consentito l'accordo su un ordine del giorno proposto dai 5Stelle e votato dalla maggioranza. Nel programma dei grillini nella sfida per il Comune, l'università era il primo punto. Frenquellucci si era candidata contro di me a sindaco, ora lavoreremo insieme".
Lei si è consultato con il segretario Nicola Zingaretti? "
"Sì, ho parlato con Nicola e anche con Dario Franceschini che hanno apprezzato, sperando che ci saranno altri esperimenti amministrativi in giro per l'Italia e il nostro farà, ci auguriamo, da apripista".
Magari il Pd e i 5Stelle se ne erano detti di tutti i colori?
"Nel mio primo mandato c'era stata una opposizione durissima. Ma si era alla fine molto ammorbidita e non è mai scaduta in insulti personali e ora aveva un atteggiamento costruttivo. Il mio avversario è stata la destra".
Destra che vi accusa di essere trasformisti?
"Il centrodestra è in difficoltà con questa operazione, perché diventa ancora più marginale nella via politica cittadina".
Però per le regionali, a parte l'Umbria, già in Calabria l'alleanza possibile con i 5Stelle crea problemi. Per le Marche cosa accadrà?
"Il Pd deve difendere i suoi presidenti uscenti, penso per noi all'ottimo Luca Ceriscioli. Dobbiamo lavorare per valorizzare al massimo il lavoro fatto e al tempo stesso un dialogo con i 5Stelle che passo dopo passo crescerà e riusciremo a fare capire ai 5Stelle che presidenti e candidati presidenti dem che governano bene e sanno amministrare rappresentano una ricchezza. D'altra parte i pentastellati se vogliono svolgere un ruolo di governo hanno una strada maestra, che è quella di costruire un'alleanza con il centrosinistra, altrimenti non toccherebbero palla".
Lei non era tra quelli per il "no" ai 5Stelle?
"Nel 2018 dopo le politiche lo scenario era diverso. Oggi tutto è cambiato, anche perché dalle europee Pd e 5Stelle sono usciti come partiti che si equivalgono in termini di forza".
Gli accordi tra Pd e 5Stelle crescono: lei come mai ha deciso di farlo in Comune?
"Nel nuovo contesto politico con il governo nazionale frutto dell'alleanza giallo-rossa, la nostra volontà politica è stata di fare di Pesaro un laboratorio politico-amministrativo. Non ho problemi di maggioranza avendo stravinto al primo turno le elezioni comunali, quindi questa intesa non nasce da un'esigenza numerica. Piuttosto vogliamo avviare una collaborazione su cose molto concrete, in questo caso sulla riapertura dei corsi universitari a Pesaro dell'università di Urbino che, nel mandato precedente, ho dovuto chiudere per mancanza di risorse".
Quindi la capogruppo grillina è assessore in giunta?
"Tecnicamente è come se fosse un assessore aggiunto perché il sindaco può conferire deleghe ai consiglieri comunali. Ed è l'unica ad avere una mia delega".
Come mai una delega all'università?
"Abbiamo trovato una nuova formula per cui il Comune di Pesaro mette a diposizione dell'università di Urbino gratuitamente un bene della città, una scuola. Questo ci ha consentito l'accordo su un ordine del giorno proposto dai 5Stelle e votato dalla maggioranza. Nel programma dei grillini nella sfida per il Comune, l'università era il primo punto. Frenquellucci si era candidata contro di me a sindaco, ora lavoreremo insieme".
Lei si è consultato con il segretario Nicola Zingaretti? "
"Sì, ho parlato con Nicola e anche con Dario Franceschini che hanno apprezzato, sperando che ci saranno altri esperimenti amministrativi in giro per l'Italia e il nostro farà, ci auguriamo, da apripista".
Magari il Pd e i 5Stelle se ne erano detti di tutti i colori?
"Nel mio primo mandato c'era stata una opposizione durissima. Ma si era alla fine molto ammorbidita e non è mai scaduta in insulti personali e ora aveva un atteggiamento costruttivo. Il mio avversario è stata la destra".
Destra che vi accusa di essere trasformisti?
"Il centrodestra è in difficoltà con questa operazione, perché diventa ancora più marginale nella via politica cittadina".
Però per le regionali, a parte l'Umbria, già in Calabria l'alleanza possibile con i 5Stelle crea problemi. Per le Marche cosa accadrà?
"Il Pd deve difendere i suoi presidenti uscenti, penso per noi all'ottimo Luca Ceriscioli. Dobbiamo lavorare per valorizzare al massimo il lavoro fatto e al tempo stesso un dialogo con i 5Stelle che passo dopo passo crescerà e riusciremo a fare capire ai 5Stelle che presidenti e candidati presidenti dem che governano bene e sanno amministrare rappresentano una ricchezza. D'altra parte i pentastellati se vogliono svolgere un ruolo di governo hanno una strada maestra, che è quella di costruire un'alleanza con il centrosinistra, altrimenti non toccherebbero palla".
Lei non era tra quelli per il "no" ai 5Stelle?
"Nel 2018 dopo le politiche lo scenario era diverso. Oggi tutto è cambiato, anche perché dalle europee Pd e 5Stelle sono usciti come partiti che si equivalgono in termini di forza".