M5s, l‘emorragia continua: vanno via altri due senatori. La maggioranza è più debole
Annalisa Cuzzocrea , di ANNALISA CUZZOCREALascia Di Marzio, Ciampolillo sarà cacciato. Anche Giarrusso è in bilico. E intanto cresce il pressing per rivedere per intero i decreti sicurezza varati da Matteo Salvini. Di Maio prova a frenare l’esodo dei parlamentari, ma i gruppi cinquestelle sono ormai divisi
su molti fronti
L'emorragia è lenta, continua, apparentemente inarrestabile. Il gruppo del Movimento 5 stelle al Senato ha perso nove parlamentari in questa legislatura. Alcuni li ha cacciati, altri sarà costretto a mandarli via a causa delle mancate restituzioni (il pugliese Lello Ciampolillo sarà il prossimo espulso, non ha alcuna intenzione di restituire la parte di stipendio che aveva promesso di devolvere e si è messo contro le scelte dei vertici ormai da molto tempo). I dirigenti M5S faranno di tutto per tenere dentro il senatore siciliano Mario Giarrusso, indietro con le restituzioni anche lui.
Ma non sono riusciti a fermare Luigi Di Marzio, dirigente medico molisano - uno dei prescelti dal capo politico per gli uninominali - già propenso a lasciare un mese fa, poi fermato con la valigia in mano, tra i firmatari del referendum per abrogare il taglio dei parlamentari: è ormai deciso, andrà nel gruppo misto. Luigi Di Maio e i suoi mostrano in…
Ma non sono riusciti a fermare Luigi Di Marzio, dirigente medico molisano - uno dei prescelti dal capo politico per gli uninominali - già propenso a lasciare un mese fa, poi fermato con la valigia in mano, tra i firmatari del referendum per abrogare il taglio dei parlamentari: è ormai deciso, andrà nel gruppo misto. Luigi Di Maio e i suoi mostrano in…
L'emorragia è lenta, continua, apparentemente inarrestabile. Il gruppo del Movimento 5 stelle al Senato ha perso nove parlamentari in questa legislatura. Alcuni li ha cacciati, altri sarà costretto a mandarli via a causa delle mancate restituzioni (il pugliese Lello Ciampolillo sarà il prossimo espulso, non ha alcuna intenzione di restituire la parte di stipendio che aveva promesso di devolvere e si è messo contro le scelte dei vertici ormai da molto tempo). I dirigenti M5S faranno di tutto per tenere dentro il senatore siciliano Mario Giarrusso, indietro con le restituzioni anche lui.
Ma non sono riusciti a fermare Luigi Di Marzio, dirigente medico molisano - uno dei prescelti dal capo politico per gli uninominali - già propenso a lasciare un mese fa, poi fermato con la valigia in mano, tra i firmatari del referendum per abrogare il taglio dei parlamentari: è ormai deciso, andrà nel gruppo misto. Luigi Di Maio e i suoi mostrano indifferenza: continuerà a votare per il governo. Ma è un fatto che il gruppo si assottigli, che le mire della Lega siano manifeste e che ogni mossa - anche le riunioni dei dissidenti guidati da Emanuele Dessì, per quanto poco affollate - abbiano ormai un effetto destabilizzante: sui numeri della maggioranza a Palazzo Madama e sulla tenuta del Movimento nel Paese.
Il passaggio della senatrice Marinella Pacifico alla Lega di Matteo Salvini, è smentito dalla stessa interessata. Che a Repubblica dice: "È una baggianata. Non ci ho mai pensato". Fatto sta che ieri lo davano per probabile i suoi stessi colleghi, per dire di quanto il gruppo sia affiatato. Da quando l'ex capogruppo Stefano Patuanelli è diventato ministro è scattato una sorta di "rompete le righe" che nessuno è stato finora in grado di arginare. Ci prova lo stesso capo politico, ma è meno semplice di un tempo. Perché i gruppi M5S sono davvero divisi su molti fronti. Lo è l'intero Movimento. Sull'immigrazione, ad esempio, sono in molti a confermare quel che il capogruppo pd Graziano Delrio ha detto a Repubblica: cresce il fronte dei 5 stelle che vorrebbe cambiare per intero i decreti sicurezza di Matteo Salvini, non limitarsi ad aggiustarli seguendo i rilievi del presidente della Repubblica come ha ripetuto in questi giorni Di Maio.
Laura Ferrara è l'europarlamentare che ha seguito il dossier immigrazione e che ha curato il programma M5S sul tema: "Bisogna rivedere profondamente quei decreti, non possiamo più attendere - dice oggi - ho sempre sostenuto che il modo migliore per garantire inclusione sociale, dignità e sicurezza è attuare un'accoglienza diffusa in piccoli centri, peraltro più facilmente controllabili". E ancora: "Serve potenziare la rete degli Sprar per garantire una migliore gestione dell'accoglienza e potenziare anche le vie legali di accesso all'Ue. È assurdo che oggi l'Europa non offra gli strumenti per esercitare il diritto d'asilo, che pure riconosce".
