Ambiente, via libera al decreto clima: il governo ottiene la fiducia anche dalla Camera
Monica Rubino
Trentacinque i voti favorevoli, duecentoquindci i contrari
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ROMA - La Camera ha votato la fiducia posta dal Governo sul decreto Clima. Sono stati 305 i sì, 215 invece i voti contrari. Tra le principali novità introdotte dal decreto, il buono mobilità per le città e le aree sottoposte a infrazione europea per la qualità dell'aria per il quale vengono stanziati 255 milioni di euro (fino a 1500 euro per la rottamazione dell'auto fino alla classe euro 3 e fino a 500 euro per i motocicli a due tempi). Sono istituiti un fondo di 40 milioni di euro per i Comuni per la realizzazione o l'ammodernamento delle corsie preferenziali e un fondo di 20 milioni di euro per realizzare o implementare il trasporto scolastico per gli alunni delle scuole elementari e medie con mezzi ibridi, elettrici o non inferiori a euro 6.
Inoltre, 30 milioni di euro saranno destinati alla piantumazione e al reimpianto degli alberi e alla creazione di foreste urbane e periurbane nelle città metropolitane. E ancora: saranno aumentati i poteri e le risorse dei commissari che si occupano delle bonifiche delle discariche abusive e della depurazione delle acque, per risolvere il problema storico delle infrazioni ambientali; venti milioni saranno destinati ai commercianti (fino a 5 mila euro per ciascuno) per la realizzazione di un "green corner" per la vendita di prodotti sfusi e alla spina.
L'Ispra, l'Istituto superiore per la ricerca ambientale di cui si avvale il ministero dell'Ambiente, realizzerà un database pubblico, grazie a una dotazione di un milione e mezzo di euro, per la trasparenza dei dati ambientali. I concessionari di servizi pubblici dovranno rendere disponibili in rete i risultati delle rilevazioni effettuate.
Infine viene istituito presso il ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare il tavolo permanente interministeriale sull’emergenza climatica. Il decreto stabilisce che entro sessanta giorni dall’entrata in vigore dovrà essere approvato il Programma strategico nazionale per il contrasto ai cambiamenti climatici e il miglioramento della qualità dell’aria.
In definitiva il decreto clima è solo un primo passo e non ha quella complessità che ci si aspetterebbe per trattare un tema così vasto e problematico. In tutto gli articoli sono nove e contengono cinque provvedimenti che, presi singolarmente, sono senza dubbio positivi ma nel complesso non daranno risposte quantitativamente importanti. Quello che sembra mancare è una visione strategica di lotta al riscaldamento globale. Non dimentichiamo che è stata stralciata da una prima bozza una misura che sarebbe stata decisiva e che prevedeva l’abolizione dei sussidi statali alle compagnie di estrazione di combustibili fossili.