ROMA. Messaggio chiaro: non esistono piani B, c'è solo il governo Conte e l'alleanza con il Partito democratico. Anche qualcosa più di un'alleanza. "Sono stato contattato da Zingaretti e da altri dirigenti democratici, ma non devo parlarci io con loro. Dovete farlo voi. Non facciamoci il problema di stringere mani. Bisogna cominciare a ragionare con il mondo progressista, che in parte è rappresentato dal Pd. Di povertà, di sociale, di redditi universali. Con Gianroberto abbiamo costruito un movimento progressista, quindi...". Beppe Grillo torna a Roma meno di un mese dopo la sua ultima visita. E detta ancora una volta la linea riprendendosi la leadership.
In poche settimane il Movimento ha perso tre senatori e l'altro ieri altri quattro non hanno votato la legge di bilancio. "Sono l'anti-emorragico", scherza il comico. Che però evita l'attacco frontale ai fuoriusciti e ai dissidenti. "Dal punto di vis…
In poche settimane il Movimento ha perso tre senatori e l'altro ieri altri quattro non hanno votato la legge di bilancio. "Sono l'anti-emorragico", scherza il comico. Che però evita l'attacco frontale ai fuoriusciti e ai dissidenti. "Dal punto di vis…
ROMA. Messaggio chiaro: non esistono piani B, c'è solo il governo Conte e l'alleanza con il Partito democratico. Anche qualcosa più di un'alleanza. "Sono stato contattato da Zingaretti e da altri dirigenti democratici, ma non devo parlarci io con loro. Dovete farlo voi. Non facciamoci il problema di stringere mani. Bisogna cominciare a ragionare con il mondo progressista, che in parte è rappresentato dal Pd. Di povertà, di sociale, di redditi universali. Con Gianroberto abbiamo costruito un movimento progressista, quindi...". Beppe Grillo torna a Roma meno di un mese dopo la sua ultima visita. E detta ancora una volta la linea riprendendosi la leadership.
In poche settimane il Movimento ha perso tre senatori e l'altro ieri altri quattro non hanno votato la legge di bilancio. "Sono l'anti-emorragico", scherza il comico. Che però evita l'attacco frontale ai fuoriusciti e ai dissidenti. "Dal punto di vista umano, non condanno l'addio dei senatori. Forse sono persone che si sono sentite sole. Può succedere". Significa che l'Elevato comprende le difficoltà. La carota più del bastone può fermare i maldipancia e rilanciare la collaborazione nella squadra giallo-rossa. "La comunicazione interna ed esterna è cambiata, c'è da imparare una nuova forma di dialogo tra di noi e fuori di noi. Smettiamola di pensare al Pd com'era".
Vale per i parlamentari e vale per Luigi Di Maio. "L'unico capo possibile - è l'investitura del comico - . Nessuno fa le cose come lui, va sostenuto. Era in Libia e ora è qui, a controllare se dico c...". Però Grillo sa che i gruppi ribollono, che il malcontento si fa strada anche nei più leali. Gianluigi Paragone non è andato neanche a sentirlo e il team di "facilitatori", ovvero la nuova segreteria politica del M5S indicata dal capo politico, sembra un'emanazione diretta della Casaleggio associati, soprattutto con la scelta di Enrica Sabatini, socia della piattaforma Rousseau, all'organizzazione.
Grillo allora fa il "padre" nobile, si mette nei panni degli scontenti. Sceglie di non bacchettare il dissenso. Accanto a lui, nella saletta del Senato e poi della Camera, c'è lo stesso Davide Casaleggio. "A Palazzo Madama ti ho difeso - scherza Grillo - ma su certe cose sei indifendibile". I "sofferenti" escono sollevati. Il comico mostra anche il numero di cellulare su un foglio: "Se avete bisogno chiamatemi".
L'esecutivo deve andare avanti. Senza guerriglia, possibilmente. È la benedizione dell'Elevato. Al massimo la parola d'ordine è "portiamo il Pd sui nostri temi" che non suona come una grande minaccia. Torna a parlare alle assemblee dei gruppi parlamentari a 5 anni dalla sua ultima volta. Comunque un segno, un'impronta la vuole lasciare. Il momento lo richiede. "Per fare le cose occorrono tempo e pazienza", avverte. Giuseppe Conte sa di poter contare sull'appoggio incondizionato di Grillo. "Ho parlato qualche volta con lui - dice infatti il premier - . E l'ho visto molto consapevole che questa è un'occasione anche storica. Su questo c'è piena sintonia".
