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Pd, Macaluso: “Percorso senza dibattito. E dov’è la discontinuità al governo?”

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L'anziano dirigente comunista considera la proposta di Zingaretti “ francamente velleitaria: siamo sicuri che sindaci, sardine, società civile vogliano farsi coinvolgere nel nuovo Partito democratico? Non basta volere un cosa per averla”  
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"A Zingaretti auguro buona fortuna, anche se sono scettico e la rivoluzione copernicana da lui annunciata, mi sembra soprattutto un modo per rompere un certo isolamento, anche suo". Emanuele Macaluso di rifondazioni della sinistra ne ha fatte e viste tante, a cominciare dalla svolta della Bolognina di Occhetto del 1989. Allo storico leader, 96 anni, e una passione politica indomita, "l'idea sembra francamente velleitaria: siamo sicuri che sindaci, sardine, società civile vogliano farsi coinvolgere nel partito di Zingaretti? Non basta volere un cosa per averla". E poi, dice Macaluso: "Il segretario del Pd in attesa della rivoluzione potrebbe intanto imporre una discontinuità rispetto al governo precedente".

Macaluso, il Pd va sciolto per una nuova rifondazione?
"Mi pare l'annuncio di una rivoluzione senza però un dibattito importante. Non è che uno può singolarmente decidere di formare un partito nuovo. Nel …

"A Zingaretti auguro buona fortuna, anche se sono scettico e la rivoluzione copernicana da lui annunciata, mi sembra soprattutto un modo per rompere un certo isolamento, anche suo". Emanuele Macaluso di rifondazioni della sinistra ne ha fatte e viste tante, a cominciare dalla svolta della Bolognina di Occhetto del 1989. Allo storico leader, 96 anni, e una passione politica indomita, "l'idea sembra francamente velleitaria: siamo sicuri che sindaci, sardine, società civile vogliano farsi coinvolgere nel partito di Zingaretti? Non basta volere un cosa per averla". E poi, dice Macaluso: "Il segretario del Pd in attesa della rivoluzione potrebbe intanto imporre una discontinuità rispetto al governo precedente".

Macaluso, il Pd va sciolto per una nuova rifondazione?
"Mi pare l'annuncio di una rivoluzione senza però un dibattito importante. Non è che uno può singolarmente decidere di formare un partito nuovo. Nel Pd si è aperta questa discussione? Non mi pare. L'obiettivo è ambizioso per le condizioni in cui quel partito è".

Le sembra velleitario?
"Sì, velleitario: un modo per rompere un isolamento, anche suo. E quando Zingaretti dice che vuole coinvolgere sindaci, movimenti come le sardine, società civile, bisogna capire e sapere se quelle forze aprono al partito di Zingaretti".

Però il segretario dem sta giocando d'anticipo, non crede?
"Vedo una certa ingenuità nell'affrontare un problema enorme che è rifondare la sinistra, non essendo peraltro il Pd un partito di sinistra bensì di centrosinistra. Il movimento delle sardine è fuori dal Pd. Come fa adesso a dire: coinvolgiamoli. Una cosa sono i desideri, un'altra la possibilità che si avverino".

Il Pd non l'ha mai convinta.
"Non ho mai aderito, perché l'ho ritenuta una forza di compromesso fatto tra un pezzo della sinistra e un pezzo della sinistra dc. Non è stato un processo politico-culturale che abbia coinvolto le masse popolari, bensì un incontro tra stati maggiori. L'analisi è stata: i Ds da soli non sono una forza consistente e la Margherita neppure, quindi mettetevi insieme. Era il tentativo di ridare forza al centrosinistra. Io dissi: badate che l'incontro di due forze che sono al capolinea ha come risultato che restano al capolinea".

Secondo lei il Pd dovrebbe cambiare nome e simbolo?
"L'ha detto Zingaretti che vuole cambiare nome e simbolo per fare un partito di sinistra. Il suo è un obiettivo non da poco. Gli auguro buona fortuna, ma sono scettico. Non c'è un forte coinvolgimento dei giovani. Proprio le Sardine sono una critica clamorosa a cosa è oggi il Pd. Comunque, la prima cosa da fare è risvegliare quello che è sopito, cioè un grande interesse per la politica, perché finora è prevalsa l'antipolitica".

Con due scissioni, quella di Bersani e quella di Renzi, oltre all'addio di Calenda, come si fa immaginare un partito largo e attraente?
"E questo è vero. Anche se queste scissioni sono state solo sciagurate. Bersani ha racimolato il 3%, Renzi ne racimola il 4 , Calenda sarà all'1,5%. C'è una frantumazione piuttosto che ricomposizione".

Consigli a Zingaretti?
"Consiglierei di valutare quali sono le forze che vogliono concorrere a formare il nuovo partito . E però in attesa della rivoluzione, non c'è nemmeno la discontinuità?".