Giocheremo la nostra partita. Rispettiamo gli avversari, non li temiamo. Il campionato è ancora lungo. Cosa ho appena detto? Niente: il linguaggio sportivo è fatto di metafore innocue che contentano tutti. E ieri, a un certo punto, sembrava che sullo scranno della conferenza stampa presidenziale ci fosse il Conte sbagliato. «Ora abbiamo davanti una maratona di tre anni». «In questi primi giorni del nuovo governo siamo stati costretti a correre i 100 metri». «È stato uno sprint a ostacoli». Solo che l’agonismo, persino a parole, mica è facile da maneggiare. Bisogna usare le banalità giuste. Purtroppo per Conte non c’è memoria di un centometrista che sia passato con successo ai 42 chilometri e rotti, e nei 100 metri gli ostacoli non esistono. Non in quelli maschili.
Inoltre, se ti vanti «dei 98 migranti ricollocati al mese, contro gli 11 del precedente Governo», sembri un allenatore che si lamenta di quando in panchina c’era sempre lui. Però ci sta lavorando. «Io ritengo – ha detto - che una prescrizione che sia sospesa in prossimità del giudizio di primo grado non è un obbrobrio giuridico». Almeno in quanto a proprietà del periodo ipotetico siamo già nei pressi di Ringhio Gattuso. Che peraltro, probabilmente, a Palazzo Chigi se la caverebbe molto meglio. Ma Conte 1 o Conte Bis, il motto resta sempre e comunque quello del barone De Coubertin: l’importante è partecipare.
Inoltre, se ti vanti «dei 98 migranti ricollocati al mese, contro gli 11 del precedente Governo», sembri un allenatore che si lamenta di quando in panchina c’era sempre lui. Però ci sta lavorando. «Io ritengo – ha detto - che una prescrizione che sia sospesa in prossimità del giudizio di primo grado non è un obbrobrio giuridico». Almeno in quanto a proprietà del periodo ipotetico siamo già nei pressi di Ringhio Gattuso. Che peraltro, probabilmente, a Palazzo Chigi se la caverebbe molto meglio. Ma Conte 1 o Conte Bis, il motto resta sempre e comunque quello del barone De Coubertin: l’importante è partecipare.