I due si incrociano alla presentazione del piano per l'innovazione. C'è anche Davide Casaleggio. Un altro richiamo all'unità del Movimento e alla tenuta dell'esecutivo. Il figlio di Gianroberto resta nel mirino per le mani allungate sul partito. Ma non è il tempo di dividersi. I parlamentari sembrano più tranquilli. "Ha parlato di futuro, è ottimista", festeggia Nicola Morra. "Solo lui sa dare passione e entusiasmo", commenta il senatore Emanuele Dessì.
Andare avanti, dunque. E in perfetta simbiosi con l'apertura di Grillo, Conte ripete quello che aveva detto a settembre alla Festa di Leu: "Il mio cuore batte a sinistra. Sono cresciuto nel solco del cattolicesimo democratico".
In poche settimane il Movimento ha perso tre senatori e l'altro ieri altri quattro non hanno votato la legge di bilancio. "Sono l'anti-emorragico", scherza il comico. Che però evita l'attacco frontale ai fuoriusciti e ai dissidenti. "Dal punto di vista umano, non condanno l'addio dei senatori. Forse sono persone che si sono sentite sole. Può succedere". Significa che l'Elevato comprende le difficoltà. La carota più del bastone può fermare i maldipancia e rilanciare la collaborazione nella squadra giallo-rossa. "La comunicazione interna ed esterna è cambiata, c'è da imparare una nuova forma di dialogo tra di noi e fuori di noi. Smettiamola di pensare al Pd com'era".
Vale per i parlamentari e vale per Luigi Di Maio. "L'unico capo possibile - è l'investitura del comico - . Nessuno fa le cose come lui, va sostenuto. Era in Libia e ora è qui, a controllare se dico c...". Però Grillo sa che i gruppi ribollono, che il malcontento si fa strada anche nei più leali. Gianluigi Paragone non è andato neanche a sentirlo e il team di "facilitatori", ovvero la nuova segreteria politica del M5S indicata dal capo politico, sembra un'emanazione diretta della Casaleggio associati, soprattutto con la scelta di Enrica Sabatini, socia della piattaforma Rousseau, all'organizzazione.
Grillo allora fa il "padre" nobile, si mette nei panni degli scontenti. Sceglie di non bacchettare il dissenso. Accanto a lui, nella saletta del Senato e poi della Camera, c'è lo stesso Davide Casaleggio. "A Palazzo Madama ti ho difeso - scherza Grillo - ma su certe cose sei indifendibile". I "sofferenti" escono sollevati. Il comico mostra anche il numero di cellulare su un foglio: "Se avete bisogno chiamatemi".
L'esecutivo deve andare avanti. Senza guerriglia, possibilmente. È la benedizione dell'Elevato. Al massimo la parola d'ordine è "portiamo il Pd sui nostri temi" che non suona come una grande minaccia. Torna a parlare alle assemblee dei gruppi parlamentari a 5 anni dalla sua ultima volta. Comunque un segno, un'impronta la vuole lasciare. Il momento lo richiede. "Per fare le cose occorrono tempo e pazienza", avverte. Giuseppe Conte sa di poter contare sull'appoggio incondizionato di Grillo. "Ho parlato qualche volta con lui - dice infatti il premier - . E l'ho visto molto consapevole che questa è un'occasione anche storica. Su questo c'è piena sintonia".
I due si incrociano alla presentazione del piano per l'innovazione. C'è anche Davide Casaleggio. Un altro richiamo all'unità del Movimento e alla tenuta dell'esecutivo. Il figlio di Gianroberto resta nel mirino per le mani allungate sul partito. Ma non è il tempo di dividersi. I parlamentari sembrano più tranquilli. "Ha parlato di futuro, è ottimista", festeggia Nicola Morra. "Solo lui sa dare passione e entusiasmo", commenta il senatore Emanuele Dessì.
Andare avanti, dunque. E in perfetta simbiosi con l'apertura di Grillo, Conte ripete quello che aveva detto a settembre alla Festa di Leu: "Il mio cuore batte a sinistra. Sono cresciuto nel solco del cattolicesimo democratico".