Il duello in tv fra Renzi e Salvini segue le regole dei social: più wrestling che politica. Con il fantasma di Conte che aleggia
Goffredo De Marchis , di GOFFREDO DE MARCHISI Mattei sono maghi del web, hanno milioni di follower e usano il linguaggio della rete: battute, il Papeete, sei molesto, dici balle, non parlare di alcol che non ti conviene, i voli di Stato. C'è tutto l'armamentario di una comunicazione veloce, anche se poco profonda
I loro meriti, le loro vittorie ma anche il passato col suo carico di sconfitte o passi falsi. E' un duello allo specchio quello tra i due Mattei. Entrambi in cerca di un rilancio che passa anche attraverso il confronto faccia a faccia nel salotto di Bruno Vespa. Un duello di oggi che vorrebbe essere la sfida di domani. Dove però conteranno anche le cadute, le sconfitte, la zavorra di ciò che non ha funzionato e ha portato a uno l'uscita dal governo e all'altro il pessimo risultato elettorale del 2018. Di questo si è parlato poco ieri sera su Raiuno.
Salvini contro Renzi, le spade che si incrociano nel megaschermo di Porta a porta con la Rai che si è vestita a festa per celebrare il ritorno della grande politica sulle sue reti. Decine di giornalisti accreditati, lo studio gigantesco dei Fatti vostri di Michele Guardì riservato alla stampa per seguire la registrazione con i tavoli degli spaghetti finti sistemati negli angoli. Il segretari…
Salvini contro Renzi, le spade che si incrociano nel megaschermo di Porta a porta con la Rai che si è vestita a festa per celebrare il ritorno della grande politica sulle sue reti. Decine di giornalisti accreditati, lo studio gigantesco dei Fatti vostri di Michele Guardì riservato alla stampa per seguire la registrazione con i tavoli degli spaghetti finti sistemati negli angoli. Il segretari…
I loro meriti, le loro vittorie ma anche il passato col suo carico di sconfitte o passi falsi. E' un duello allo specchio quello tra i due Mattei. Entrambi in cerca di un rilancio che passa anche attraverso il confronto faccia a faccia nel salotto di Bruno Vespa. Un duello di oggi che vorrebbe essere la sfida di domani. Dove però conteranno anche le cadute, le sconfitte, la zavorra di ciò che non ha funzionato e ha portato a uno l'uscita dal governo e all'altro il pessimo risultato elettorale del 2018. Di questo si è parlato poco ieri sera su Raiuno.
Salvini contro Renzi, le spade che si incrociano nel megaschermo di Porta a porta con la Rai che si è vestita a festa per celebrare il ritorno della grande politica sulle sue reti. Decine di giornalisti accreditati, lo studio gigantesco dei Fatti vostri di Michele Guardì riservato alla stampa per seguire la registrazione con i tavoli degli spaghetti finti sistemati negli angoli. Il segretario leghista arriva in largo anticipo, il fondatore di Italia Viva in leggero ritardo. Il primo ha qualche slide su quota 100 e gli sbarchi da mostrare agli italiani: i soliti cavalli di battaglia. Il secondo sembra decisamente più preparato come si fosse ben allenato al confronto. Nei paraggi di via Teulada si aggira anche il manager Lucio Presta, primo consigliere di Renzi che però naturalmente nega: "Sto andando alla Vita in diretta a far togliere il vestito verde a Lorella Cuccarini". Il verde non porta bene, è la sua scaramanzia. Salvini e Renzi indossano invece i colori delle istituzioni, l'abito blu, la camicia bianca, il leghista una cravatta grigia della Polizia, l'ex premier una cravatta nera.
E' la sfida in cui i due Mattei hanno un obiettivo comune: oscurare Giuseppe Conte. Attaccarlo anche, come fa Salvini. Prendendo le distanze da alcune misure della manovra, come fa Renzi. Ma soprattutto cercando di bypassarlo, di renderlo marginale, una figura senza popolo, mostrando una realtà in cui Matteo e Matteo sono gli unici leader in campo. Alla fine il leghista dirà: "Adesso vorrei scontrarmi con Giuseppi". Renzi si augura altri confronti di Salvini con "Di Maio, Zingaretti". Sì, vabbè, ma intanto il primo faccia a faccia della nuova stagione giallo-rossa lo hanno messo in scena loro.
