Elezioni regionali 2020, Jole Santelli celebra la vittoria e dà il calcio d'inizio al derby con la Lega

Jole Santelli, senatrice di Foza Italia e neogovernatrice della Calabria. Accanto a lei il vicepresidente di FI Antonio Tajani (agf)
Dopo una campagna elettorale da separati in casa, la senatrice di Forza Italia tiene saldamente in mano il boccino sui futuri assetti, a cominciare dalla giunta. E annuncia la volontà di "auto-intercettarsi"
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Canti, balli e tarantelle che hanno trasformato il suo comitato elettorale in una sorta di discoteca non sembrano aver passato fattura. Scortata da Antonio Tajani, la neogovernatrice Jole Santelli si presenta a metà mattina per il suo primo discorso da presidente della Regione Calabria. E al netto dei ringraziamenti di rito e l'onore delle armi per gli avversari, se non è una dichiarazione di guerra nei confronti degli alleati, ci si avvicina. La prima partita per la conquista della Regione Santelli l'ha portata a casa comodamente con il 55,71% dei consensi e ben 25 punti tondi di distacco sul principale avversario, il candidato del centrosinistra Pippo Callipo, che si è fermato al 30,26%. I Cinque stelle con il 7,32% rimangono fuori dal consiglio regionale. Numeri che lasciano poco margine all'interpretazione, nonostante la quasi paradossale affermazione del Pd come primo partito in Calabria. 


Ma adesso la partita vera per la neogovernatrice è il derby tutto interno al centrodestra, in primo luogo con la Lega, che dopo una campagna elettorale da separata in casa, ha persino atteso i risultati nella propria segreteria, snobbando quella di Santelli. Che non ha gradito per nulla. E forse anche per questo stamattina ci tiene subito a precisare a mettere in chiaro i numeri.

IL DERBY CON LA LEGA INIZIA DALLA GIUNTA 

Forza Italia si afferma come primo partito del centrodestra in Calabria, con la Lega dietro a una manciata di decimali, ma se al conto si aggiungono le liste civiche di più o meno diretta emanazione, il divario si allarga e di tanto. "Abbiamo raggiunto il 30 per cento. C'è grande soddisfazione" annuncia la neogovernatrice. Traduzione, anche in una competizione locale, dove il voto d'opinione conta meno della preferenza per il candidato, la Lega con il 12,41% va bene, ma la definitiva spallata a Forza Italia a Sud non riesce.

Regionali Calabria, Jole Santelli balla la tarantella per festeggiare la vittoria



Lo mette nero su bianco Silvio Berlusconi, che ieri notte ha spedito a Catanzaro parecchi dei fedelissimi, inclusa Francesca Pascale, e su Facebook  scrive "ho telefonato alla nuova presidente della Regione Calabria, Jole Santelli, prima donna a ricoprire quel ruolo. Questo risultato riafferma la grande centralità di Forza Italia, cuore e spina dorsale del centrodestra". Lo ripetono in coro gli alti papaveri degli azzurri da Roma, tentando di far passare sotto traccia l'imbarazzante 3% in Emilia Romagna.

Cosa significhi, Santelli la chiarisce subito. "Non ho ancora idee chiare sulla Giunta - afferma - ma io vengo dalla politica e lo rivendico, i partiti che hanno collaborato alla vittoria hanno diritto ad avere una giusta rappresentanza". E sull'assessorato all'Agricoltura, che già in campagna elettorale la Lega ha provato a rivendicare chiarisce "è un asset fondamentale, come il turismo e le imprese. Ci devono andare persone serie e competenti che rivoluzionino il sistema. Nominerò chi mi convince con un programma vero". Al bastone si aggiunge la carota del "mi auguro che con tutti si possa ragionare su identikit di assoluto rilievo", più qualche messaggio distensivo all'indirizzo di Salvini. "Ho avuto un ottimo rapporto con lui in tutta la campagna elettorale. È venuto spesso in Calabria, io penso che avremmo rapporti ottimi, come con i presidenti del Nord". Ma il messaggio è chiaro. Il boccino sui futuri assetti - fanno sapere gli azzurri - è in mano a Forza Italia.

