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Regionali, Zingaretti in Calabria per incontrare Callipo. Slittano le candidature M5S. Oliverio tenta l'opzione sardine

Il segretario dem domani vedrà l'imprenditore in pista per i dem. I 5Stelle provano a lanciare una lista civica di appoggio. Caos anche a destra
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Se non è una partita di rubamazzetto, poco ci manca. A meno di venti giorni dalla presentazione delle liste per le regionali del 26 gennaio, il caos continua a imperare sovrano in Calabria. Fra dispetti palesi e corteggiamenti ufficiosi, candidati contesi e partite personali, accordi tentati e occasioni sfumate.
 
Il Pd, orfano di un accordo più volte tentato con i 5s, ha appoggiato la candidatura autonoma dell'imprenditore Pippo Callipo, qualche mese fa dato in quota pentastellati e oggi diventato speranza dei dem. "Con lui possiamo giocare per vincere" commentano soddisfatti i vertici del partito calabrese. Forse ci crede anche il segretario Nicola Zingaretti che domani arriverà in Calabria per presentarlo ufficialmente.


Per Zingaretti, si tratta della prima visita ufficiale ai dem calabresi, da cui si era sempre tenuto lontano anche a causa dei rapporti non certo cordiali con il governatore dem Mario Oliverio, scaricato e non ricandidato dal Nazareno anche per i troppi guai giudiziari. Una decisione mai condivisa dallo stesso Oliverio che dopo mesi di guerra, dichiarazioni incendiarie, proteste, sit in dei suoi sotto la segreteria nazionale e la promessa/minaccia di candidatura autonoma, ha tentato un colpo di coda, "aggregandosi" al banco di sardine calabresi. "Più che altro strumentalizzandole," commenta un dirigente calabrese del Pd.
 
Qualche giorno fa, Jasmine Cristallo, leader del movimento in Calabria, aveva risposto "no grazie" alle offerte di corsa congiunta che Callipo, fresco di candidatura, si era affrettato a farle, chiedendo a tutti di fare fronte comune contro le destre. "Incontratevi, parlatevi, trovate una soluzione credibile e condivisa. Richiamate i giovani competenti che sono stati costretti ad andare via" aveva scritto in un messaggio, chiedendo a tutti di "battersi per una sana rigenerazione della classe dirigente".
 
Parole che qualche ora fa Oliverio ha fatto sue, dicendosi pronto a farsi da parte in cambio di un passo indietro collettivo. "Via le candidature di Callipo e di Aiello" ha chiesto a Pd e Cinque stelle, proprio lui che contro l'alleanza con i pentastellati ha fatto barricate. E ha proposto "individuiamo insieme un giovane competente, che magari vive e lavora fuori e facciamolo tornare in Calabria". In caso contrario - ha minacciato - "il dado è tratto e io vado avanti" ha annunciato in conferenza stampa.
 
Parole al vento e soprattutto assai tardive per il Pd. "Sembra il bambino escluso dalla partita che dice 'se non gioco io, non lo fa nessuno'" commenta acidissimo un dirigente. Tra le sardine, non solo calabresi, la mossa è stata invece giudicata significativa.  "È il primo risultato politico concreto che otteniamo avanzando richieste di sforzi di coalizione finalizzati al bene comune e non agli interessi dei singoli " si commenta nel movimento che da settimane riempie le piazze in Italia e i salotti in tv.
 
E sul fronte pentastellato? Nessuno commenta, qualche frangia che aveva sperato nell'accordo con il Pd per evitare il disastro elettorale che i sondaggi disegnano, ci spera. Al momento però, ufficialmente si persevera nella corsa in solitaria con il docente Unical Francesco Aiello, che però deve ancora ricevere l'imprimatur da Rousseau e all'interno non gode di larga stima, soprattutto dopo la grana della casa semiabusiva svelata da Repubblica.


E ci si muove per una civica di appoggio alla lista del Movimento, capitanata da Maurizio Talarico, il "re delle cravatte" che qualche settimana fa si era proposto come "candidato civico" al Pd. Un'operazione (con annesso dispetto ai partner di governo) gestita personalmente dal coordinatore pentastellato Paolo Parentela e che ha lasciato sorpresi non pochi parlamentari calabresi. "In realtà - si ragiona - potrebbe essere una sorta di piano B".

Aiello comunica già da candidato governatore, ma il suo nome deve passare (ancora) l'esame di Rousseau e il risultato è tutt'altro che scontato. "Al momento non c'è una data, ma verosimilmente" dice una fonte interna al Movimento "se ne parlerà alla chiusura delle regionarie", il processo di selezione online dei candidati al Consiglio. I cui tempi si sono dilatati. Inizialmente, il termine per la presentazione delle candidature sia per la Calabria, sia per l'Emilia Romagna era previsto per le 23 del 4 dicembre, ma un messaggio sulla piattaforma Rousseau ha fatto slittare tutto alle 18 di lunedì 9. Motivo? Nessuno lo dice. Ma già qualche settimana c'era chi fra i parlamentari avvertiva sulla - forse inedita - carenza di aspiranti consiglieri regionali.
 
Fra i ranghi della destra, fino a un mese fa data per vincente, si continua a litigare furiosamente sul candidato. Il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, ormai non solo non piace alla Lega, ma è stato sconfessato anche da parte dei suoi. E c'è chi teme che i margini di vantaggio si stiano ormai erodendo.
 
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