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Manovra, Angelo Bonelli: “Inutile quella plastic tax senza una vera strategia ambientale”

Il coordinatore dell'esecutivo nazionale dei verdi: "Questa Finanziaria è senza anima. Non si può usare solo la leva fiscale per la conversione ecologica"
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"Sono favorevole a una tassa sulla plastica, ma per come è scritta in manovra è assolutamente inefficace". La pensa così Angelo Bonelli, coordinatore dell'esecutivo nazionale dei Verdi, sulla misura che sta causando fibrillazioni nella maggioranza.

E allora come andrebbe corretta?
"Ho letto il provvedimento con attenzione e non è assolutamente condivisibile. In primis perché manca un piano industriale che un governo serio avrebbe dovuto affrontare. Qui non si mette in discussione la tassa, che di per sé è giusta. Ma deve stare alla fine di un percorso che dice ai produttori quali sono le filiere merceologiche interessate e come devono avviare i processi di conversione produttiva".

Insomma, scritta così è una misura miope e fine a se stessa?
"Sì, e rimango basito di fronte alle dichiarazioni di Di Maio e Fioramonti che dicono che "chi è contro la plastic tax è contro …
"Sono favorevole a una tassa sulla plastica, ma per come è scritta in manovra è assolutamente inefficace". La pensa così Angelo Bonelli, coordinatore dell'esecutivo nazionale dei Verdi, sulla misura che sta causando fibrillazioni nella maggioranza.

E allora come andrebbe corretta?
"Ho letto il provvedimento con attenzione e non è assolutamente condivisibile. In primis perché manca un piano industriale che un governo serio avrebbe dovuto affrontare. Qui non si mette in discussione la tassa, che di per sé è giusta. Ma deve stare alla fine di un percorso che dice ai produttori quali sono le filiere merceologiche interessate e come devono avviare i processi di conversione produttiva".

Insomma, scritta così è una misura miope e fine a se stessa?
"Sì, e rimango basito di fronte alle dichiarazioni di Di Maio e Fioramonti che dicono che "chi è contro la plastic tax è contro il green new deal". Questo significa dare un titolo e costruirci sopra disastri. Io in questa manovra ci vedo ben poco di verde. Non c'è nemmeno un euro investito sul trasporto pubblico o sull'auto elettrica. I famosi 55 miliardi in 15 anni promessi dal ministro dell'Ambiente Costa per la conversione ecologica sono scesi a 35".

Troppo pochi?
"Beh, basti pensare che la Germania sul green new deal investe in 10 anni 100 miliardi sulla base accordi e strategie condivise con i settori industriali".

Se l'obiettivo è ridurre l'inquinamento, perché non si è partiti dalla direttiva europea sul divieto delle plastiche monouso che entrerà in vigore nel 2021?
"Questo governo non ha ritenuto opportuno anticipare quella direttiva, che era un ottimo punto di partenza nella lotta alla plastica, e non lo ha fatto nemmeno con la legge Salvamare di Costa. Eppure il monouso è responsabile per il 50 per cento dell'inquinamento dei nostri mari".

Ritiene giuste le obiezioni del presidente dell'Emilia Romagna Bonaccini, preoccupato per la sua regione, leader nel comparto degli imballaggi?
"Bonaccini non ha tutti i torti, liberarsi della plastica dall'oggi al domani con una tassa è un'utopia. Non si può usare solo la leva fiscale per determinare la conversione ecologica".

Vuol dire che questa tassa penalizza solo i prodotti e non colpisce i comportamenti negativi?
"Se la conversione ecologica non è conveniente per tutti e diventa solo imposta, non porta a nulla. Va costruita un'alleanza sociale con gli industriali e con i cittadini. In questa finanziaria manca un'anima, una visione su come costruire davvero un processo di conversione che altri Paesi europei invece hanno".

La plastic tax rischia di punire anche le industrie che stanno investendo in direzione della sostenibilità e del riciclo dei materiali?
"Purtroppo sì, e questa è un'altra assurdità che dimostra la superficialità dei nostri politici. Se tutto si riduce a tassa sì o tassa no, ci rimette anche l'ambiente oltre che il mondo del lavoro".