I
l duello è televisivo ma si gioca sul filo di regole diverse: quelle dei social. I Mattei sono maghi del web, hanno milioni di follower e usano il linguaggio della rete: battute, il Papeete, sei molesto, dici balle, non parlare di alcol che non ti conviene, i voli di Stato. C'è tutto l'armamentario di una comunicazione veloce, anche se poco profonda. "Faccio dei mini tweet", dice Renzi. Su Internet corre "la verità", esagera Salvini.
Alla fine è un match autentico in cui i duellanti si dividono anche le strategie. Renzi molto aggressivo, molto sfidante chiaramente impegnato a rimettersi in gioco con la sua nuova creatura facendosi notare. Dall'altra parte, il rude sovranista, l'uomo sprezzante, il seminatore di un certo sentimento di rabbia, alle prese con la sua personale metamorfosi: a volte remissivo, più rassicurante, più moderato nei toni ("gli immigrati regolari sono miei fratelli") anche a costo di perdere un paio di round nel salotto di Vespa. Ecco quindi che il senso di questo show riconduce al bisogno dei due Mattei di un nuovo riconoscimento o legittimazione. Sarà pure il duello di domani, ma è chiaro che siamo solo ai primi passi, che i due leader non sono soli (come a Via Teulada) e la strada è ancora lunga.
Salvini contro Renzi, le spade che si incrociano nel megaschermo di Porta a porta con la Rai che si è vestita a festa per celebrare il ritorno della grande politica sulle sue reti. Decine di giornalisti accreditati, lo studio gigantesco dei Fatti vostri di Michele Guardì riservato alla stampa per seguire la registrazione con i tavoli degli spaghetti finti sistemati negli angoli. Il segretario leghista arriva in largo anticipo, il fondatore di Italia Viva in leggero ritardo. Il primo ha qualche slide su quota 100 e gli sbarchi da mostrare agli italiani: i soliti cavalli di battaglia. Il secondo sembra decisamente più preparato come si fosse ben allenato al confronto. Nei paraggi di via Teulada si aggira anche il manager Lucio Presta, primo consigliere di Renzi che però naturalmente nega: "Sto andando alla Vita in diretta a far togliere il vestito verde a Lorella Cuccarini". Il verde non porta bene, è la sua scaramanzia. Salvini e Renzi indossano invece i colori delle istituzioni, l'abito blu, la camicia bianca, il leghista una cravatta grigia della Polizia, l'ex premier una cravatta nera.
E' la sfida in cui i due Mattei hanno un obiettivo comune: oscurare Giuseppe Conte. Attaccarlo anche, come fa Salvini. Prendendo le distanze da alcune misure della manovra, come fa Renzi. Ma soprattutto cercando di bypassarlo, di renderlo marginale, una figura senza popolo, mostrando una realtà in cui Matteo e Matteo sono gli unici leader in campo. Alla fine il leghista dirà: "Adesso vorrei scontrarmi con Giuseppi". Renzi si augura altri confronti di Salvini con "Di Maio, Zingaretti". Sì, vabbè, ma intanto il primo faccia a faccia della nuova stagione giallo-rossa lo hanno messo in scena loro.
I
l duello è televisivo ma si gioca sul filo di regole diverse: quelle dei social. I Mattei sono maghi del web, hanno milioni di follower e usano il linguaggio della rete: battute, il Papeete, sei molesto, dici balle, non parlare di alcol che non ti conviene, i voli di Stato. C'è tutto l'armamentario di una comunicazione veloce, anche se poco profonda. "Faccio dei mini tweet", dice Renzi. Su Internet corre "la verità", esagera Salvini.
Alla fine è un match autentico in cui i duellanti si dividono anche le strategie. Renzi molto aggressivo, molto sfidante chiaramente impegnato a rimettersi in gioco con la sua nuova creatura facendosi notare. Dall'altra parte, il rude sovranista, l'uomo sprezzante, il seminatore di un certo sentimento di rabbia, alle prese con la sua personale metamorfosi: a volte remissivo, più rassicurante, più moderato nei toni ("gli immigrati regolari sono miei fratelli") anche a costo di perdere un paio di round nel salotto di Vespa. Ecco quindi che il senso di questo show riconduce al bisogno dei due Mattei di un nuovo riconoscimento o legittimazione. Sarà pure il duello di domani, ma è chiaro che siamo solo ai primi passi, che i due leader non sono soli (come a Via Teulada) e la strada è ancora lunga.