Zingaretti con Callipo a Reggio: "Non regalate la Calabria alla destra che odia il sud"
Alessia Candito
Nicola Zingaretti a Reggio Calabria con il candidato del centrosinistra Pippo Callipo (ansa)
Il segretario dem chiude la campagna elettorale per le regionali: "Non premiate la demagogia, la rabbia, le urla di chi cavalca i problemi invece di risolverli. E convincete la gente ad andare a votare"
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REGGIO CALABRIA - Sala piena, gente ovunque, manifestini, qualche bandiera, un sacco di sciarpette rosse. Sono il simbolo che il candidato governatore del centrosinistra Pippo Callipo ha scelto per la sua campagna elettorale. "Significano rivoluzione e amore per la gente di questa terra, che sono le cose di cui ha bisogno la Calabria e con cui spero di cambiarla" dice. Parte sfavorito, lo sa. Gli ultimi sondaggi lo davano sotto di parecchio rispetto alla candidata del centrodestra Jole Santelli, ma fra chi affolla la sala la sensazione è che un recupero ci sia stato. E anche importante.
Regionali, il grido di Zingaretti: "Non potete regalare la Calabria a chi odia il Sud a lucra sulle paure"
Lo dicono gli inquadrati di partito, le truppe cammellate di qualche circolo, ma anche la gente comune che in sala c'era anche solo per dare un'occhiata, farsi un'idea. E sono tanti e molti giovani. Un dettaglio non da poco in una città come Reggio Calabria dove il cuore elettorale dei più dai moti del Settanta batte a destra. Ma tanti sono quelli che si sono presentati per decidere se andare a votare.
Domenica in Calabria la prima battaglia sta nel portare la gente alle urne, poi si conteranno le preferenze. Lo sa Callipo che più e più volte dice "andate a votare e convincete la gente ad andare a votare". Lo sa Nicola Zingaretti, che sulla Calabria ha deciso di metterci la faccia, preferendo chiudere qui piuttosto che in Emilia Romagna, che per il Pd è partita assai delicata. "Abbiamo scelto di cambiare ed era giusto essere qui nell'ultimo giorno di campagna elettorale - dice Zingaretti - In Calabria c'è una grande possibile svolta". Si dice "ottimista" e sulla Calabria, afferma, "mi aspetto un gran risultato". Lo stesso per cui il Pd combatterà - promette - alle prossime comunali di Reggio Calabria.
Adesso però la sfida è per il governo della Regione. "Votate Callipo" che "poteva starsene nella sua azienda, che è un orgoglio dei calabresi ma si è rimesso in gioco per la sua terra e per questa terra è una grande prospettiva". Non lo è e lo dice chiaro quella prospettata "dalle destre che dai problemi generano paure e su quelle paure ci campano. Dico ai calabresi guardate le destre, non risolveranno mai i problemi dei calabresi perché ci campano coi problemi dei calabresi". Riferimento diretto a Matteo Salvini, "il leader più estremista di destra del dopoguerra in questo nostro Paese" secondo Zingaretti, che in Calabria si è presentato più e più volte gridando contro immigrazione e accoglienza, a suo dire causa dell'emorragia continua di giovani, che partono per fame di lavoro, futuro, prospettive per non tornare più. "Non regalate la Calabria a chi odia il Sud".
"Lo scontro in queste ore - continua - è tra le manovre giuste per risolvere i problemi degli italiani e la demagogia, le urla, la rabbia di chi invece quei problemi li cavalca. Io dico che bisogna combattere perché non possiamo regalare l'Italia a chi l'unica cosa che sa fare è denigrare, diffondere odio, creare paure". Ma le speranze di un'Italia diversa ci sono, afferma. Le hanno portate in piazza le Sardine "che cantano l'inno nazionale e chiedono di difendere la Costituzione, rifiutano l'odio, chiedono soluzioni per il proprio futuro" e dalla cattiva politica sono viste come un problema "perché forse preferisce piazze piene di violenza, odio, insulti. Ma questo è indecente", dice Zingaretti. Lo è "il centrosinistra con Callipo".
Lui ascolta e ringrazia. Non parla a lungo, per lui lo hanno fatto giovani attivisti, una delle sue dipendenti e due imprenditori antimafia Nino De Masi e Gaetano Saffioti, divenuti punto di riferimento per la società civile calabrese. Il primo si è schierato con Callipo da subito, è ancora arrabbiato con "la scelta dei Cinque Stelle che hanno deciso di suicidarsi", ma si dice fiducioso. Fino ad oggi Saffioti si è tenuto a margine della campagna elettorale, ma dal palco assicura "mi ritengo un vero calabrese e i veri calabresi amano questa terra, restano sul territorio e portano sviluppo. Pippo Callipo lo è". Un "pazzo, un visionario, uno che sogna di portare la Calabria alla normalità" si definisce il candidato governatore del centrosinistra.
"Con l'aiuto di tutti, noi del Sud ce la possiamo e senza commissariamenti dal nord. Dobbiamo rialzarci con le nostre gambe e le nostre braccia". E recuperare "il vero senso della politica che significa gestire bene la cosa pubblica, non quella a cui ti devi rivolgere per chiedere favori o vederti riconoscere diritti. Abbiamo l'opportunità di farlo e non dobbiamo buttarla via".