✕
(agf)

I dem dopo le regionali: "Ora congresso e nel nuovo Pd le Sardine devono contare"

Ascolta l'audio

Così Zingaretti e i vertici del partito preparano la svolta
2 minuti di lettura
ROMA - Primo punto dopo la vittoria in Emilia: il rapporto con le Sardine già abbondantemente ringraziate. "Se diventano un partito è un problema. Ma la loro straordinaria partecipazione d'ora in poi non può essere più gratuita. Dobbiamo metterle nelle condizioni di incidere nelle nostre scelte", dice Nicola Zingaretti. Senza inglobarle, tantomeno cooptarle, rispettando la loro autonomia. Ma il segretario del Pd ha deciso che il movimento di piazza nato a Bologna avrà un ruolo nel Pd che verrà disegnato nel prossimo congresso. "Congresso di rifondazione profonda - dice il leader - . E con questi risultati, con il Pd primo partito in Emilia e Calabria, possiamo fare un rinnovamento molto più coraggioso". Dentro il rinnovamento le Sardine troveranno sicuramente uno spazio aperto. Partendo proprio dalle assise del Pd.

Altro rapporto: con i 5 stelle, umiliati dai risultati elettorali. Alcuni sussurrano a Zingaretti …
ROMA - Primo punto dopo la vittoria in Emilia: il rapporto con le Sardine già abbondantemente ringraziate. "Se diventano un partito è un problema. Ma la loro straordinaria partecipazione d'ora in poi non può essere più gratuita. Dobbiamo metterle nelle condizioni di incidere nelle nostre scelte", dice Nicola Zingaretti. Senza inglobarle, tantomeno cooptarle, rispettando la loro autonomia. Ma il segretario del Pd ha deciso che il movimento di piazza nato a Bologna avrà un ruolo nel Pd che verrà disegnato nel prossimo congresso. "Congresso di rifondazione profonda - dice il leader - . E con questi risultati, con il Pd primo partito in Emilia e Calabria, possiamo fare un rinnovamento molto più coraggioso". Dentro il rinnovamento le Sardine troveranno sicuramente uno spazio aperto. Partendo proprio dalle assise del Pd.

Altro rapporto: con i 5 stelle, umiliati dai risultati elettorali. Alcuni sussurrano a Zingaretti di prenderli di petto. Magari con un rimpasto di governo, cioè un cambio di poltrone. Altri, come ha fatto il vice Andrea Orlando, parlano di nuovi equilibri. Ma non pensano ai posti. Semmai all'agenda di governo, ad uscire dal cono della subalternità che sembrava segnare la strada del governo giallo-rosso.

Il segretario resta convito che evitare lo scontro frontale con i grillini paghi. In termini di consenso, di immagine, di credibilità. Anche se i rapporti di forza sono mutati. Questo oltretutto renderà più facile la missione politica che il Pd ha affidato a Giuseppe Conte: rappresentare l'area progressista del Movimento e coprire anche un fronte più liberale. "Non mi attribuite un ruolo troppo politico - era stata la preghiera del premier qualche settimana fa a un membro dem del governo - altrimenti Di Maio reagisce". Adesso Di Maio non è più leader e il governo si è rafforzato. Il disegno di un Conte front man del campo progressista diventa meno complicato.
Il Pd si prepara a rilanciare mettendo in discussione due bandiere del M5S: reddito di cittadinanza e quota 100. "La priorità - spiega Orlando - è la redistribuzione del reddito incrementando i fondi per il taglio del cuneo fiscale. Per farlo potremmo ritoccare alcuni strumenti in vigore". Appunto i provvedimenti chiave della vecchia gestione giallo-verde. "Il nostro profilo di governo si costruisce sull'abbassamento delle tasse per i redditi medio-bassi. Si riparte da qui", ripete Zingaretti ai fedelissimi mentre viaggia verso la festa di Stefano Bonaccini a Modena. La questione fiscale viene prima di qualsiasi altro tema in gioco. Prima della modifica dei decreti sicurezza, per esempio.

I soldi nelle tasche degli italiani sono la chiave con cui il Pd vuole aprire la fase 2 del governo Conte. Le battaglie contro le norme securitarie di Salvini sono certamente importanti. "Ora c'è la questione dei decreti, ovvio", avverte Orlando. E i 5 stelle non saranno più in grado di frenare la loro revisione come è accaduto finora. Ma è sull'economia che il Partito democratico ha deciso di battere il chiodo. "C'è il tema del Green New Deal. Anche per quello dovremo trovare le risorse. Se monitoriamo quota 100 e il reddito di cittadinanza non è per cancellarli. Ma un tagliando si può e si deve fare. Capire se ci sono disfunzioni, come intervenire eventualmente", dice ancora il vicesegretario dem.

Il congresso verrà probabilmente dopo il referendum costituzionale (29 marzo) e dopo le regionali (maggio) anche se qualcuno chiede di fare più in fretta. Servirà ad aprire il Pd, come ha sempre annunciato Zingaretti, a portare dentro il partito "più personalità come il neo-ministro Manfredi". A recuperare la generazione della sinistra che è rimasta vicina a Zingaretti ma ora ha scelto altre strade, delusa dalla politica. Chi produce il vino in Umbria, chi fa l'attivista dei diritti umani. Un mondo zingarettiano che resta interlocutore quotidiano del segretario, ma per il momento non ha trovato posto nel nuovo corso. Zingaretti punta a recuperarli, pensa che la boccata di ossigeno presa fuori dai Palazzi abbia fatto loro del bene e questo bene sia utile nelle stanze del Nazareno. Se il trend emiliano venisse confermato nei nuovi passaggi elettorali (le regionali di maggio), con il Pd in crescita e il declino lento ma costante di Salvini, il congresso avrà anche un altro compito, taciuto o appena sussurrato: celebrare la linea del leader e quindi lui stesso. Poi magari potrebbe essere Zingaretti e non Conte il vero sfidante di Salvini, a capo del fronte progressista.