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(lapresse)

Assisi, Berlusconi e la visita ai francescani

Il leader ha incontrato i frati. Che gli hanno detto, riferendosi a Salvini, che occorre moderare i toni
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ASSISI - Silvio Berlusconi si inginocchia davanti alla tomba di San Francesco nella cripta della Basilica ad Assisi. Visita privata, nessuna telecamera. In un'altra occasione, anni fa, aveva chiesto il permesso di portarsi dietro una troupe del Tg4. Fu respinto con fermezza. E i rapporti non sono mai stati buoni. Diffidenza. Ma adesso il Cavaliere deve sembrare un vecchio saggio anche ai selettivi francescani.

Tutto si svolge in un clima di grande armonia con l'impegno implicito di non entrare troppo nelle questioni politiche nazionali. Il leader di Forza Italia è qui in veste di fedele e non di capo di partito.

E quando il ghiaccio si scioglie, Padre Enzo Fortunato, influente portavoce della Sala stampa del Sacro convento, gli dice chiaro e tondo, in via riservata certo e alla presenza di pochissime persone nel salottino dedicato agli ospiti d'onore, quello che i frati pensano della politica e delle prossime elezioni in Umbria. "Presidente, dica a Salvini di…
ASSISI - Silvio Berlusconi si inginocchia davanti alla tomba di San Francesco nella cripta della Basilica ad Assisi. Visita privata, nessuna telecamera. In un'altra occasione, anni fa, aveva chiesto il permesso di portarsi dietro una troupe del Tg4. Fu respinto con fermezza. E i rapporti non sono mai stati buoni. Diffidenza. Ma adesso il Cavaliere deve sembrare un vecchio saggio anche ai selettivi francescani.

Tutto si svolge in un clima di grande armonia con l'impegno implicito di non entrare troppo nelle questioni politiche nazionali. Il leader di Forza Italia è qui in veste di fedele e non di capo di partito.

E quando il ghiaccio si scioglie, Padre Enzo Fortunato, influente portavoce della Sala stampa del Sacro convento, gli dice chiaro e tondo, in via riservata certo e alla presenza di pochissime persone nel salottino dedicato agli ospiti d'onore, quello che i frati pensano della politica e delle prossime elezioni in Umbria. "Presidente, dica a Salvini di moderare i toni: il linguaggio d'odio crea solo danni".

Berlusconi ascolta in silenzio. Come fa lui, la testa reclinata e le braccia conserte. Fino a quel momento ha parlato a lungo conoscendo la sensibilità dei frati per l'apertura sul mondo. Da questo luogo circondato dagli ulivi sotto il Monte Subasio passano prima o poi i grandi della terra, credenti o non credenti. E tutti riconoscono il peso che il Sacro convento ha nelle relazioni internazionali.

Il leader di Fi racconta di Russia, Cina, della proposta fatta alla Merkel per avere un'Europa con una politica estera e armamenti comuni. E poi ritira fuori lo spauracchio dei comunisti, e ancora il pericolo del giustizialismo. Ma è padre Fortunato, davanti al Custode del Sacro convento padre Mauro Gambetti, a sentire il bisogno di entrare nel vivo della politica italiana, ad affrontare il discorso dell'alleato che sta modificando il dna centrodestra.

Ha ragione, gli risponde Berlusconi, parlerò con Salvini, "perché alla fine lui mi rispetta". Anche se i rapporti di forza sono ormai definitivamente cambiati, il Cavaliere spiega che il segretario leghista "ha un complesso di inferiorità nei miei confronti. Tende ad escludermi dalle decisioni importanti ma adesso io gli ho parlato. Ci capiamo di più". Perciò i frati non devono preoccuparsi. Non esiste la salvinizzazione del centrodestra. Semmai è vero il contrario, spiega l'ex premier felice di essere accolto come un mediatore in un luogo deputato al dialogo. "Stiamo cercando di portare Salvini al centro. Questa è la manovra".

Il centro, i moderati, l'area liberale e cristiana. La sua bussola, spiega. Berlusconi coglie anche l'occasione per rivelare le mosse di Renzi. "Mi ha chiesto di fare una cosa insieme, lui e Forza Italia", dice. Ma l'offerta è stata rifiutata. Perché è inutile che chiami: il senatore fiorentino è nell'altra metà del campo, punto. È il momento dei saluti. Berlusconi è felice per aver rotto un muro.