Istruzione, Mattarella accetta le dimissioni di Fioramonti e affida l'interim del dicastero a Conte
Affinché i nuovi ministri di Scuola e Università, Azzolina e Manfredi, diventino ufficiali bisognerà attendere i primi giorni di gennaio, quando il cdm varerà il decreto per lo spacchettamento del Miur. Subito dopo il Capo dello Stato procederà alla nomina con relativo giuramento al Quirinale
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato il decreto con il quale accetta le dimissioni di Lorenzo Fioramonti da ministro dell'Istruzione e affida l'interim del dicastero al presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Lo rende noto un comunicato del Quirinale.
Com'è noto il Miur si sdoppia con la Scuola da una parte e l'Università e Ricerca dall'altra. Il premier, nella conferenza stampa di fine anno, ha annunciato i nomi di Lucia Azzolina per il primo dicastero e di Gaetano Manfredi per il secondo.
Ma affinché i due nuovi ministri diventino ufficiali bisognerà attendere ancora qualche giorno, probabilmente i primi di gennaio. Occorre infatti un decreto-legge ad hoc per lo spacchettamento del Miur. Dopo il Consiglio dei ministri, Mattarella avrà il via libera per procedere alla nomina e subito dopo ci sarà il giuramento di Azzolina e Manfredi al Quirinale.
"Il mio impegno è per i giovani - ha…
Com'è noto il Miur si sdoppia con la Scuola da una parte e l'Università e Ricerca dall'altra. Il premier, nella conferenza stampa di fine anno, ha annunciato i nomi di Lucia Azzolina per il primo dicastero e di Gaetano Manfredi per il secondo.
Ma affinché i due nuovi ministri diventino ufficiali bisognerà attendere ancora qualche giorno, probabilmente i primi di gennaio. Occorre infatti un decreto-legge ad hoc per lo spacchettamento del Miur. Dopo il Consiglio dei ministri, Mattarella avrà il via libera per procedere alla nomina e subito dopo ci sarà il giuramento di Azzolina e Manfredi al Quirinale.
"Il mio impegno è per i giovani - ha…
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato il decreto con il quale accetta le dimissioni di Lorenzo Fioramonti da ministro dell'Istruzione e affida l'interim del dicastero al presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Lo rende noto un comunicato del Quirinale.
Com'è noto il Miur si sdoppia con la Scuola da una parte e l'Università e Ricerca dall'altra. Il premier, nella conferenza stampa di fine anno, ha annunciato i nomi di Lucia Azzolina per il primo dicastero e di Gaetano Manfredi per il secondo.
Ma affinché i due nuovi ministri diventino ufficiali bisognerà attendere ancora qualche giorno, probabilmente i primi di gennaio. Occorre infatti un decreto-legge ad hoc per lo spacchettamento del Miur. Dopo il Consiglio dei ministri, Mattarella avrà il via libera per procedere alla nomina e subito dopo ci sarà il giuramento di Azzolina e Manfredi al Quirinale.
"Il mio impegno è per i giovani - ha detto a Sky Tg24 Manfredi, che è rettore della Federico II di Napoli - per gli studenti e per i ricercatori, per garantire migliori condizioni di accesso all'università, più diritto allo studio e più opportunità. L'università oggi è troppo vecchia e ha bisogno di nuove energie. Troppi nostri giovani vanno all'estero, abbiamo la necessità di avere un'università più giovane e più internazionale".
Com'è noto il Miur si sdoppia con la Scuola da una parte e l'Università e Ricerca dall'altra. Il premier, nella conferenza stampa di fine anno, ha annunciato i nomi di Lucia Azzolina per il primo dicastero e di Gaetano Manfredi per il secondo.
Ma affinché i due nuovi ministri diventino ufficiali bisognerà attendere ancora qualche giorno, probabilmente i primi di gennaio. Occorre infatti un decreto-legge ad hoc per lo spacchettamento del Miur. Dopo il Consiglio dei ministri, Mattarella avrà il via libera per procedere alla nomina e subito dopo ci sarà il giuramento di Azzolina e Manfredi al Quirinale.
"Il mio impegno è per i giovani - ha detto a Sky Tg24 Manfredi, che è rettore della Federico II di Napoli - per gli studenti e per i ricercatori, per garantire migliori condizioni di accesso all'università, più diritto allo studio e più opportunità. L'università oggi è troppo vecchia e ha bisogno di nuove energie. Troppi nostri giovani vanno all'estero, abbiamo la necessità di avere un'università più giovane e più internazionale".