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La maxi "mucca” Knickers (in realtà un bue fra le mini mucche Wagyu) 

L'animalone che è in noi

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Avvistamenti digitali: la Super Mucca Knickers, dall'Australia occidentale, metri 1,94 di altezza per 1.400 chili, ritenuta troppo grande per il macello e quindi salva, pfuuui! Ma poi, con l'aria che tira e le bufale che pascolano sulla rete, uno va un po' a controllare la prima foto che si vede qui sotto e scopre che: la mega-vacca è in realtà un bue ("T'amo pio bove..."); l'inquadratura dal basso ne ingigantisce la mole; le mucchine che gli stanno intorno appartengono alla razza giapponese Wagyu e non superano il metro e 10 centimetri. Non solo, ma esiste
anche un agonismo macroscopico e virale per cui il primato di Knickers è insidiato dai frisoni statunitensi Dozer e Toson (che però forse è morto), oltre che dall'italiano Fiorino (altra lectio Bellino), misurato e premiato su YouTube per i suoi 2.05 metri a Rotonda, sulle pendici del monte Pollino, cittadina di plurimi e tentati record da Guinness, tipo il panino…
Avvistamenti digitali: la Super Mucca Knickers, dall'Australia occidentale, metri 1,94 di altezza per 1.400 chili, ritenuta troppo grande per il macello e quindi salva, pfuuui! Ma poi, con l'aria che tira e le bufale che pascolano sulla rete, uno va un po' a controllare la prima foto che si vede qui sotto e scopre che: la mega-vacca è in realtà un bue ("T'amo pio bove..."); l'inquadratura dal basso ne ingigantisce la mole; le mucchine che gli stanno intorno appartengono alla razza giapponese Wagyu e non superano il metro e 10 centimetri. Non solo, ma esiste
anche un agonismo macroscopico e virale per cui il primato di Knickers è insidiato dai frisoni statunitensi Dozer e Toson (che però forse è morto), oltre che dall'italiano Fiorino (altra lectio Bellino), misurato e premiato su YouTube per i suoi 2.05 metri a Rotonda, sulle pendici del monte Pollino, cittadina di plurimi e tentati record da Guinness, tipo il panino e la salsiccia più lunghi del mondo, rispettivamente 1008 e 568 metri. Vabbè.

Il punto neurovisivo è che siccome gli animali non bastavano, e gli umani non si accontentano mai, ai gattini ini-ini corrispondono gli animaloni oni-oni a così alto impatto mediatico da riattivare una sorta di Bestiario post-moderno. Quando non si tratta di manipolazioni ottiche, sono di tipo genetico, ibridazioni da zoo-safari con ricaduta social, per cui al fianco alla Super Cow pezzata ecco l'Iper Leone Hercules, orgoglio del Jungle Island di Miami, con la sua ilare padroncina che gli fa i grattini. Il kolossal felide è in realtà un Ligre, frutto di un incrocio tra un leone maschio e una tigre femmina. Se si invertono i genitori viene fuori il Tigone.

Sempre online, e quindi con un filo di scetticismo, ma enorme entusiasmo filologico per nomi da fiabe di Gianni Rodari, si apprende che dall'accoppiamento di un leone con una tigona nasce nientemeno che un Litigone, specie di cui però esisterebbe un unico esemplare al mondo. In compenso si possono ammirare diversi leoponi (leone+leopardo) e giaguoni (giaguaro+leone), oltre all'orso grolare (grizzly+polare). Ora, sempre andando a curiosare, emerge che già Aristotele stava appresso a ibridi e mutanti discettando sul Capriasino e sull'Ippotauro. Nella prima metà del XVII secolo il bolognese Ulisse Aldovrandi scrisse una Monstrorum historia ipotizzando che tali creature insieme magiche e minacciose fossero dispensate dalla divinità per punire gli uomini fuori controllo, e anche per questo viene da chiedersi come avrebbe accolto nella sua raccolta l'odierno gattone Servalo (15 chili), le galline senza penne israeliane e un fantastico maiale peloso. Nel circo freak pare di scorgere la nostalgia per grifoni, ircocervi, ippogrifi, "solo non si vedono i due liocorni".

Sul Venerdì del 15 novembre 2019