Politica

Regionali, ora Salvini punta sull'Emilia-Romagna. Ecco tutte le sfide elettorali dei prossimi mesi

Matteo Salvini con la candidata leghista in Emilia-Romagna, Lucia Borgonzoni 
Le alleanze locali Pd-Cinquestelle, dopo lo stop di Di Maio, sembrano congelate. E per i giallo-rossi diventa sempre più complicata la partita del 2020, quando si voterà anche in Calabria, Toscana, Puglia, Liguria, Veneto, Marche e Puglia
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E adesso Matteo Salvini è pronto a spostarsi in Emilia-Romagna. Dopo aver trascorso gli ultimi mesi in Umbria - per strappare l'ex regione rossa al centrosinistra (nell'inedita versione con i 5Stelle) - il leader leghista organizza il tour nella regione guidata dal dem Stefano Bonaccini, in vista del voto del 26 gennaio. E in attesa della grande 'convention' al Paladozza di Bologna, il 14 novembre, il leader leghista sarà già il 31 ottobre accanto alla candidata Lucia Borgonzoni. Ma L'Emilia è solo la prima di una lunga serie di regioni chiamate alle urne. Nel 2020 voteranno anche Calabria, Toscana, Campania, Liguria, Puglia, Marche e Veneto. Con una complicazione per gli avversari della destra. Dopo l'Umbria, Di Maio sembra voler stoppare le alleanze locali. E anche nel Pd crescono le perplessità.

EMILIA-ROMAGNA
Il Pd non vuole rinunciare alla candidatura del governatore uscente, Stefano Bonaccini. Il via libera dei 5Stelle non era ancora arrivato. Nelle ultime ore Massimo Bugani, consigliere comunale bolognese e membro dell'associazione Rousseau, aveva anche proposto di non presentare una lista in Emilia. Ma ora, dopo l'Umbria, tutto torna in alto mare. "Escluderei alleanze in Emilia e Calabria", ha detto Manlio Di Stefano (M5S) oggi. I renziani invece stavolta, a differenza dell'Umbria, vogliono esserci. Magari confluendo nella lista del governatore (ipotesi sgradita al Pd). Qualche grana anche a destra dove Fdi non ha ancora dato il via libera alla leghista Borgonzoni.



CALABRIA
Nell'alchimia giallo-rossa qui, in caso di alleanza, la scelta del candidato doveva spettare al Movimento. Ma l'intesa ora sembra più remota. Incerta anche la data del voto su cui la decisione spetta al governatore uscente Mario Oliverio. Il presidente, che è indagato, vorrebbe ricandidarsi, dal Nazareno non sono d'accordo. Anticipando il voto a dicembre (l'alternativa è gennaio), Oliverio tenterebbe di scompaginare i giochi di Pd e Cinquestelle, dando loro il minor tempo possibile per prendere decisioni. Anche sul fronte del centrodestra c'è agitazione. Perché il candidato proposto dai forzisti, Mario Occhiuto - rinviato a giudizio - non è gradito alla Lega.

TOSCANA
Il Pd deve ancora individuare il candidato. La data delle elezioni non è stata fissata (come in tutte le altre regioni, esclusa l'Emilia). Qui la certezza è che Italia Viva vuole essere della partita. Renzi gioca in casa, punta a presentare una propria lista e ad ottenere un risultato a due cifre. A un'eventuale alleanza con i 5Stelle sembra contrario Eugenio Giani, presidente del Consiglio regionale, possibile candidato. Sul fronte della destra, Meloni potrebbe provarci con uno dei suoi sindaci. Ma anche la Lega ha qualche aspettativa: trai i nomi fatti negli ultimi mesi ci sono quelli dell'eurodeputata Susanna Ceccardi e del giornalista Paolo Del Debbio (che però ha sempre smentito). 

LIGURIA
Qui il governatore uscente, Giovanni Toti, vuole ricandidarsi. Ma potrebbe incontrare qualche difficoltà con Forza Italia. Berlusconi non ha perdonato al suo ex pupillo la scissione e la nascita di "Cambiamo". Sul fronte del centrosinistra, solo alcune ipotesi: Federico Romeo, giovane presidente del Municipio Valpolcevera, e il professore di diritto Lorenzo Cuocolo. Anche in Liguria l'alleanza con i 5Stelle sembra allontanarsi dopo il risultato umbro.

CAMPANIA
Qui i 5Stelle - quando ancora si discuteva di alleanze in tutti i territori - avevano posto un veto sulla ricandidatura di Vincenzo De Luca. A destra, l'indicazione dell'aspirante governatore dovrebbe spettare a Forza Italia. Con un possibile derby Caldoro-Carfagna per la scelta.

PUGLIA
Il governatore uscente Michele Emiliano, pur alle prese con alcune inchieste, ha già lanciato la sua candidatura. Non senza perplessità nel suo schieramento. Sul fronte opposto, la Lega rivendica il diritto a esprimere un candidato.

VENETO
L'unica certezza è che l'uscente - il leghista Luca Zaia - sarà in campo. Nel fronte di centrosinistra, sconfitto da 25 anni nella regione, ancora nessuna candidatura.

MARCHE
Qui il presidente uscente Luca Ceriscioli (Pd) punta alla ricandidatura e per ora non ci sono primarie di coalizione. Il segretario regionale Giovanni Gostoli continua a spingere per un accordo con il M5S. A destra Lega, Fdi e Fi sembrano pronti a marciare compatti ma il candidato non è stato ancora espresso.

Finora la destra guida 12 regioni italiane. Se il centrosinistra dovesse perdere, dopo l'Umbria, altre roccaforti, anche il governo potrebbe non sopravvivere. 

 
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