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Riforma del processo civile, ecco cosa cambia: durata ridotta, meno norme, sanzioni per chi allunga i tempi

(lapresse)
Il testo prevede un ampliamento delle competenze del giudice monocratico. Tetto medio di quattro anni per i procedimenti
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"Il punto da cui siamo partiti è l'analisi di ciò che non funziona: tempi morti e udienze in cui non succede nulla", ha detto il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. E il premier Giuseppe Conte ha aggiunto: "Confidiamo così di attirare sempre più investitori". Il governo ha dato il via libera alla riforma del processo civile: un disegno di legge delega che dovrà essere accompagnato da decreti attuativi. L'obiettivo principale è dimezzare i tempi, con una durata media calcolata in quattro anni. Dai dati del 2018, risulta che i processi civili con rito ordinario in primo grado hanno avuto una durata media di 1.270 giorni e 1.296 in appello. Ma quali sono le novità previste dalla riforma (in tutto 15 articoli)?

La principale è la riduzione da tre riti a uno per tutti i casi in cui il giudice decide in composizione monocratica. Ridotti anche i casi in cui il tribunale decide in composizione collegiale.  Scompare l'atto di citazione. Ci sarà un solo atto introduttivo, il ricorso. Sono previste poi sanzioni per chi intraprende cause temerarie: chi querela senza presupposti, rischia di pagare non solo il risarcimento ma anche un'ammenda "perché - ha detto Bonafede - ha creato un danno anche allo Stato". Sono stabiliti termini temporali stringenti per la fissazione delle udienze ed è previsto che il giudice disponga un calendario del processo. E viene eliminata l'udienza di precisazione delle conclusioni. L'udienza di prima comparizione dovrà essere fissata entro quattro mesi. E il termine di comparizione delle parti non dovrà essere superiore a 80 giorni.

Ci sarà il divieto per l'ufficiale giudiziario di fare la notifica cartacea se il destinatario ha un indirizzo Pec o se ha un un indirizzo digitale. E sulla digitalizzazione verrà fatto un investimento. Viene cancellato anche l'obbligo della negoziazione assistita nel settore della circolazione stradale. E si unificano i procedimenti di impugnazione dei licenziamenti, con l'abrogazione del rito Fornero.La riforma infine elimina il rito Fornero ("una pagine triste della storia politica e giudiziaria", ha detto Bonafede). In materia di class action, infine, sarà istituito un tavolo per il monitoraggio della legge.

 
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