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Edmondo Bruti Liberati: “No alla riforma Bonafede, serva una prescrizione per ogni grado del processo”

L'ex procuratore di Milano: "Il punto di partenza dev'essere l'eliminazione della legge ex Cirielli sulla prescrizione, una delle leggi ad personam di Berlusconi, tanto sgangherata da essere stata sconfessata persino dal suo promotore"
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GENOVA - "Entrerà in vigore il primo gennaio 2020 la nuova prescrizione". Davanti alle toghe dell'Anm il Guardasigilli Alfonso Bonafede conferma che non accetterà i rinvii chiesti dal Pd. L'ex procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati, presente in sala, gli suggerisce uno slittamento "brevissimo" e gli propone di aggiungere tempi bloccati per ogni grado di giudizio.

La prescrizione divide il governo ma pure le toghe. Lei sta con Bonafede o col Pd?
"Vorrei stare dalla parte della ragionevolezza: trovare un equilibrio evitando guerre di religione".

Molti suoi colleghi, anche assai autorevoli, qui a Genova hanno detto sì al blocco della prescrizione, dicendo che la Bonafede è giusta, soprattutto corrisponde a quello che Anm e Pd hanno sostenuto per anni...
"Il punto di partenza dev'essere l'eliminazione della legge ex Cirielli sulla prescrizione, una delle leggi ad personam di Berlusconi, tanto sgangherat…
GENOVA - "Entrerà in vigore il primo gennaio 2020 la nuova prescrizione". Davanti alle toghe dell'Anm il Guardasigilli Alfonso Bonafede conferma che non accetterà i rinvii chiesti dal Pd. L'ex procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati, presente in sala, gli suggerisce uno slittamento "brevissimo" e gli propone di aggiungere tempi bloccati per ogni grado di giudizio.

La prescrizione divide il governo ma pure le toghe. Lei sta con Bonafede o col Pd?
"Vorrei stare dalla parte della ragionevolezza: trovare un equilibrio evitando guerre di religione".

Molti suoi colleghi, anche assai autorevoli, qui a Genova hanno detto sì al blocco della prescrizione, dicendo che la Bonafede è giusta, soprattutto corrisponde a quello che Anm e Pd hanno sostenuto per anni...
"Il punto di partenza dev'essere l'eliminazione della legge ex Cirielli sulla prescrizione, una delle leggi ad personam di Berlusconi, tanto sgangherata da essere stata sconfessata persino dal suo promotore, cioè Cirielli, che nessuno può sensatamente difendere".

Ammetterà che voi per anni avete chiesto lo stop della prescrizione perché è così in quasi tutti i paesi del mondo...
"Con la ex Cirielli la possibilità, in non pochi casi, di raggiungere la prescrizione anche dopo la sentenza di primo grado sollecita impugnazioni puramente dilatorie. Ciò non è accettabile e non è consentito in nessun paese".

Calcolando che non ha avuto ancora effetti la riforma della prescrizione di Orlando (sospensione per 36 mesi dopo il primo grado) del 2017, anche se la Bonafede entrasse in vigore produrrebbe conseguenze nel 2023. C'è tutto il tempo di fare leggi per accelerare il processo penale. Quindi dov'è il problema?
"Con la legge Orlando si era intervenuti per rendere difficile la prescrizione almeno per alcuni gravi reati come la corruzione. Una riforma utile, ma incompleta. Poi si è deciso, con la Bonafede, di passare all'estremo opposto del pendolo rispetto alla ex Cirielli. Ma occorre evitare i due estremi. Da un lato, prescrizione facile con effetti di incentivazione di impugnazioni strumentali, ingorgo dei giudizi in appello, ricadute di lungaggini su tutta la catena del processo. Dall'altro, blocco totale della prescrizione dopo il giudizio di primo grado con il risultato, negli uffici giudiziari meno efficienti, di una permanenza del processo oltre ogni limite della ragionevole durata stabilita dalla nostra Costituzione e dalle norme europee".

Dopo oltre 40 anni di magistratura, lei cosa farebbe?
"Ciò che si può fare subito è introdurre un sistema di prescrizione per gradi, come previsto in altri paesi: un tempo per le indagini preliminari, un tempo per l'appello, un tempo per la Cassazione. Vi sono da anni dettagliati progetti largamente condivisi dai giuristi".

Quindi lei propone la prescrizione cosiddetta processuale?
"Per rispetto al Parlamento non do numeri, ma per ciascuna fase occorre un tempo adeguato. Non si faccia demagogia agitando la somma globale. Questo sistema, a regime, disincentivando impugnazione dilatorie, produrrà un effetto di accelerazione generale. Meno appelli significa che quelli veri residui saranno trattati più rapidamente".

Lei sposa la tesi del rinvio della Bonafede chiesto dal Pd?
"Sono contrario a un rinvio puro e semplice. L'esame in commissione Giustizia di uno dei due rami del Parlamento potrebbe essere calendarizzato in tempi serratissimi e un rinvio brevissimo dell'entrata in vigore della legge Bonafede servirebbe non a bloccare una riforma, ripeto indispensabile, della ex Cirielli, ma per farne una tecnicamente semplice, equilibrata ed efficace. E potrebbe essere anche il terreno di incontro e di condivisione tra magistratura e avvocatura".