Politica

Sardine a Riace con Mimmo Lucano "per arginare visione politica pericolosa e violenta"

La manifestazione nel luogo simbolo dell'integrazione con la partecipazione dell'ex sindaco. Salvini critica l'incontro: "Il 26 votano donne e uomini, non pesci"

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Tra i luoghi simbolo scelti dalle Sardine per la "fase due" è forse uno dei più rappresentativi. Un tempo modello mondiale di accoglienza e integrazione, con le ultime amministrative finita in pasto ad una maggioranza a trazione Lega, Riace è la prima piazza del Sud scelta dalle Sardine per spostare la mobilitazione dalle grandi piazze ai piccoli centri. Un luogo "simbolo per eccellenza - si legge in una nota del movimento - di ogni messaggio che parli di pace, tolleranza, dialogo, inclusione. Il luogo divenuto negli anni un modello studiato e apprezzato a livello internazionale per l'efficacia con cui ha saputo indicare la via più ragionevole e civile per gestire il fenomeno migratorio".

All'appuntamento hanno risposto in circa quattrocento, partiti da tutti gli angoli della Calabria per ritrovarsi al "Villaggio Globale", cuore del modello Riace quando ad amministrare il paese era lo storico sindaco Mimmo Lucano, oggi trincea di chi crede ancora che quel sistema sia il futuro del borgo. Bandiere della pace, qualche cartello, molti sorrisi nonostante il vento gelido. In piazza fra sardine, simpatizzanti, attivisti storici di comitati, movimenti e sindacati che come richiesto hanno lasciato a casa le bandiere, gente comune e qualche paesano, c'è anche Mimmo Lucano, tornato in piazza, dice, "da semplice cittadino riacese".

Obiettivo, fare politica dal basso, come promesso nel settembre scorso, quando dopo undici mesi di esilio obbligato è stato autorizzato dal Tribunale di Locri a tornare a Riace.  "Quando si manifesta per dire quello che si pensa è sempre un fatto importante, dobbiamo costruire entusiasmo, non isolamento e spero che questo messaggio di umanità arrivi anche a chi è rimasto a casa" spiega, mentre la piazza si riempie e sulle note appena accennate della giovane pianista e compositrice Chiara Troiano intona Bella Ciao. Poi sale sugli scalini che portano a quella che un tempo era la taverna gestita dai rifugiati, si rivolge alla folla infreddolita e inizia a parlare. E gli applausi sono tutti per lui.

Il processo che lo vede imputato come vertice di quel modello di accoglienza che nel mondo ha fatto scuola ma la procura di Locri ritiene sistema criminale. Le nuove accuse di falso, notificate poco prima di Natale, per aver fatto la carta d'identità ad un bimbo di 4 mesi per permettergli di avere la tessera sanitaria "che se è reato, rifarei". L'indignazione ancora cocente per la morte di Becky Moses, 26enne nigeriana, morta in uno dei tanti roghi scoppiati nel ghetto di San Ferdinando dove si era rifugiata dopo essere stata costretta a lasciare Riace perché espulsa dal sistema d'accoglienza dalla commissione territoriale. Mimmo Lucano è un fiume in piena.

Punta il dito contro l'ex prefetto di Reggio Calabria, Michele di Bari, che "ha avuto un ruolo centrale nella vicenda che ha riguardato il modello Riace, subito dopo lo scoppio dell'inchiesta è stato nominato come Capo Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione al Ministero dell'Interno da Salvini", contro la Lega, che fomenta odio e paure, ma anche contro la sinistra che nelle piazze non riesce a trovare la sintesi. "A sinistra abbiamo capacità di guardare il pelo nell'uovo, ma non ce lo possiamo permettere, dobbiamo scendere nelle piazze, occupare gli spazi" dice alla folla che esplode.
 
"Riace è la Calabria che ci ha portato in giro per il mondo come esempio positivo e siamo qui perché questo è il simbolo dell'accoglienza e dell'integrazione possibile. Siamo qui - afferma Jasmine Cristallo, coordinatrice calabrese ed esponente nazionale della Sardine - per dire che c'è gente che crede ancora che l'altro non sia nemico, non sia qualcosa da temere, ma un'occasione di crescita e di evoluzione". E a Salvini, che a Bologna per la Befana del poliziotto, in vista delle regionali in Emilia Romagna, ha detto: "Il 26 gennaio votano donne e uomini, non i pesci. Quindi sono contento", Cristallo replica: "Risponda sugli argomenti, ad esempio sull'autonomia differenziata al Sud, sul tentativo di tagliare fuori il Sud dal resto del Paese".
 
 




 
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