Da Bentivoglio, il leader della Lega incassa e rilancia. "Era la prima volta che eravamo presenti con il nostro simbolo sulla scheda, siamo testa a testa per essere il primo partito del centrodestra. Finalmente saremo messi alla prova al Sud" è il messaggio che fa arrivare in Calabria, insieme all'annuncio di una visita imminente "già la prossima settimana" e con un obiettivo preciso "dare una squadra di governo e di Giunta più velocemente possibile in una terra massacrata".

SANITA', GUERRA ALLA BUROCRAZIA E AUTOINTERCETTAZIONI 

Insomma, la partita è aperta e le squadre in campo sono chiare. Dalla sua, Santelli spera di avere "le donne calabresi che sono forti, tenaci, caparbie e comandano" e a cui chiede "di essere al mio fianco per cambiare la Calabria" e "i tanti calabresi che hanno avuto grande successo in Italia e all'estero" a cui chiede in regalo "una giornata al mese come restituzione alla Calabria".

Nel frattempo, annuncia i primi passi. Un incontro con il ministro Speranza per affrontare il nodo sanità, commissariata da tempo immemore e persino oggetto di uno specifico e contestatissimo decreto, e la guerra alla burocrazia regionale. "I mandarini vadano a casa Mi auguro che ci sia collaborazione, ma chi sbaglia andrà a casa. Non è una minaccia, ma una promessa. Io ho la penna facile, le pec a Procura e Corte dei Conti partono veloci perché io difenderò prima di tutto i calabresi". Un passaggio lo dedica proprio ai magistrati e alla lotta alla 'ndrangheta che stanno portando avanti "Facciamoli lavorare, dobbiamo essere di ausilio". E nella regione che fin troppe volte ha visto consiglieri e funzionari travolti da indagini delle procure distrettuali Santelli annuncia di avere intenzione di auto-intercettarsi. Una comunicazione a metà fra il mettere le mani avanti e l'avviso ai naviganti. "Visto che la Calabria è una terra difficile - dice - sarò io a mettere le telecamere e il sistema di registrazione nella mia stanza e nella mia macchina, chiunque parla con me saprà di essere registrato".

LA VITTORIA DI PIRRO DEL PD E IL TRAVAGLIO 5STELLE

Fuori dalla coalizione dei vincitori, ci si lecca le ferite. Il Pd si consola con l'affermazione come primo partito in Calabria e per avere in squadra il candidato più votato in tutta la Regione, l'ex presidente del Consiglio Regionale, Nicola Irto, che da solo raccoglie più di 12mila voti. "Un grande ringraziamento a Pippo Callipo che ha accettato una sfida difficile solo per amore della sua terra e in bocca al lupo a Jole Santelli" commenta il commissario regionale dem Stefano Graziano, commentando le prime proiezioni. "Rivendichiamo con forza però- ha spiegato - le scelte fatte in questi mesi, dalle quali bisogna ripartire per organizzare una forte opposizione in consiglio regionale". Con i 5 Stelle si toglie dalla scarpa il sassolino rimasto dopo il gran rifiuto di un tandem elettorale. "Sono stati praticamente annullati". E il suo segretario, Nicola Zingaretti rincara la dose. "Nel M5s c'è un travaglio sotto gli occhi di tutti. Sta emergendo quello che il Pd dice da alcuni mesi: si sta tornando ad un sistema bipolare tra due grandi campi. Credo che questo travaglio avrà una discussione, mi auguro che di questo elemento si prenda atto e non dico da alleato, non da avversario".

E se Zingaretti è a suo modo garbato, molto meno lo è il centrodestra che parla di morte pentastellata. Assai più benevoli nell'analisi di fase i diretti interessati. Il reggente Vito Crimi affida a Facebook una prima analisi "Ogni volta che un risultato elettorale non ci sorride sento partire il solito coro che scandisce all'unisono: "il Movimento è finito, è in ginocchio, sta scomparendo. In più, questa volta, viene dato per scontato il ritorno del bipolarismo, come se le elezioni in due regioni equivalessero al voto nazionale. Anche questa volta li deluderemo perché, chi dice questo, non ha capito cosa sia veramente il Movimento 5 Stelle, del perché siamo nati e quali sono gli ideali che ci guidano e ci rendono diversi da tutti gli altri". Ma in Calabria, dove alla definizione dell'assetto con cui presentarsi alle regionali si è arrivati dopo un lungo travaglio, già si affilano i coltelli.
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