Ignazio Corrao, altro europarlamentare ora nel team del futuro, dice: "Sul tema Sprar/accoglienza c'è da discutere attorno a un tavolo senza pregiudizi per trovare un sistema equilibrato. Lasciando a casa la propaganda e gli schemi di speculazione economica che abbiamo visto in passato". E Doriana Sarli, deputata: "Non ho mai nascosto di non aver condiviso quei decreti. La chiusura degli Sprar e l'eliminazione dei permessi umanitari non ha aiutato. Spero che la maggioranza possa discuterne, dati alla mano, per trovare una soluzione condivisa". Sulla stessa linea, ma ancora più netto, il senatore Matteo Mantero: "I decreti Salvini non hanno risolto l'emergenza, non hanno ridotto le partenze, non hanno combattuto gli scafisti: hanno solo aumentato il rischio di stragi in mare. Vanno eliminati o modificati sostanzialmente. Il problema dei migranti si risolve ripristinando gli Sprar, gestendo i flussi e non lasciando morire le persone nel Mediterraneo. Multare chi soccorre esseri umani in difficoltà. sequestrare le navi, ci rende corresponsabili delle morti di decine di bambini, donne e uomini che cercano rifugio da situazioni estreme".
Ma non sono riusciti a fermare Luigi Di Marzio, dirigente medico molisano - uno dei prescelti dal capo politico per gli uninominali - già propenso a lasciare un mese fa, poi fermato con la valigia in mano, tra i firmatari del referendum per abrogare il taglio dei parlamentari: è ormai deciso, andrà nel gruppo misto. Luigi Di Maio e i suoi mostrano indifferenza: continuerà a votare per il governo. Ma è un fatto che il gruppo si assottigli, che le mire della Lega siano manifeste e che ogni mossa - anche le riunioni dei dissidenti guidati da Emanuele Dessì, per quanto poco affollate - abbiano ormai un effetto destabilizzante: sui numeri della maggioranza a Palazzo Madama e sulla tenuta del Movimento nel Paese.
Il passaggio della senatrice Marinella Pacifico alla Lega di Matteo Salvini, è smentito dalla stessa interessata. Che a Repubblica dice: "È una baggianata. Non ci ho mai pensato". Fatto sta che ieri lo davano per probabile i suoi stessi colleghi, per dire di quanto il gruppo sia affiatato. Da quando l'ex capogruppo Stefano Patuanelli è diventato ministro è scattato una sorta di "rompete le righe" che nessuno è stato finora in grado di arginare. Ci prova lo stesso capo politico, ma è meno semplice di un tempo. Perché i gruppi M5S sono davvero divisi su molti fronti. Lo è l'intero Movimento. Sull'immigrazione, ad esempio, sono in molti a confermare quel che il capogruppo pd Graziano Delrio ha detto a Repubblica: cresce il fronte dei 5 stelle che vorrebbe cambiare per intero i decreti sicurezza di Matteo Salvini, non limitarsi ad aggiustarli seguendo i rilievi del presidente della Repubblica come ha ripetuto in questi giorni Di Maio.
Laura Ferrara è l'europarlamentare che ha seguito il dossier immigrazione e che ha curato il programma M5S sul tema: "Bisogna rivedere profondamente quei decreti, non possiamo più attendere - dice oggi - ho sempre sostenuto che il modo migliore per garantire inclusione sociale, dignità e sicurezza è attuare un'accoglienza diffusa in piccoli centri, peraltro più facilmente controllabili". E ancora: "Serve potenziare la rete degli Sprar per garantire una migliore gestione dell'accoglienza e potenziare anche le vie legali di accesso all'Ue. È assurdo che oggi l'Europa non offra gli strumenti per esercitare il diritto d'asilo, che pure riconosce".
Ignazio Corrao, altro europarlamentare ora nel team del futuro, dice: "Sul tema Sprar/accoglienza c'è da discutere attorno a un tavolo senza pregiudizi per trovare un sistema equilibrato. Lasciando a casa la propaganda e gli schemi di speculazione economica che abbiamo visto in passato". E Doriana Sarli, deputata: "Non ho mai nascosto di non aver condiviso quei decreti. La chiusura degli Sprar e l'eliminazione dei permessi umanitari non ha aiutato. Spero che la maggioranza possa discuterne, dati alla mano, per trovare una soluzione condivisa". Sulla stessa linea, ma ancora più netto, il senatore Matteo Mantero: "I decreti Salvini non hanno risolto l'emergenza, non hanno ridotto le partenze, non hanno combattuto gli scafisti: hanno solo aumentato il rischio di stragi in mare. Vanno eliminati o modificati sostanzialmente. Il problema dei migranti si risolve ripristinando gli Sprar, gestendo i flussi e non lasciando morire le persone nel Mediterraneo. Multare chi soccorre esseri umani in difficoltà. sequestrare le navi, ci rende corresponsabili delle morti di decine di bambini, donne e uomini che cercano rifugio da situazioni estreme".