Palazzo Chigi: "Revisione quota 100 e reddito non è in agenda"
Matteo Renzi e Nicola Zingaretti
Fonti governative smentiscono le voci di modifiche ai due provvedimenti avversati dai renziani. Il Pd è su posizioni più morbide
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Dopo l'attacco della ex ministra grillina Barbara Lezzi alla renziana Teresa Bellanova, responsabile delle Politiche Agricole che ha criticato il reddito di cittadinanza, arriva una secca smentita da Palazzo Chigi circa le voci di modifiche del reddito e di quota 100. "Dopo l'approvazione della manovra, non è all'ordine del giorno dell'agenda di governo alcuna revisione nè di quota cento nè del reddito di cittadinanza", precisano fonti governative.
Sul reddito di cittadinanza le posizioni all'interno della maggioranza degli alleati del M5s sono differenti. Italia Viva di Matteo Renzi, infatti, ne chiede l'abolizione senza mezzi termini. Il Pd, invece, ha ammorbidito il suo atteggiamento e ora propende per una revisione, al fine di correggerne le storture, come ha spiegato a Repubblica anche il ministro per il Mezzogiorno Giuseppe Provenzano.
Tra i dem, anche Andrea Marcucci, capogruppo dei senatori pd, spinge per una revisione di entrambe le misure: "Quota 100 e reddito di cittadinanza sono un'eredità del governo con Salvini. Il primo provvedimento, particolarmente ingiusto verso i giovani, scade comunque nel 2021, il reddito di cittadinanza sta andando peggio delle peggiori previsioni. Possono anche non essere in agenda revisioni immediate, ma è sicuramente il tempo di iniziare a valutare". Poi conclude: "Non abbiamo toccato quota 100 per garantire la certezza delle leggi-sottolinea- ma tutti sono consapevoli dei suoi limiti enormi- sottolinea- quanto al reddito di cittadinanza, basta valutare i fatti. Come misura contro la povertà non funziona, andrà completamente rivisto. Continuo a pensare che la povertà si combatta con provvedimenti sociali e di reale aiuto al lavoro, e non con l'assistenzialismo".
Il campionario dei nuovi furbetti, intanto, non accenna a diminuire. Di recente sono stati scoperti casi a Frosinone e a Milano di persone che percepivano il reddito senza averne diritto.